Marco Mengoni, il “Re Matto” del pop italiano

L’artista rivelazione dell’anno, premiato agli Mtv Musica Awards, sarà in concerto lunedì 29 novembre al Circolo degli artisti di Concita De Simone

«È una grande vittoria. Ma non ti cambia la vita. È come compiere 18 anni: il giorno dopo ti senti lo stesso». Parole di Marco Mengoni in riferimento alla vittoria come “Best European Act” agli European Music Awards dello scorso 7 novembre, dove ha battuto concorrenti europei come Enrique Iglesias e ha portato a casa un premio che in 17 edizioni nessun italiano si era mai aggiudicato. È, quindi, un artista che potrebbe crogiolarsi con la sua carriera velocissima e i consensi internazionali, ma che invece dimostra di restare con i piedi per terra. E, vista anche la giovane età, 22 anni il prossimo 25 dicembre, non è poco.

Vincitore dell’edizione 2009 del talent show di Raidue “X factor”, approdato di diritto alla sessantesima edizione del Festival di Sanremo, nella categoria “Artisti”, interpretando “Credimi ancora” e piazzatosi terzo; aggiudicatosi un doppio disco di platino per il suo “Dove si vola”, il giovane Mengoni è reduce anche da un tour sold out di quasi 60 date, che l’ha portato in giro per l’Italia tutta l’estate, da cui è nato l’album “Re Matto Live”, pubblicato lo scorso ottobre. Un progetto in cui si assapora quale “animale da palcoscenico” sia Marco, che ha dimostrato fin da subito di avere, oltre a una bella voce, una carismatica presenza sul palco. Caratteristiche che, dopo essere state le sue fortune nello show televisivo, adesso lo sono nei suoi concerti live.

Come quello che lo vedrà protagonista al Circolo degli Artisti a Roma lunedì 29 novembre, filmato dalle telecamere della tv con target giovanile Mtv che ha organizzato il tutto e riservato i posti ai suoi fan. E a guardarli ai concerti dell’artista nato a Ronciglione (Vt), non sono solo under 25.

E pensare che il “Re matto” del pop italiano – come lo chiamano per parafrasare il titolo del suo album – fino a pochi anni fa pesava 30 chili in più, si copriva di vestiti e capelli per nascondersi e ha iniziato a cantare proprio per superare la sua crisi adolescenziale. Lunatico e autoironico, oggi, artista professionalmente maturo, resta un ragazzo fragile, che non ha paura di mostrare i suoi sentimenti e le sue lacrime, come ogni volta che canta “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini o un successo di Lucio Battisti
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Dice di avere in sé «due Marco»: uno timido, l’altro più sfacciato. E confessa spesso di vivere un momento di grande soddisfazione, sì, ma anche confusione, in cui, a causa dei ritmi serrati di lavoro «non ci sta capendo niente», come ha ammesso recentemente. «Il Marco uomo per certi aspetti non esiste più – spiega –. Accetto questa “disgrazia” e continuo a fare musica. Ci sono già nuove cose scritte e suonate create durante il tour. C’è ancora tanto fare e da lavorare».

Infatti, Mengoni adesso è in studio a creare nuovi pezzi con l’obiettivo di un nuovo album per il prossimo anno e magari un tour nei teatri. Per vivere ancor più da vicino quel rapporto di amore ricambiato con il pubblico.

26 novembre 2010

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