Rio 2, grande allegria e fantasia

Alla maniera di Disney, ma moltiplicando gli effetti per cento, il racconto è interrotto e allietato da brani, danze, balli che rimandano l’irresistibile allegria dei luoghi e delle atmosfere esotiche di Massimo Giraldi

Nel 2011 Rio è stato un cartone dal fragoroso successo. Ha incassato 486 milioni di dollari al box office internazionale. Quando si entra in tali dimensioni, è utile qualche riflessione sull’indubbio fatto che uno stesso tipo di storia ottenga gradimento in realtà geografiche, sociali, culturali del tutto diverse tra loro. Ci sono temi, sfondi narrativi, atmosfere che piacciono purché svincolati da pedanterie e ripetizioni. Insomma, dopo una tale affermazione, ecco puntuale Rio 2, dalla scorsa settimana in 600 sale italiane

Nel secondo appuntamento Blu e Gioiel vivono una perfetta vita cittadina a Rio de Janeiro insieme ai loro tre figlioletti: Bia, il piccolo Tiago e Carla, la maggiore dei tre, adolescente temeraria che vorrebbe aver uno spazio tutto per se per poter esprimere la propria passione musicale. Gioel è preoccupata che i figli possano diventare più simili agli umani anziché imparare a comportarsi come veri uccelli. Quando viene a sapere che la sua migliore amica Linda, insieme al neo sposo e scienziato Tullio, ha trovato in Amazzonia la prova dell’esistenza di altri macao blu, decide che per la sua famiglia è giunto oil momento di partire alla volta dell’Amazzonia alla ricerca delle proprie radici selvagge.

Al loro arrivo, Blu e Gioiel conoscono e dovranno confrontarsi con alcuni personaggi del luogo: Eduardo, il patriarca; Mimì la sua vivace sorella; Roberto, esemplare perfetto di uccello selvatico. Cos’, mentre da un lato Blu teme che il permanere nella foresta possa fargli perdere il controllo di Gioiel e dei figli; dall’altro, nuovi pericoli si profilano. Il cacatua Miguel trama la vendetta contro Blu, e un perfido umano sta portando avanti il piano di abbattere alberi, disboscare parti di foresta, cambiare il volto del luogo. Questa seconda storia è ambientata per intero nell’immensa foresta brasiliana.

Un cambiamento che non incide solo sul punto di vista visivo ma in gran parte su quello musicale. Dentro i boschi amazzonici si evidenzia a poco a poco una folla di animali colorati e variopinti: il punto di partenza ideale per dare il via a brani musicali, sonorità, timbri dai sapori differenti. Alla maniera di Disney, ma moltiplicando gli effetti per cento, il racconto è interrotto e allietato da brani, danze, balli che rimandano l’irresistibile allegria dei luoghi. Naturalmente non tutto è giusto, i temi dell’ambiente, dell’ecologia, della casa come luogo dell’equilibrio sono centrali, e il lieto fine va conquistato con caparbietà e saggezza. Lo spettacolo c’è e in questo periodo è da indirizzare per bambini e famiglie.

28 aprile 2014

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