Rifugiati, crescono i posti Sprar. E il Lazio supera la Sicilia per l’accoglienza

Le due regioni con Puglia, Calabria e Campania tra quelle col maggior numero di posti per i prossimi tre anni. Oltre 450 i progetti approvati; più di 375 i comuni coinvolti. Oltre 800 posti per i minori non accompagnati di Redattore Sociale

È il Lazio la regione che per il triennio 2014-2016 occuperà il primo posto nella classifica delle regioni più accoglienti della rete Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. È quanto è emerso durante la presentazione del Rapporto annuale presso la sede nazionale dell’Anci, giovedì 13 febbriao. Nel prossimo triennio, infatti, la regione Lazio, con 3.391 posti assegnati (e circa mille aggiuntivi attivabili qualora il governo lo ritenga necessario) supererà la Sicilia che nel 2013 aveva il primato. Sicilia che per il triennio già iniziato si dovrà accontentare del secondo posto con 2.410 posti finanziati e altri 1.691 attivabili. Poi la Puglia, con 1.185 posti pronti per il 2014-2016 e altri 663 attivabili. Al quarto posto la Calabria con 990 posti finanziati e altri 655 attivabili. Quinto posto per la Campania, con 1.327 posti complessivi di cui 778 già finanziati.

Per quanto riguarda i minori accompagnati, invece, la rete Sprar metterà a disposizione 691 posti, mentre altri 174 sono attivabili. Altri 253 posti, invece, sono riservati alle persone con disagio mentale e con disabilità, con 57 posti attivabili. I progetti approvati per il triennio sono 456 (di cui 57 per minori non accompagnati e 32 per persone con disabilità), contro i 150 circa degli anni passati. Cresce anche il numero dei comuni interessati: oltre 350, anche se, spiega Daniela Di Capua, direttrice del Servizio centrale dello Sprar, il numero si riferisce solo ai comuni titolari dei progetti. Quelli realmente coinvolti saranno molti di più.

Complessivamente, quasi uno su sette tra i beneficiari complessivi del sistema Sprar è afgano, poco meno di uno su dieci, invece, somalo, gli altri provengono da Nigeria, Pakistan, Eritrea, Costa d’Avorio, Ghana, Iraq, Turchia ed Etiopia. Per la maggior parte dei casi, però, si tratta di uomini la cui percentuale nel 2012 è cresciuta rispetto all’anno precedente. Il Rapporto Sprar 2012/2013 mostra un aumento degli afgani di circa 1,6 punti percentuali nel 2012 rispetto all’anno precedente: rappresentano il 14,5% di tutti gli ospiti dello Sprar . Calano di 4,2 punti percentuali rispetto al 2011 i beneficiari provenienti dalla Somalia (sono il 9,1 per cento). Dalla Nigeria, l’8,4% dei beneficiari. Intorno al 7,9 pachistani e eritrei.

Sono gli uomini più delle donne a mettersi in viaggio verso l’Italia. I dati Sprar evidenziano una diminuzione della componente femminile rispetto agli anni precedenti al 2012. Gli uomini rappresentano complessivamente l’80% degli accolti, quando nel 2010 erano il 76% e nel 2011 il 79,5%. Incidenza maschile che si nota soprattutto tra i pachistani, dove raggiunge il 96,3%, tra i ghanesi (96,2) e gli afgani (94,4). Andando ad analizzare anche le relazioni familiari, la maggior parte dei beneficiari ha ricevuto accoglienza singolarmente, solo il 22,3% ha ricevuto accoglienza come nucleo familiare. Per quanto riguarda il titolo di studio, invece, solo il 9% dei beneficiari del sistema Sprar non ha alcun titolo. Il 30% ha un titolo di scuola superiore, il 25% di scuola media. Il 13% un titolo universitario.

Per quanto riguarda le fasce d’età degli ospiti del sistema Sprar, il rapporto mostra come quasi la totalità di loro ha tra i 18 e i 35 anni. I più numerosi, in termini di percentuali, i beneficiari tra i 18 e i 25 anni: sono il 34%. Il 23% ha tra i 26 e i 30 anni. Il 14% ha tra i 31 e i 35 anni. Non mancano, tuttavia, le età più avanzate con percentuali ovviamente minime. Tra i minori, la popolazione più rappresentata proviene dall’Iraq (il 22,4%), dalla Nigeria, il 19,8, e dall’Etiopia, il 16,4. Per quel che riguarda i minori non accompagnati richiedenti asilo (Msnara), gli afgani sono i più numerosi, con il 33%, al 10% i minori non accompagnati provenienti da Costa d’Avorio e Mali. La fascia d’età più rappresentata per i minori non accompagnati va dai 13 ai neo maggiorenni. Tra di loro, i più numerosi hanno 17 anni (il 41%), solo il 3% ha 13 anni. Aumentano, inoltre, gli arrivi via mare nel 2012. I minori non accompagnati richiedenti asilo arrivati attraverso il Mediterraneo sono il 66%, il 6,5 in più rispetto al 2011.

Il 56% dei beneficiari è arrivato in Italia via mare. Il 17 tramite frontiera aeroportuale. L’11% attraverso una frontiera di terra. Il 9, invece, tramite frontiera portuale. Tra i dati anche chi è rientrato in Italia in base al regolamento di Dublino: sono il 5%. Un ultimo 2% (131 bambini nel 2012) riguarda bambini nati sul territorio italiano. Nel 2012, infine, sono state 1.556 le persone che hanno chiesto, dopo il sesto mese di accoglienza, di prolungare il periodo di permanenza all’interno della rete. Tra i motivi, la ricerca di un lavoro o la necessità di terminare un corso o tirocinio e problemi di salute. Dei 2.891 che nel 2012 sono usciti dal sistema di accoglienza, il 38% risulta aver avviato un percorso di integrazione, il 29%, però ha visto scadere i termini, mentre il 28 ha abbandonato la rete spontaneamente. Solo l’1% ha chiesto il rimpatrio volontario

14 febbraio 2014

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