Menicacci: rivedere alcuni punti della legge 94

Il segretario dell’Associazione nazionale anziani e pensionati riflette sulla regolarizzazione degli assistenti domiciliari. A Roma sono oltre 590mila le persone con più di 65 anni di età di Daniele Piccini

Il 30 settembre scadono i termini di presentazione delle domande per la regolarizzazione di colf e badanti extracomunitarie, sancita dalla legge 94 del 15 luglio 2009 per impedire che il giro di vite sull’immigrazione clandestina espella dal nostro Paese lavoratori e lavoratrici che, per il 10,5% delle famiglie italiane (dati Censis), svolgono un «lavoro indispensabile». Soprattutto per chi è più avanti con gli anni. Ad orientarci nella materia, ci aiuta Fabio Menicacci, segretario dell’Associazione nazionale anziani e pensionati, sigla di Confartigianato Persone che oggi rappresenta circa 230mila soci.

Segretario Menicacci, qual è la situazione degli anziani a Roma e nel Lazio?
Nella Capitale sono circa 590mila gli anziani sopra i 65 anni. I dati Istat elaborati dal nostro Ufficio studi ci dicono che nel Lazio, nel periodo 2009-2051, la popolazione degli over 65 è destinata a crescere del 75%. Dunque con un trend superiore della media nazionale, che si attesta sul 68,1%. È chiaro che l’aumento degli anziani inasprirà ancora di più le problematiche previdenziali e di assistenza sanitaria che già viviamo.

Si spieghi.
La popolazione italiana invecchia sempre di più e il Sistema sanitario nazionale sembra non aver ancora preso le dovute attenzioni. Secondo i dati Istat del 2005 le famiglie con almeno una persona disabile e bisognosa di assistenza erano 2.384.919. Di queste solo 499.421 usufruivano di assistenza domiciliare erogata da servizi pubblici. Insomma sono 770.039 le famiglie che avrebbero bisogno di assistenza sanitaria a domicilio, e 271.028 di esse non possono contare sull’aiuto di nessuno. In questo senso l’apporto delle badanti è fondamentale: il 49,5% di loro è impiegata nell’accudire gli anziani; il 32,4% assiste persone non autosufficienti.

La vostra associazione si sta attivando per aiutare gli anziani con la modulistica online necessaria per presentare le richieste di regolarizzazione?
Abbiamo un patronato, l’Inapa, diffuso capillarmente a Roma e provincia con 26 sedi, che ha già accolto oltre 2.000 persone dando informazioni sui parametri per chiedere la regolarizzazione. Purtroppo registriamo che molte badanti extracomunitarie non possono richiedere la regolarizzazione, e non dipende né da loro, né dai loro datori di lavoro.

Sta dicendo che dipende dalla legge?
Secondo la 94/2009 si può richiedere la regolarizzazione solo se si lavorano almeno 20 ore settimanali con lo stesso datore di lavoro. Ma di frequente accade che una badante, o ancor più spesso una colf, divida la propria prestazione con più famiglie e cumuli le 20 ore grazie all’impegno con più datori di lavoro. Ebbene la legge non le consente di mettersi in regola. In questo modo restano lavoro sommerso e clandestinità. Insomma ci sarebbe bisogno di un correttivo, anche perché il rapporto badante-anziano è di tipo particolare, e difficilmente lo si può inquadrare dentro i confini di una legge. Bisognerebbe cominciare a riformare le politiche per l’assistenza pensando di più in termini di “famiglia” che di “individuo”.

Cioè?
Le faccio un esempio. Attualmente c’è una limitazione a soli 2.100 euro annui per la detrazione fiscale per addetti all’assistenza personale. Ecco, questa limitazione andrebbe rivista, garantendo la piena detraibilità della spesa. Un pensionato al trattamento minimo non può certo permettersi di coprire le spese per una badante; di solito sono i figli che se ne fanno carico. E a loro dovrebbe essere concessa la possibilità della detrazione totale.

Secondo la sua esperienza, cosa rappresenta una badante per una persona anziana?
È chiaro che non si tratta di un puro e semplice rapporto di lavoro. L’anziano, ha bisogno di instaurare una relazione di fiducia, di familiarità, con coloro che lo assistono. Le carenze del nostro Sistema vengono spesso risolte da quel “piccolo Stato” che è la famiglia, cui il fenomeno del “badandato”, quasi sempre affidato a lavoratrici extra-comunitarie, in questi ultimi anni, ha dato una grossa mano. I dati del Viminale finora ci dicono che la regolarizzazione sta procedendo in modo piuttosto lento, al di sotto delle aspettative, che alla vigilia del provvedimento si attestavano sulle 500mila richieste. Se colf e badanti non fossero regolarizzate in modo sufficientemente diffuso, e fossero espulse, si aggraverebbe l’emergenza derivante da un già insufficiente supporto di assistenza domiciliare integrata, case di riposo, case albergo e comunità alloggio.

21 settembre 2009

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