Le divisioni rendono meno luminosa la testimonianza a Cristo

Le parole del Papa nell’omelia pronunciata durante i secondi vespri della solennità della Conversione di san Paolo, a conclusione della XLV Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani di Claudio Tanturri

«La preghiera per l’unità dei cristiani non è altro che partecipazione alla realizzazione del progetto divino per la Chiesa, e l’impegno operoso per il ristabilimento dell’unità è un dovere e una grande responsabilità per tutti». Così, il Papa, nell’omelia pronunciata durante i secondi vespri della solennità della Conversione di san Paolo. La liturgia si è svolta mercoledì scorso a conclusione del XLV Ottavario di preghiera e nel 50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II che fu annunciato da Giovanni XXIII, nella stessa basilica di San Paolo fuori le Mura, proprio il 25 gennaio del 1959. «Le nostre divisioni rendono meno luminosa la nostra testimonianza a Cristo», ha detto Benedetto XVI di fronte ai rappresentanti delle altre Chiese e comunità ecclesiali presenti a Roma. Per questo motivo «il traguardo della piena unità è una vittoria non secondaria, ma importante per il bene della famiglia umana».

Il tema che ha costituito la struttura portante delle iniziative di preghiera, confronto e riflessione che hanno caratterizzato l’Ottavario ecumenico appena concluso era «Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore», brano tratto dal quindicesimo capitolo della prima Lettera di san Paolo ai Corinzi. E proprio sui temi della «trasformazione» e della «vittoria» si è soffermato il Santo Padre nella sua disamina. «Il significato di questa misteriosa trasformazione – ha spiegato commentando la lettura – è mirabilmente mostrato nella vicenda personale di san Paolo. In seguito all’evento straordinario accaduto lungo la via di Damasco, Saulo, che si distingueva per lo zelo con cui perseguitava la Chiesa nascente, fu trasformato in un infaticabile apostolo del Vangelo di Gesù Cristo». Quindi, ha proseguito, «la trasformazione che egli ha sperimentato nella sua esistenza» appartiene non alla categoria del «cambiamento» quanto invece a quella del «radicale rinnovamento del proprio essere, simile per molti aspetti a una rinascita».

Una possibilità, questa, che «trova il suo fondamento nella partecipazione al mistero della morte e risurrezione di Gesù Cristo e si delinea come un graduale cammino di conformazione a Lui». Questo progresso, ha aggiunto Benedetto XVI, «riguarderà tutti coloro che hanno creduto in Gesù Cristo e anche tutta l’umanità e il creato intero». Infatti «san Paolo ci dice che ogni uomo, mediante il battesimo nella morte e risurrezione di Cristo, partecipa alla vittoria di Colui che per primo ha sconfitto la morte». Una «vittoria», dunque, che non ha niente a che fare con il «successo immediato», perché «nell’ottica cristiana la vittoria è un lungo e, agli occhi di noi uomini, non sempre lineare processo di trasformazione e di crescita nel bene. Essa avviene secondo i tempi di Dio, non i nostri, e richiede da noi profonda fede e paziente perseveranza». Pertanto anche «la nostra attesa per l’unità visibile della Chiesa deve essere paziente e fiduciosa». E anche se a volte, ha concluso la meditazione, «si può avere l’impressione che la strada verso il pieno ristabilimento della comunione sia ancora molto lunga e piena di ostacoli, non mancano i segni positivi di una ritrovata fraternità e di un condiviso senso di responsabilità di fronte alle grandi problematiche che affliggono il nostro mondo».

Al termine il Papa ha rivolto un saluto ai presenti in basilica. Tra questi il cardinale arciprete Monterisi, il cardinale Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, il metropolita Gennadios, rappresentante del Patriarcato ecumenico, e il reverendo canonico Richardson, rappresentante personale a Roma dell’arcivescovo di Canterbury. Un particolare ringraziamento è andato al gruppo di lavoro composto da esponenti di diverse Chiese e comunità ecclesiali polacche che hanno preparato i sussidi per la Settimana di preghiera.

26 gennaio 2012

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