Portaparola protagonisti al Forum di Avvenire

Un sito “piazza virtuale”: l’iniziativa lanciata dopo le giornate di Bibione rivolte agli animatori della comunicazione e della cultura di Angelo Zema

Nuovi protagonisti. Così sono stati definiti nel primo Forum nazionale del progetto Portaparola che Avvenire ha pensato per loro e così si accingono a diventare nella quotidiana esperienza pastorale delle loro comunità. Sono gli animatori della comunicazione e della cultura, molti dei quali, dal palco di un albergo di Bibione (Venezia) – sede del Forum – hanno già dato prova dell’impegno a fare cultura nell’orizzonte della fede.

Protagonisti lo diventeranno certamente sempre di più grazie all’iniziativa presentata ieri mattina al termine del Forum dal direttore generale della Nei (la società editrice di Avvenire), Paolo Nusiner: un sito, www.portaparola.it, che diventerà una vera “piazza virtuale” a disposizione degli animatori Portaparola, per dare un seguito alla felice esperienza delle giornate di Bibione. Un sito che comprenderà anche una bacheca con i titoli dell’edizione di Avvenire del giorno dopo e della domenica successiva.

Circa 400 i partecipanti al Forum, aperto giovedì 24 aprile dal cardinale Camillo Ruini e concluso domenica 27 con la Messa celebrata dal vescovo di Albano, Marcello Semeraro, presidente dell’editrice di Avvenire. Proficuo lo scambio di esperienze tra gli operatori provenienti da tutta Italia, che hanno anche potuto osservare la mostra sui 40 anni di Avvenire e hanno sfogliato un volume sull’evento, oltre ad aver ascoltato una panoramica sui principali media cattolici della penisola.

Ad accompagnarli, oltre all’intervento del cardinale Ruini, le riflessioni dei cardinali Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei (presente con un messaggio video), e Angelo Scola, patriarca di Venezia. Il cardinale Bagnasco ha definito gli animatori come «una promessa nuova». «Il vostro compito – ha detto rivolgendosi a loro – è invitare la comunità parrocchiale a pensare. A produrre pensiero critico. Per comprendere i nostri tempi e vivere una partecipazione più consapevole, più libera». Un impegno di «servizio all’intelligenza credente», che si radica nella parrocchia, ancor oggi «la modalità più corrente per incontrare gli uomini e le donne». La parrocchia, ha affermato il cardinale Bagnasco, «si deve fare anche iniziativa culturale, luogo di provocazione e di rilancio, momento di chiarificazione sui temi nevralgici».

Per raccogliere questa sfida, ha sottolineato il cardinale Scola, agli animatori non è richiesta solo competenza, ma anche «appartenenza». «Il nemico nelle nostre comunità è la delega». Ma quali atteggiamenti concreti sono richiesti ai “nuovi protagonisti” di cui abbiamo parlato, come agli altri operatori pastorali? Il patriarca di Venezia ha indicato tre piste: «Educare all’ideale, non alle utopie, strade pericolose, che generano avanguardie; mentre l’ideale è un “fatto di popolo”; superare la tentazione egemonica, cioè di voler utilizzare la verità a scopo di potere; puntare sulla testimonianza, non sulla militanza», in un «gratuito e spontaneo comunicarsi» che affronti i «problemi comuni della gente con un giudizio cristiano».

28 aprile 2008

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