Natale, Cristo nel volto del povero

di Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma

L’opera di migliaia di volontari di tutte le età, la generosità di molti cittadini che offrono un sostegno concreto donando tempo e denaro, la partecipazione coinvolgente della comunità cristiana che incontra i fratelli in difficoltà. Sono i segni concreti di speranza che quotidianamente si vedono nella nostra città e allo stesso tempo l’annuncio dell’amore attraverso le opere. Una Natività che ogni giorno si ripete sotto i nostri occhi, spesso indaffarati e distratti, grazie a una comunità che condivide, che si fa carico delle sofferenze dei fratelli più poveri, che è prossima a chi soffre e che testimonia la presenza del Dio che si è fatto uomo. In essa opera il mistero del Natale che fa di un umile bambinello «l’annuncio della grande gioia», il Salvatore.

Quello di quest’anno sarà un Natale particolarmente difficile: è in aumento la povertà che colpisce le famiglie, con gli effetti della crisi economico-finanziaria che si ripercuotono in modo particolare verso chi già vive in condizioni precarie, in un clima permeato spesso di indifferenza verso gli emarginati. Un Natale che per molti sarà ancora all’addiaccio, in ricoveri di fortuna. Le opere di carità sono allora qualcosa di molto più importante di un aiuto concreto ed immediato: rappresentano la vicinanza fisica, la condivisione, la luce che guida i pastori alla grotta a conoscere il bambino che è nato, «gioia e speranza» del mondo. Ecco perché il periodo natalizio non è soltanto uno stato emotivo di «buone intenzioni» ma un’esperienza spirituale di rinascita, un momento privilegiato per riconoscere Cristo sul volto del povero e per valorizzare anche le difficoltà che ognuno di noi vive.

Le festività significano anche l’avvio della seconda parte dell’anno pastorale, quella che nella nostra diocesi dedichiamo alla verifica sulla testimonianza della carità, invitando le comunità parrocchiali a riflettere sull’opera di animazione e formazione. Il coinvolgimento spirituale che ci arriva dal Natale potrebbe essere l’occasione per iniziare il cammino di verifica attraverso opere di solidarietà, coinvolgendo le parrocchie in esperienze di prossimità verso coloro che soffrono e sono emarginati. Il 2010 inoltre vedrà la Chiesa di Roma chiamata a rivivere il primato nella carità anche grazie alla visita che Papa Benedetto XVI compirà il prossimo 14 febbraio ai servizi della Caritas diocesana alla Stazione Termini (in occasione dell’Anno di lotta alla povertà e all’emarginazione indetto dall’Unione europea), una delle maggiori infrastrutture di una città dinamica e ricca in cui però convivono emarginazioni e povertà e dove è più evidente l’opera cristiana verso chi soffre. Un gesto semplice con il quale il Santo Padre ci invita a vivere una più ampia e profonda comunione ecclesiale al servizio dei poveri, iniziando proprio dalla riscoperta della Natività come gioia di trasformare la nostra vita in dono.

23 dicembre 2009

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