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Ragazzi e genitori a scuola di internet

Diffondere tra i ragazzi e tra i loro genitori una maggiore consapevolezza dei rischi, oltre che delle potenzialità, contenuti nel web. Questo l’obiettivo di fondo del progetto “Occhi in rete”, promosso da Roma Capitale in collaborazione con la Polizia di Stato e con il patrocinio del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, presentato ieri, 19 febbraio, davanti agli studenti del liceo classico Mamiani. Destinatari dell’iniziativa: 3mila alunni delle scuole secondarie inferiori e superiori romane, insieme a 600 genitori, ai quali verrà proposto un percorso di educazione digitale per l’utilizzo responsabile del web, pensato su misura per le nuove generazioni.

A presentare “Occhi in rete”, il vice sindaco Sveva Belviso e il direttore del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, Antonio Apruzzese, che ai ragazzi del Mamiani hanno parlato anzitutto del fattore sicurezza. Un’urgenza, se si considera che nel 2012 i siti monitorati dalla Polizia Postale sono stati più di 24mila, e di questi 461 sono finiti nella black list. Solo la Polizia Postale di Roma ha monitorato oltre 2.200 siti web, e nella Capitale sono state arrestate 8 persone per reati connessi alla produzione e diffusione on line di materiale pedopornografico. Ancora, sono state ricevute nel Lazio 737 denunce relative a reati contro la persona che comprendono lo stalking, le molestie, le minacce, le ingiurie e la diffamazione via web. Di queste, 534 solo a Roma, alle quali vanno aggiunte le 94 segnalazioni pervenute dall’inizio del 2013.

Nasce da qui l’esigenza di un progetto come quello presentato nella Capitale, realizzato con il coinvolgimento di un’equipe didattica formata da operatori qualificati, tra cui psicologi, esperti di informatica e operatori della Polizia. Con il duplice obiettivo di prevenire un’eventuale danno psicologico e fisico che potrebbe scaturire dall’uso distorto della rete, e di rendere partecipi per la prima volta anche i genitori, poco coinvolti nelle dinamiche del mondo digitale e dei rischi a esso collegati. L’iniziativa durerà 4 mesi e coinvolgerà 20 istituti scolastici della Capitale, con incontri paralleli per ragazzi e genitori. «Internet e i suoi strumenti – ha dichiarato Belviso – sono i mezzi più utilizzati dalle nuove generazioni e in costante evoluzione. “Occhi in Rete” vuole favorire un uso consapevole e sicuro del web, aiutando non solo i giovani a riconoscere e ad evitare potenziali rischi collegati al mondo digitale ma anche i loro genitori spesso ignari dei pericoli di internet». A cominciare da quello del cyber bullismo, che per il 72% degli adolescenti intervistati, riferisce Belviso, è « uno dei fenomeni più pericolosi perfino rispetto alla droga, al rischio di molestie da parte di un adulto, o al contrarre una malattia sessualmente trasmissibile».

Internet, le ha fatto eco Apruzzese, «costituisce una risorsa fondamentale soprattutto per i giovani per i quali ormai rappresenta un’occasione di crescita sia culturale che sociale, uno strumento di aiuto nello studio e nella ricerca di nuove informazioni». Ciò richiede che siano in grado di usarlo «in maniera critica e sicura», acquisendo le competenze necessarie «affinché navigare nel web rimanga un’opportunità e non rischi di divenire un pericolo». La strada da percorrere, per il direttore della Polizia Postale, è quella della sensibilizzazione e dell’informazione continua.

20 febbraio 2013