Riaperte le catacombe dei Santi Pietro e Marcellino

A Torpignattara, visitabili ogni sabato e domenica dalle 9 alle 16 con 5 discese ogni ora a gruppi di 20 persone. Gli ambienti si estendono per 14 chilometri. Ritrovati 80 affreschi di Daniele Piccini

Dopo vent’anni di restauri e grazie alla preziosa sinergia tra Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e Soprintendenza dei beni archeologici, vengono restituiti alla città di Roma e alla comunità di Torpignattara le catacombe dei Santi Pietro e Marcellino e il mausoleo di Sant’Elena. Il recupero del complesso archeologico è stato presentato in anteprima domenica mattina, 13 aprile, nel cortile della parrocchia di via Casilina dedicata ai due martiri: un esorcista e un presbitero fatti decapitare (probabilmente nei pressi di Selva Candida, Boccea) attorno al 304 d. C., durante l’ultima persecuzione di Diocleziano, e portati qui dalla pia matrona Lucilla.

Il mausoleo, dove l’Imperatore Costantino collocò il sarcofago di sua madre Elena (ora conservato ai Musei vaticani), ospiterà un museo con cippi funerari recuperati dal complesso cimiteriale circostante e plastici che ricostruiscono i settori più significativi dell’area archeologica. Il sito, tra il III e il IV secolo, era il cimitero degli equites singulares (un corpo di cavalieri scelti abolito da Costantino in seguito al loro tradimento durante la battaglia contro Massenzio), ma in seguito offrì riparo ai cristiani devoti di Pietro, Marcellino, Tiburzio e Gorgonio, martirizzati e seppelliti qui. Le catacombe saranno visitabili tutti i sabati e domeniche dalle 9 alle 16 con cinque “discese”, una ogni ora a gruppi di 20 persone. Le visite guidate e le prenotazioni (per telefono al numero 06/2419446; per email all’indirizzo duaslauros@gmail.com o dal modulo online sul sito www.duaslauros.it) saranno gestite dai volontari dell’associazione culturale onlus “ICT Ad Duas Lauros”. Il mausoleo invece sarà ufficialmente aperto al pubblico a giugno.

«Con il restauro – ha spiegato il parroco don Edmilson Mendes – iniziato nel 1993, è stato recuperato il percorso di visita alle catacombe, con messa in sicurezza, luci, scale e restauro dei circa 80 affreschi ritrovati. Le catacombe si estendono per circa 14 chilometri e arrivano, probabilmente, fino a San Giovanni». Il recupero degli ottanta affreschi (solo una parte degli oltre quattrocento totali) contenuti in tre cubicoli, sarà possibile grazie al contributo della “Fondazione Heydar Aliyev”, presieduta dalla moglie del presidente della Repubblica dell’Azerbaijan, Mehriban Aliyeva.

«Questa catacomba – ha aggiunto Fabrizio Bisconti, sovrintendente per la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra – è una delle sessanta che conservano ancora le tombe dei martiri. Si tratta di un itinerario “ad santos”: un complesso di cunicoli che alla fine porta alla tomba dei due martiri. I corpi sono stati trafugati e ora, probabilmente, sono in Germania. Abbiamo respirato per 20 anni a due polmoni, Pontificia Commissione e Sovrintendenza, per salvare questo monumento altrimenti destinato al degrado».

«Oggi – ha spiegato Mariarosaria Barbera, sovrintendente ai Beni archeologici di Roma – celebriamo soprattutto il buon esito di una collaborazione tra Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e Soprintendenza dei beni archeologici. Questo è un polo d’interesse e crescita civile che con amore restituiamo ad un quartiere che ha molto bisogno di riconoscersi nella sua identità».

«Oggi ridiamo importanza a questa parte di Roma – ha detto infine Giammarco Palmieri, presidente del V Municipio – che può contare su un prezioso patrimonio archeologico che può diventare occasione di ricchezza diffusa. Dobbiamo essere all’altezza del patrimonio che ci viene dal passato».

In occasione della riapertura del complesso monumentale, alla parrocchia santi Marcellino e Pipetro “ad duas lauros” sono giunti anche gli auguri e i saluti di monsignor Natalino Zagotto, Camerlengo del Capitolo Lateranense (che la realizzò nel 1922), di monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi, e del superiore generale dei Padri Cavanis, padre Pietro Fietta, Congregazione cui verranno affidati in custodia catacombe e mausoleo.

14 aprile 2014

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