Nella veglia missionaria le ansie della Chiesa turca

Il 21 la celebrazione a San Giovanni in Laterano. Il cardinale Agostino Vallini conferirà il mandato a dieci missionari: tra loro anche una coppia di sposi, che trascorreranno tre anni in Africa di F. Cifelli e G. Rocchi

«Il mondo ha bisogno di persone che spezzino il pane della parola, dell’Eucaristia e della solidarietà». Lo afferma con forza don Michele Caiafa, del Centro missionario diocesano, presentando il tema della 84ª Giornata missionaria mondiale, domenica 24 ottobre: “Spezzare pane per tutti i popoli”. Lo stesso che farà da filo conduttore alla veglia di preghiera che il cardinale Agostino Vallini presiederà il 21 alle 20.30 a San Giovanni in Laterano. Un’occasione nella quale la comunità diocesana è chiamata a «condividere e partecipare quello che siamo e quello che abbiamo», sottolinea don Caiafa.

Come faranno i 10 missionari che giovedì riceveranno proprio dal cardinale vicario il mandato che li accompagnerà nella loro esperienza di annuncio «ad gentes». Zambia, Repubblica democratica del Congo, Timor Est, le destinazioni nelle quali i missionari porteranno la sollecitudine della Chiesa di Roma. Tra loro anche Giuseppina e Giovanni, della parrocchia di San Policarpo, che si sposeranno tre giorni dopo la veglia. «Dopo le nozze partiremo per lo Zambia, dove resteremo tre anni – racconta Giovanni, geologo, 34 anni -. Staremo a Chirundu, vicino al confine con lo Zimbabwe, e lì daremo una mano in parrocchia, affiancando gli animatori. Lavoreremo anche nella scuola della missione e in ospedale». L’amore per l’Africa ha sempre unito i due fidanzati: «La sera della nostra prima uscita a due – ricorda Giuseppina – siamo stati a vedere “Hotel Rwanda”». La giovane è antropologa, e torna in Zambia dopo averci già trascorso otto mesi per preparare la tesi di laurea: «Per me è un sogno che si realizza». I due conoscono bene, quindi, la situazione del Paese: «Il problema principale è l’Aids – dicono -, che toglie forza lavoro alle famiglie, e crea orfani. Così i bambini rimasti soli vengono affidati ai parenti e nelle famiglie allargate non si riesce mai a mangiare a sufficienza».

Un richiamo a guardare con realismo la dimensione critica delle vocazioni verrà anche dalla testimonianza di monsignor Ruggero Franceschini, arcivescovo metropolita di Smirne, in Turchia, e amministratore apostolico dell’Anatolia. Davanti alla comunità ecclesiale romana, rileva don Caiafa, «monsignor Franceschini si farà voce delle sofferenze e delle ansie della Chiesa di Turchia». Sottolineando l’importanza di una presenza discreta ma coerente in un momento di grande «angoscia e paura». Semplicemente per «condividere il cammino di ogni giorno», dichiara monsignor Franceschini.

A rappresentarlo concretamente, questo cammino comune di tutti i popoli sostenuto dal pane dell’Eucaristia, sarà il grande pane prodotto dalla comunità rumena della Capitale che sarà portato all’altare nel corso della veglia da rappresentanti dei diversi continenti. Alla comunità brasiliana, invece, saranno affidati la danza e il canto. Il servizio liturgico, ancora, sarà a cura dei seminaristi e dei diaconi del Collegio Urbano. La preghiera nella basilica di San Giovanni si tradurrà anche in un gesto concreto di solidarietà: nella serata saranno raccolti fondi destinati al Pakistan devastato dalle alluvioni della scorsa estate. «È vero – sottolinea don Caiafa – che anche Roma è terra di missione, ma questa doverosa ansia pastorale per la nostra Chiesa locale non può e non deve diminuire lo zelo per l’evangelizzazione nel mondo». Allargando i confini della mente e del cuore.

19 ottobre 2010

Potrebbe piacerti anche