Roma Tre, il ventennale dedicato all’Europa

Inaugurazione del 20° anno accademico con Profumo e Prodi. Il ministro: «Investire sulla ricerca e sulla formazione, selezione in base al merito». L’ex premier: «Istruzione importante per il futuro dell’Italia» di F. Sa.

«Investire sulla ricerca e sulla formazione, ma soprattutto creare nuova occupazione per i giovani, rendere più competitivo il sistema della ricerca in Italia selezionando sulla base del merito i nuovi ricercatori». È la ricetta di Francesco Profumo per il futuro del mondo dell’università e della ricerca. Il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca la propone a Roma Tre, intervenendo all’inaugurazione del ventesimo anno accademico nell’aula magna della facoltà di Lettere e filosofia.

Ad accoglierlo, nella mattina di giovedì 26 gennaio, anche un gruppo di studenti che lo contesta con slogan, fischi e cartelli. Le proteste sono indirizzate proprio su alcuni dei temi che il ministro affronta nel suo intervento: il sistema di finanziamento degli atenei e il diritto allo studio di tutti i giovani. «L’obiettivo – spiega Profumo – è far conoscere per tempo agli atenei i criteri di assegnazione delle risorse in modo tale da metterli in condizioni di poter programmare con un orizzonte temporale pluriennale le proprie attività». Riguardo al diritto allo studio, spetta allo Stato – sottolinea il ministro – agire, attraverso un patto tra governo, Regioni e studenti. «Questa è la sfida che l’Italia deve accogliere ma che non può essere realizzata senza l’ancoraggio all’Europa».

E proprio alla situazione e al futuro del continente è dedicata la riflessione di Romano Prodi, che tiene la prolusione sul tema “Europa, giovani, scenari mondiali”. «È sull’accesso all’Europa – ammonisce l’ex premier ed ex numero uno della Commissione Europea – che si deve costruire il futuro dell’Italia e in questo quadro l’istruzione gioca un ruolo importante. In particolare un problema fondamentale da risolvere è quello dell’istruzione tecnica». Per Prodi, infatti, per capire la crisi attuale in cui versa l’Italia è necessario fare un passo indietro ricordando che «lo spostamento delle attività manifatturiere in altri Paesi ha portato alla sparizione della classe media in Italia. Ed è proprio sulla formazione, nelle università italiane, di nuovi tecnici – conclude l’ex premier – che l’Italia deve puntare se vuole uscire dalla crisi e prendere il suo posto nell’Europa».

Nella mattinata, spazio ovviamente anche al ruolo di Roma Tre e al suo cammino. «Il ventennale – commenta il rettore Guido Fabiani – deve essere anche occasione di riflessione perché il carattere strutturale della crisi contemporanea mette soprattutto in discussione il futuro dei giovani e, con loro, del Paese». Il rettore si domanda infatti quale sarà il futuro delle centinaia migliaia di giovani che si presentano sul mercato del lavoro dopo aver investito anni per acquisire competenze e specializzazioni: «È necessario investire su questo potenziale per formare la classe dirigente del futuro».

Bianca Maria Bosco Tedeschini Lalli, primo rettore di Roma Tre, mette in evidenza come il viaggio dell’ateneo iniziato nel 1992 abbia portato alla realizzazione di «un ateneo riconosciuto e apprezzato nella Capitale ma anche nell’ambito nazionale e internazionale». Per il sindaco Alemanno, i vent’anni d’attività dell’ateneo hanno dato un grande contributo per il prestigio non solo della città ma di tutta la nazione, «a dimostrazione che la cultura svolge un ruolo fondamentale nella riqualificazione urbana».

27 gennaio 2012

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