Michele La Ginestra, tra calcio e teatro

L’“Ultimo Rugantino”: «Sono “molto romano”, sono nato e non me ne andrò mai di qui». Ai Santi Sette Fondatori per sensibilizzare alla solidarietà. In questi giorni in scena con “Garbatella Futbol Cleb” di Daniele Piccini

Nel talento registico e nell’estro recitativo di Michele La Ginestra, 49 anni, attore romano di cinema e teatro nonché di popolari spot pubblicitari, scorre ancora tutta la spontaneità delle prime recite nel salone dei Santi Sette Fondatori, parrocchia del quartiere Nomentano dove ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo. Pian piano, dal gioco le cose si sono fatte serie. Oggi La Ginestra, o l’”Ultimo Rugantino”, come ormai lo definiscono le riviste di settore – dopo una decina di spot pubblicitari (l’ultimo quello di un noto marchio di pasta), numerose comparizioni sul grande schermo (per la regia di Fulvio Ottaviano, Carlo Vanzina e Marcello Bruno) e un numero ormai ingestibile di commedie teatrali – è il direttore artistico del Teatro Sette, in via Benevento, la versione “professionistica” proprio di quel palcoscenico oratoriale calcato in gioventù.

«Ho cominciato a fare teatro da bambino – racconta La Ginestra, che in questi giorni è in scena al Teatro Golden con la sua ultima commedia, “Garbatella Futbol Cleb”, un omaggio al capitano della Roma, Agostino Di Bartolomei – nel salone parrocchiale dei Santi Sette Fondatori, un’idea nata dall’allora parroco, padre Giuliano Conte. Crescendo abbiamo capito che il teatro poteva rappresentare un’ottima alternativa alla strada. Mi piaceva fare l’attore e ho compreso che poteva essere un modo interessante di vivere. Ho studiato Giurisprudenza e ho fatto l’avvocato, recitando ed esercitando la professione contemporaneamente per sette anni. Nel 1991 è nato il progetto Teatro Sette. Nel 1997 lo abbiamo ristrutturato ed è diventato un teatro vero. Ho chiamato tutti gli amici che facevano teatro per portarli qui. Abbiamo trasformato il teatro nella “Onlus Teatro Sette Solidarietà” e abbiamo formalizzato il rapporto con la parrocchia. Il teatro è di proprietà dei Servi di Maria e concesso in affitto alla nostra società».

Pur nella sua evoluzione, il Teatro Sette ha conservato la sua «logica iniziale», di «mezzo per fare qualcosa per gli altri». «Teniamo dei laboratori teatrali – spiega l’attore – e mandiamo in scena i saggi di questi laboratori per un mese e mezzo. Gli incassi dei saggi vanno ad iniziative di solidarietà. Inoltre vendiamo biglietti a metà prezzo alle onlus, loro li vendono a prezzo intero e trattengono la differenza. Così possono raccogliere fondi per le loro iniziative e, con dei banchetti informativi all’ingresso delle sale, possono sensibilizzare il pubblico. Dedichiamo alla beneficenza almeno una ventina di serate e collaboriamo ormai almeno con una trentina di onlus. Io intervengo alla fine dello spettacolo per spiegare le iniziative di beneficenza: il palcoscenico di un teatro è una buona postazione per sensibilizzare le persone».

Il trampolino di lancio della conduzione di “Solletico”, il programma per ragazzi della Rai, nel 2000, lo ha infine proiettato all’ultimo lavoro, “Garbatella Futbol Cleb”, scritto insieme ad Adriano Bennicelli per la regia di Roberto Marafante. «In questa commedia – spiega l’attore – racconto la storia di un amico di Agostino Di Bartolomei, Marco Andreozzi (interpretato da Michele La Ginestra, ndr) che è rimasto traumatizzato dal suicidio del capitano della Roma e va a cercare se stesso in Mozambico. Nel suo rapporto con i bambini africani e nella loro semplicità trova le risposta alle sue domande. Una suora gli spiega che Gesù è come un allenatore di pallone che quando crede che è arrivato il tuo momento ti butta in campo. Certo, dalla panchina ti può fare un cenno, ma poi devi cavartela da solo. Questo è il senso della fede e della preghiera».

Anche fuori dal copione teatrale, La Ginestra ha un «ottimo rapporto» con… l’Allenatore. «Quello che ho imparato è che la fede è continua ricerca dubbiosa. Io vengo dalla parrocchia e sono rimasto là. La soddisfazione è costatare che quello che avevamo creato da bambini è diventata una cosa seria che dà lavoro a tanta gente. Paghiamo 17 stipendi al mese. È una soddisfazione per un teatro da soli cento posti, nato dal nulla».

Tra i dubbi, di una cosa La Ginestra è sicuro: «Sono “molto romano”, sono nato in questo quartiere e ora vi abito. Non me ne andrò mai di qui».

“Garbatella Futbol Cleb” è in scena al Teatro Golden fino al 2 febbraio. La data del 18 gennaio sarà dedicata all’Amrei Onlus; quella del 24 gennaio alla “Onlus Padre Pellegrino”; il 25 gennaio al “Progetto quadrifoglio”; il 26 gennaio alla “Onlus Mama”; il 31 gennaio “Onlus Afron, oncologia per l’Africa”.

14 gennaio 2014

Potrebbe piacerti anche