Monsignor Lanza, una vita al servizio della Parola

Nella cappella della sede romana della Cattolica, le esequie dell’assistente ecclesiastico generale dell’ateneo, morto il 19 settembre. Il ministro Ornaghi: «Ha amato profondamente questa università» di Maria Elena Rosati

Deceduto monsignor Sergio Lanza

Sacerdote fedele, insegnante attento e rigoroso, testimone del Vangelo fino all’ultimo: monsignor Sergio Lanza, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, scomparso lo scorso 19 settembre a 67 anni, è stato ricordato così nel corso della cerimonia funebre presieduta dal segretario della Cei monsignor Mariano Crociata e concelebrata dai vescovi Leuzzi, Marciante e Sigalini, che si è tenuta venerdì 21 settembre nella cappella della sede centrale dell’università a Roma. Una vita consacrata al servizio della Chiesa: docente di teologia pastorale alla Pontificia Università Lateranense, monsignor Lanza era anche consultore della Congregazione per il clero e del Pontificio Consiglio per la cultura e referente del Progetto culturale della Cei per Roma e per il Lazio; nel marzo 2008 la nomina ad assistente generale della Cattolica.

La morte è sopraggiunta pochi mesi dopo la promozione al grado di prelato d’onore di Sua Santità, mentre monsignor Lanza era ancora impegnato in molti progetti. «La morte lascia sgomenti, disorientati, pieni di pena. Sappiamo però che anch’essa è parola di Dio» ha detto il segretario della Cei nell’omelia, ricordando l’uomo di profonda fede, poco incline ai sentimentalismi, ma che dietro l’immagine schiva e riservata bruciava di passione, intelligenza e speranza, ed era capace di trasmettere serenità e buon umore. «Con impressionante determinazione – ha continuato – si è mostrato assorbito dal compito di portare a compimento fino all’ultimo la Parola di Dio». Ripercorrendo la sua lunga carriera di docente universitario, sempre attento alle esigenze di studenti, docenti e dipendenti, monsignor Crociata ha sottolineato come monsignor Lanza abbia saputo coltivare insieme senso pastorale e sapere scientifico, apertura intellettuale e radicato amore per la Chiesa, nella consapevolezza del binomio indissolubile tra fede e ragione, in una visione dell’università come ampliamento della Chiesa, spazio in cui fede e cultura si arricchiscono reciprocamente. «La sua visione di una comunità accademica protesa a tenere desta la coscienza della propria identità cattolica – ha concluso – è la missione che questo doloroso passaggio di consegne lascia a tutti noi».

Profonda commozione nella testimonianza degli studenti, che hanno ricordato l’assistente ecclesiastico generale dell’ateneo come solida guida nel cammino di formazione, e nelle parole di ringraziamento rivolte da padre Luigi Cavagna, cappellano della sede milanese dell’università, che ne ha ricordato l’ estrema dedizione al lavoro, l’acume dell’intelligenza, e la profonda sensibilità, che negli anni lo hanno reso punto di riferimento nella vita della Cattolica. «Ha amato profondamente questa università – ha sottolineato il rettore uscente, il ministro Lorenzo Ornaghi –. In pochi anni ha lasciato un segno, intraprendendo iniziative volte a far riscoprire le radici e a costruire il futuro dell’ateneo». Il vescovo Enrico Dal Covolo, rettore dell’Università Lateranense, ha ringraziato il sacerdote e il docente «esempio di una teologia testimoniante, fatta di parole e di opere». Al funerale nella sede romana dell’ateneo è seguita, sabato 22 settembre, una cerimonia funebre presso l‘Arcipretura di San Giovanni Battista di Morbegno, città natale di monsignor Lanza, e luogo scelto per la tumulazione.

24 settembre 2012

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