Mense scolastiche romane, gli avanzi andranno alle associazioni

Dal 24 febbraio, frutta, pane e cibo cucinato saranno distribuiti alle mense sociali; i pasti già “sporzionati” a canili e gattili. Abbattitore di temperatura in tutte le mense e “rete di prossimità” per la distribuzione di Redattore Sociale

Sono circa 150mila i pasti distribuiti ogni giorno nelle mense scolastiche romane: tanti, a volte tantissimi, gli avanzi che restano sui tavoli o in cucina. E che, fino a pochi mesi fa, finivano direttamente nel cassonetto. Dalle prossime settimane, questi avanzi potrebbero avere una seconda vita nelle mense sociali che ogni giorno servono persone in difficoltà e senza dimora. È quanto prevede il nuovo capitolato, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 24 febbraio. Il servizio è stato riassegnato con un nuovo bando, dopo tanti anni: le ditte sono rimaste in gran parte le stesse, ma le regole sono cambiate e sono state introdotte «modifiche migliorative», assicurano dall’assessorato alla Scuola. Tra queste, c’è proprio l’assegnazione di un punteggio considerevolmente più alto alle ditte che si fossero attrezzate per il riutilizzo degli avanzi.

«Da quest’anno – spiega Giovanni Battista Impagliazzo, responsabile del progetto Mense sociali e fornitura pasti dell’assessorato capitolino alle Politiche sociali – ogni mensa dispone di un abbattitore di temperatura, indispensabile per la conservazione e quindi il trasporto e il riutilizzo del cibo cotto». Destinatari degli alimenti avanzati, saranno canili e gattili per quel che riguarda il cibo avanzato nei piatti, mense sociali gestite da associazioni per quel che riguarda invece il cibo cucinato ma non “contaminato”. Caritas, Sant’Egidio, Esercito della Salvezza, Banco alimentare, Centro Astalli, City Cibo e altri enti religiosi e laici provvederanno alla riattivazione degli alimenti e alla distribuzione nelle rispettive mense.

«In realtà, già dallo scorso anno abbiamo avviato una sperimentazione, che però riguarda solo 12 scuole ed esclusivamente frutta e pane – spiega Impagliazzo -. Ora contiamo che la cultura della riduzione degli sprechi e del riutilizzo degli alimenti vada sempre più diffondendosi. Per questo, proprio in questi giorni stiamo cercando di mettere in moto il meccanismo di ridistribuzione degli avanzi». Tecnicamente, le difficoltà non sono poche, soprattutto in una città grande come Roma. «La soluzione – spiega ancora Impagliazzo – può arrivare solo dalla costruzione di una rete prossimale: stiamo incontrando in questi giorni i diversi assessori municipali alle Politiche sociali, per cercare di associare ogni scuola a un centro assistenziale vicino. In questo modo, superiamo le difficoltà e i costi del trasporto. Ad aiutarci – conclude Impagliazzo -, c’è la normativa nazionale, nota come “Legge del Buon samaritano”, che solleva scuole e ditte dalla responsabilità del cibo una volta che questo sia uscito dalla mensa. Ora, il grande compito che ci attende, è quello di far incontrare domanda e offerta. Lavoreremo duramente in queste settimane».

7 febbraio 2014

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