Riparte il microcredito “made in Lazio”

La Regione stanzia 18 milioni di euro per famiglie, imprese, detenuti. Don Spriano è il nuovo responsabile del Fondo. Con la crisi è boom di richieste. Come accedere ai mini-prestiti di Emanuela Micucci

Piccoli imprenditori in difficoltà. Persone che vogliono avviare un’attività lavorativa. E, sempre di più, famiglie normali strette dalla crisi economica e indebitate. Poi, studenti e lavoratori atipici. Donne, immigrati. Detenuti ed ex-detenuti. Condomini, cooperative. È per loro che il microcredito, nel Lazio, cresce. Il motore è la Regione che nei giorni scorsi ha presentato il nuovo Fondo per il Microcredito. Responsabile: don Sandro Spriano, cappellano della casa circondariale di Rebibbia. Si riparte da 6 milioni di euro per questo anno e altrettanti per il 2010 e il 2011, stanziati dalla Pisana nel bilancio 2009. Diciotto milioni di euro per piccoli prestiti da 1.000 a 10mila euro per le famiglie e fino a 20mila per le microimprese. Da restituire al tasso d’interesse minino dell’1%. Perché i mini-finanziamenti sono strumenti con cui una parte dei cittadini della regione, quella “non bancabile”, reagisce all’esclusione dai circuiti di credito tradizionale. Soprattutto nell’attuale crisi economica con le banche che chiudono i rubinetti dei prestiti. «Un fondo consistente – afferma l’assessore regionale al bilancio Luigi Nieri – visto il periodo di crisi che stiamo attraversando». I tempi di restituzione del finanziamento variano: da un massimo di 36 mesi per le persone fisiche, a un massimo di 84 mesi per le realtà imprenditoriali. Al beneficiario del mini-prestito non verrà erogata liquidità ma tramite l’istituto di credito convenzionato verranno sanate le posizioni debitorie. Prestiti, di fatto, senza garanzie e senza interessi. Non escludono ma coinvolgono. Danno fiducia e dignità. Al centro, la persona. Accesso al credito come diritto di cittadinanza.

«Quando ho ricevuto la lettera di approvazione del finanziamento non ci potevo credere. Avevo già provato a chiedere dei finanziamenti in banca ma, essendo protestata e non potendo offrite garanzie patrimoniali, ero certa che anche questa volta la mia richiesta sarebbe stata scartata». Invece Francesca ha ottenuto un finanziamento di 19.800 euro con cui ha potuto acquistare un macchinario per il ricamo. «Prima lavoravo come ambulante soltanto nei weekend nei motoraduni – prosegue-, adesso tutta la settimana e ho aumentato il mio giro d’affari». «Il punto è che la gente ha sempre meno soldi – spiega l’economista Alessandro Messina – e quelli che ci sono servono per le esigenze primarie. Ora ci si indebita per la salute, la scuola, la casa». Oltre il 40% degli italiani infatti ha un prestito in corso e, secondo la Banca Mondiale, il 25% è escluso dal credito e dai servizi finanziari. Allora il microcredito aiuta anche le famiglie in difficoltà. «Da noi arriva molta gente incastrata nel circolo infernale delle carte revolving», sottolinea Nieri. «Il fondo vuole sostenere tutti, famiglie e imprese, a rischio esclusione sociale – spiega don Spriano -. Vengo da un’esperienza di 20 anni di carcere, lavorando con persone che ti fanno capire quanto nella vita si possa essere solidali. Le mie convinzioni partono da una radice evangelica che si incontra con coloro che credono che la persona sia sempre al centro, anche nell’economia».

Parola d’ordine: responsabilizzare. E il denaro erogato ritorna. «Del resto sono soldi nostri – commenta Nieri -, chi li prende sa di dover garantire chi verrà dopo di lui». Le risorse derivanti dal rimborso dei prestiti vengono infatti utilizzate per concederne altri. Istituito nell’aprile 2007 per iniziativa dell’assessorato al bilancio, il microcredito si è ramificato nel Lazio grazie a un call center (800.264.525), un sito internet (www.microcredito.lazio.it) e una rete di operatori territoriali. Un piccolo boom. Solo nel primo anno sono stati oltre 8mila i contatti telefonici, circa 900 le domande analizzate. Più di 450 i prestiti erogati: dalle ditte individuali di settori in cui sono diffuse l’economia sommersa e l’usura, ai crediti d’emergenza per affrontare bisogni primari di famiglie e singoli individui. Passando per il sostegno ai detenuti. Fino a cooperative, condomini e mutue che attivano progetti di ristrutturazione di immobili secondo criteri eco-compatibili o di accessibilità per i disabili. Per chiedere il microcredito occorre prima contattare il call center, poi recarsi negli sportelli territoriali. Qui gli operatori accreditati rilasceranno una copia della domanda e i documenti che giustificano la richiesta e dimostrano la capacità di restituzione del prestito. Sarà infine l’istituto di credito a istruire la pratica, valutando la sua ammissibilità e la capacità di rimborso del beneficiario.

12 novembre 2009

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