L’Eliseo apre il foyer nel segno di Ruccello

In scena «Anna Cappelli», il monologo di uno dei talenti più originali della scena italiana, morto a 31 anni in un incidente di Toni Colotta

Annibale Ruccello fu, tra gli anni ’70 e ’80 ultimi, uno dei talenti più originali della scena italiana, fino a quando un tragico incidente lo uccise, trentunenne, mentre prometteva un’importante maturità. Autore, e non meno apprezzabile attore e regista, nato e cresciuto nel crogiuolo della civiltà teatrale napoletana, che aveva amato e studiato, lavorò allo sviluppo di un proprio mondo espressivo, lontano dai De Filippo e accostabile semmai a Viviani. Ma con una capacità tutta sua di metafora, anche sorridente, che portava i suoi personaggi, specie femminili, fuori dell’area geografica e linguistica campana, su valenze universali. Il Teatro Eliseo inaugura con il monologo di Ruccello “Anna Cappelli” il nuovo spazio aperto e concentrato fra i velluti del foyer “Romolo Valli”. Sotto questa insegna di grande attore un’interprete, Alvia Reale (nella foto), che ha dato prova di avviarsi alla grandezza. Qui, con il regista Valter Malosti, narra e vive la metamorfosi di Anna, da remissiva impiegata a inesorabile vendicatrice di un tradimento, cannibale “per atto d’amore”, Un vissuto, tratto da un fatto vero, che può sconcertare ma di cui va colto il risvolto ironico.

6 novembre 2005

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