Pranzo di Pasqua per i poveri a San Carlo da Sezze

Circa 200 gli invitati al “Banchetto del Re” allestito nel salone del Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto-Casa della pace di Margherita De Donato

Duecento gli invitati speciali al “Banchetto del Re” tenutosi ieri, giovedì 21 aprile, presso il salone del Centro di formazione giovanile “Madonna di Loreto – Casa della Pace”, fondato da don Mario Torregrossa ad Acilia. Un’occasione unica per molti di questi ospiti, persone emarginate o disagiate. Alcuni possiedono un tetto, ma vivono isolati e soffrono la solitudine.

A tutti loro e alla dignità cui hanno diritto ha pensato don Mario, compianto parroco di San Carlo da Sezze, nel dicembre 1983, instaurando una tradizione di oltre dieci anni, adesso mantenuta viva dagli animatori e dai giovani del Centro di formazione. «Poche persone hanno saputo cercare con tanta intensità Dio nell’altro, come don Mario ha fatto con i poveri e gli emarginati», ricorda don Fabrizio Centofanti, prima suo viceparroco e ora suo successore in parrocchia. «Accanto a lui abbiamo respirato la gioia di vivere e scoperto la bellezza del Vangelo vissuto radicalmente».

A Pasqua questa gioia i suoi giovani la donano ai meno fortunati, allestendo il salone con palloncini, fiori e centrotavola, con un rapido apparecchiare e sparecchiare in due turni e più squadre, tutti in divisa, come in un vero ristorante di lusso. Al ricco menù (antipasti, due primi, due secondi con contorno, frutta e dolci) hanno contribuito anche la comunità di San Carlo da Sezze e i volontari del centro di ascolto Caritas parrocchiale, che li seguono singolarmente durante l’anno. Il momento dell’aperitivo è stato riservato ai ragazzi del cosiddetto “gruppo Giovanni”, i più piccoli del Centro, che hanno preparato le tartine, servendole con bevande analcoliche.

Grande spazio anche all’animazione musicale a cura del cantautore Paolo Migani, di casa al Centro: «La voce dei senza dimora è sempre silenziosa, poco interessante, se ne sente l’eco nelle strade, ma quasi nessuno vuole ascoltarla. Qui tutti insieme regaliamo loro un momento privilegiato, ed io quello che amo di più: la musica».

Al termine del pranzo, gli ospiti graditi “del Re” si sono accomiatati, portando con sé la colomba pasquale e gli ovetti racchiusi in una simpatica confezione a forma di coniglio, con l’augurio di poter continuare a godere della Provvidenza nella loro vita.

22 aprile 2011

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