Safer Internet Day, occorre la “cybereducazione”

Nella Giornata dedicata alla sicurezza in rete dei ragazzi, è allarme cyberbullismo. Aumentano i furti d’identità online, e la Polizia postale apre un web-commissariato per rispondere alle domande dei minori di R. S.

«Dobbiamo investire di più sulla formazione degli insegnanti rispetto alle nuove tecnologie». Lo ha affermato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, intervenendo alla decima Giornata europea dedicata alla sicurezza in Rete dei ragazzi, il “Safer Internet Day”, che si celebra oggi, 5 febbraio, e ha come tema “Diritti online e responsabilità”. Il ministro si è detto convinto che «la scuola più che nel passato ha necessità di essere allineata ai tempi», come «un treno la cui stazione finale è l’ingresso nel mondo del lavoro». A tal fine deve «avviare un grande processo educativo per i cittadini di domani», che comprenda una «cyber educazione» in risposta al cyberbullismo.

La priorità, secondo Profumo, è «connettersi di più alle domande del mondo del lavoro attraverso un‘educazione attenta dei suoi studenti e una formazione continua dei suoi insegnanti». «Mi auguro – ha aggiunto parlando a margine dell’evento – che nel prossimo governo ci sia una particolare attenzione» rispetto all’uso delle nuove tecnologie nella scuola, «un elemento di grande modernizzazione del Paese», nella convinzione che «dalla scuola si debba partire per modernizzare il Paese e lo si debba fare proprio attraverso la formazione dei dirigenti, degli insegnanti e degli studenti».

Intanto, dal nuovo report di Eu kids Online emerge che secondo i ragazzi europei «le piattaforme di video-sharing associate a contenuti violenti o pornografici sono le più pericolose». Tra i ragazzi, il 32% ha citato siti di video-sharing come YouTube, il 29% siti web, il 13% i social network e il 10% giochi online. «Il 55% dei ragazzi europei di 9-16 anni – spiega Giovanna Mascheroni di OssCom dell’Università Cattolica e responsabile della ricerca per l‘Italia – pensa che ci siano cose su internet che possono infastidire i ragazzi della loro età. Questo vale soprattutto per l‘Italia, dove i ragazzi si mostrano particolarmente sensibili alla violenza online». Secondo la ricerca i rischi di comportamento (19%) preoccupano i ragazzi più dei rischi di contatto (13%), a causa dell‘aumentare degli episodi di bullismo e sexting connessa all‘uso diffuso dei social network e di strumenti personali di accesso alla rete.

E, mentre aumentano i furti d’identità sul web, per rispondere alle domande degli utenti, soprattutto dei minori, sulle insidie della rete, nasce il commissariato online della Polizia postale. «Entro il primo semestre dell’anno – annuncia il direttore della Polizia postale Antonio Apruzzese, – sarà strutturato un nuovo commissariato. Faremo vedere la Polizia Postale nella Rete e sui social network, affinché i ragazzi possano comunicarci situazioni di disagio».

5 febbraio 2013

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