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Papa e social network. E se il profilo è un fake?

Cosa fare con i profili fake del Papa? È la domanda che si è posto Simone Sereni, web content e social media editor Acli.it, nella rubrica “Fuori Bordo 2.0” che tiene nel sito del Copercom, dopo la nota ufficiale della Santa Sede che invita a verificare sulle fonti ufficiali le dichiarazioni attribuite al Papa. « Il fenomeno dei 2fake2 – spiega l’opinionista -, comunque precede Papa Francesco ma non era stato gestito pubblicamente prima di questa nota». Oggi, prosegue, «serve di più, per la nuova evangelizzazione, la sterilizzazione della presenza nel web per evitare rischi e il controllo istituzionale di ogni virgola? O il rischio dell’annuncio meditato, attento alle verità di fede ma personale e a volte “deistituzionalizzato”? Non è una domanda retorica. Credo sia quasi seria. Ma non ho una risposta compiuta».

Per quanto riguarda Facebook, afferma Sereni «esistono tantissime pagine intestate a Papa Francesco/Bergoglio. Ce n’è anche una che si è registrata indebitamente come “Pagina ufficiale di Papa Francesco” e che ha quasi 900mila “mi piace”. Un’altra, meno ambiziosa, ma non chiaramente identificata come fan page – come suggerito anche dalla stessa nota della Santa Sede – con oltre 1 milione di “mi piace”». In ogni caso, dice Sereni, «per tutti gli uomini di buona volontà, c’è almeno una buona azione da tentare: andare in una delle pagine non ufficiali del Papa e cliccare il link “Suggerisci una modifica” e seguire le istruzioni. Tentare di sicuro non nuoce».

16 gennaio 2014