“Rio”: balli, musica e i colori del Brasile

Un cartone animato per tutta la famiglia, che racconta le avventure del pappagallo Blu appartenente a una specie rara di Massimo Giraldi

Merita in questa domenica segnalare un film per tutta la famiglia. Non si tratta di un’etichetta fine a se stessa, ma comprensiva anche di una solida confezione produttiva. Si parla di “Rio”, titolo rapido e secco che da subito apre l’idea ad un mondo legato ad un forte immaginario esotico. Fino a pochi anni fa, l’appuntamento con il cartone animato era legato al Natale, con qualche sporadica ripresa in altri periodi. Ultimamente la presenza del cartone sugli schermi si è infittita, forse sfiorando un po’ l’eccesso e rendendo più esigente lo spettatore. Si sono provati approcci diversi, ossia con disegni, dinamiche, movimenti differenti (Giappone, Europa…), si è soprattutto ceduto alla confezione in 3D, il riversamento tridimensionale per dare nuove prospettive alla storia.

Su questa linea si muove “Rio”. La storia, a dire la verità, comincia a Moose Lake, cittadina di provincia del Minnesota. Qui vive Blu, specie rara di pappagallo addestrato dentro casa dalla giovane Linda. Un giorno nella libreria di Linda si presenta l’ornitologo Tullio per informarla che Blu è l’ultimo esemplare maschio della sua specie e che ne è stato trovato da poco una femmina dal nome Gioiel a Rio de Janeiro. Dopo molta insistenza, Tullio convince Linda dell’importanza di far accoppiare i due volatili, e tutti insieme partono per il Brasile. In territorio sudamericano difficoltà impreviste si succedono senza tregua: le mire di un bracconiere che li rapisce per rivenderli scatenano una serie di reazioni che coinvolgono via via numerosi e imprevisti personaggi. Si aspetta con ansia lo sciogliersi della matassa: c’è di mezzo la salvezza dei pennuti e anche l’opportunità di creare un legame importante tra Linda e Tullio, due tipici cuori solitari.

Talvolta lo scenario di Rio de Janeiro è caduto preda di stereotipi e banalità espressive. Se qui non succede, e l’ambientazione ha un vigore autonomo, è perché il regista conosce bene il luogo. Carlos Saldana infatti è nato proprio a Rio de Janeiro il 24 gennaio 1965, e si è imposto a Hollywood facendo prima l’aiuto regista in “Robot” (2005) e poi dirigendo in proprio due grandi successi quali “L’era glaciale 2-Il disgelo” (2006) e “L’era glaciale 3-L’alba dei dinosauri” (2009). Sveltissimo nella plasticità dell’azione, supportato da un contorno cromatico variegato e suadente, interrotto da musica e canzoni sempre simpatiche, il copione innesta su una trama semplice e dal lieto fine i temi forse prevedibili ma detti con garbo dell’ecologia, della salvaguardia dell’ambiente, della solidarietà tra essere umano e mondo animale. E il carnevale di Rio completa lo spettacolo con spigliatezza.

26 aprile 2011

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