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Rom, sinti e caminanti, Miur: «Calano le iscrizioni. A scuola solo uno su tre»

Diminuiscono le iscrizioni a scuola tra i bambini rom, sinti e caminanti presenti in Italia. Negli ultimi 6 anni scolastici il numero degli alunni iscritti è diminuito del 7 per cento, con picchi preoccupanti tra gli adolescenti iscritti nelle scuole superiori dove sono quasi dimezzati, facendo registrare un meno 40,9 per cento: in tutta Italia risultano iscritti solo 107 adolescenti. È quanto rivela il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel rapporto nazionale 2012/2013 riguardante gli alunni con cittadinanza straniera presenti nelle scuole italiane. Secondo il Miur, su oltre 30mila bambini rom soggetti all’obbligo di frequenza scolastica presenti in Italia, solo 11.481 risultano iscritti nell’anno scolastico 2012/2013: soltanto un bambino su tre. Ma se si confrontano i dati dello scorso anno scolastico con quelli precedenti, il trend è negativo in tutti i gradi scolastici.

Rispetto all’anno scolastico 2011/2012, lo scorso anno ci sono state l’1,9 per cento di iscrizioni in meno nella scuola dell’infanzia, il 2,5 in meno alla primaria, il 5,6 in meno nella secondaria di primo grado, ben il 20,1 per cento in meno per la secondare di secondo grado. Facendo un bilancio sugli ultimi 6 anni, invece, nella scuola dell’infanzia si registra un -7,5 per cento, un -8,1 per cento per la scuola primaria, un -2,5 per la secondaria di primo grado e, come già detto, un meno 40,9 per cento per la secondaria di secondo grado. «Il calo riguarda la maggioranza delle regioni – spiega il rapporto – ma, considerando solo quelle con il più alto numero di iscritti sono l’Emilia Romagna (-26,2%) la Lombardia (in 5 anni -22%) e la Toscana (-13,5%) a detenerne il primato. Unico trend positivo degno di nota, anche se discontinuo negli anni, quello della regione Calabria».

Per il Miur, i dati contenuti nel rapporto dimostrano «la scarsa efficacia delle politiche di inclusione e di scolarizzazione attuate in Italia e destano serie preoccupazioni». Bassi livelli di scolarizzazione che «rappresentano uno dei fattori principali che ostacoleranno l’inclusione sociale, l’inserimento nel mercato del lavoro e la partecipazione attiva alla vita pubblica dei minori rom, sinti e caminanti una volta diventati adulti». I dati in questione, però, vanno presi con le pinze. In primo luogo, perché molti dei circa 140mila rom presenti sul territorio hanno cittadinanza italiana e anche perché non sempre, spiega il Miur, le famiglie rom dichiarano la loro appartenenza alle diverse comunità «per paura che i figli siano sottoposti a pregiudizi e discriminazioni». Difficile inoltre rilevare quale sia l’effettiva frequenza scolastica e gli esiti dei percorsi. «Ricerche svolte a livello locale – spiega il rapporto – hanno messo in luce risultati piuttosto preoccupanti relativamente al livello di scolarizzazione delle minoranze rom, sinti e caminanti, all’evasione scolastica e a sacche consistenti di popolazione in condizione di vero e proprio analfabetismo».

19 marzo 2014