Rifiuti, il decreto conferma la chiusura di Malagrotta

Il ministro Clini ha firmato il decreto che eviterà al Lazio la maxisanzione della Corte di giustizia europea. Dal 10 aprile i rifiuti della Capitale saranno smaltiti a Colfelice e a Rocca Cencia di Lo. Leo.

Nessuna proroga per la chiusura di Malagrotta, che il 10 aprile chiude i battenti per i rifiuti non trattati, il 30 giugno per ogni altro tipo. È quanto previsto dal decreto emanato ieri dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che così eviterà al Lazio la maxisanzione della Corte di giustizia europea.

Con l’attuazione del decreto è, diventa legge l’obbligo dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Colfelice (Frosinone) a lavorare anche i rifiuti di Roma. Qualora la Saf, la società pubblica proprietaria dell’impianto, dovesse rifiutarsi, il prefetto Goffredo Sottile (commissario per l’emergenza rifiuti) potrà procedere al commissariamento.

Colfelice dovrebbe trattare ogni giorno poco più di 400 tonnellate delle 775 complessive formate dai rifiuti romani. Il resto dovrebbe essere trasferito a Rocca Cencia, dove dal 10 aprile dovrà essere operativo un tritovagliatore autorizzato gestito dalla società Colari che dovrà comunicare, in modo dettagliato, dove finiscono la parte secca e la parte umida, al termine della lavorazione, per evitare che poi tutto finisca comunque in discarica.

I trattamenti meccanici biologici di Roma, due di Ama e due di Colari, ora devono viaggiare a pieno regime, altrimenti interviene il commissario. Che, con il decreto, acquisisce poteri maggiori: dovrà sbloccare le autorizzazioni e adeguare ai nuovi standard gli impianti di trattamento dei rifiuti, controllare la destinazione dei combustibili prodotti dagli impianti. E, qualora non sapessero dove destinare i materiali selezionati per il riciclo o per il riutilizzo energetico, il commissario disporrà che provveda l’Ama, anche facendo ricorso a impianti di altre regioni.

Se dal primo luglio, quando chiuderà Malagrotta, a Roma servirà un’altra discarica oppure no, ancora non si sa: «Con questo intervento – spiegano dal Ministero – sarà possibile ridurre in maniera decisiva il conferimento in discarica: l’obiettivo è arrivare a giugno in condizioni diverse e migliori. Si potrà valutare a quel punto se, e a quali condizioni, possa servire a Roma una discarica di servizio».

26 marzo 2013

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