San Gaetano, la forza della carità

Nella parrocchia teatina sulla Flaminia Nuova il servizio docce e il presidio medico per i poveri. Il gemellaggio con Lucoli, paese abruzzese terremotato. I giovani, la sfida continua di Emanuela Micucci

Al primo posto il servizio della carità. Secondo l’esempio del patrono San Gaetano. Questa l’impronta che i padri teatini hanno dato alla parrocchia loro affidata dal 1962 lungo via Flaminia Nuova. 4.400 fedeli, un piccolo quartiere di ceto medio, stretto tra Corso Francia, Tor di Quinto e la Cassia, sul quale la parrocchia di San Gaetano è comunità e comunione. «Siamo 5 religiosi che mettono assieme capacità e competenze con familiare semplicità, come il santo ci ha insegnato – spiega il parroco padre Mariano Palombo –. La parrocchia ideale non esiste. La comunità parrocchiale è una realtà di pellegrini in cammino, spesso con il passo lento. Luogo di carne e non di plastica! La pace che taluni vogliono è un quartiere dormitorio. Tra carenze e realizzazioni, la giornata della parrocchia vede e conosce il sapore della Provvidenza».

Lo scopo è essere la fonte e la forza di carità. Come avviene con il servizio docce due volte al mese, il sabato (ore 8-13), per i senza fissa dimora della zona Flamino-Roma Nord, nato tre anni fa da una richiesta della Comunità di Sant’Egidio. «Offriamo anche biancheria intima nuova, lenzuola usa e getta, abiti usati e la colazione – illustra Nico Angelici, un volontario –. Da un anno e mezzo abbiamo aperto un presidio sanitario con 5 medici, giovani studenti universitari e 3 addetti alla segreteria. Per aprire tutte le settimane servirebbero altri volontari e sostegno economico, perché le spese ogni volta sono di 300-400 euro». 70-80 persone bisognose, per lo più uomini, vengono aiutati a sabati alterni da una ventina di operatori. Poveri che vivono in baracche e alloggi di fortuna nascosti sotto ponti e cavalcavia. «È una Roma nascosta che spesso non vogliamo vedere – aggiunge Pino Tarantino di Sant’Egidio –. La nostra non è un’iniziativa sociale o di volontariato, ma l’essenza dell’essere cristiano oggi».

«Il primo dono è il tempo», sottolinea il parroco ricordando altre iniziative di solidarietà: la raccolti di tappi per l’Africa, il deposito di mobili per i poveri, il centro Caritas, il sostegno alla casa famiglia So.Spe. per ragazze madri, l’assistenza ai malati, la mostra mercato solidale realizzata dal laboratorio artigianale Circolo della Condivisione. «Manca un gruppo attivo per gli anziani e i soli», ricorda il sacerdote. Tuttavia, su iniziativa di alcune badanti, nei giorni scorsi è partito il cineforum per gli anziani (il venerdì alle 17) che si riunivano sulla Flaminia.

L’Acr (Azione cattolica dei ragazzi), all’indomani del sisma in Abruzzo, ha avviato un gemellaggio con la parrocchia di Lucoli, un paese terremotato dell’aquilano. «Abbiamo iniziato adottando l’oratorio – afferma Giovannella Parisi Presicce, la presidente dell’associazione –. Educatori e bambini hanno coinvolto l’intera comunità parrocchiale. È un gemellaggio che durerà almeno per i prossimi 2-3 anni, come suggerito dal nostro parroco». La prossima iniziativa invece sarà la partecipazione dei ragazzi abruzzesi alla Festa del Ciao.

I giovani sono una sfida continua per la parrocchia di San Gaetano. Oltre agli scout, sta muovendo i primi passi un gruppo di post-cresima e alcuni adolescenti, impegnati nel servizio alla Messa del fanciullo, da questo anno animeranno una nuova celebrazione a misura di giovani la domenica alle 18.30. «Dove mancano gli adulti, non vi si ritrova una stabile comunità giovanile – commenta padre Palumbo –. Il futuro della società e della Chiesa è nei giovani, ma ora è affidato a noi adulti». Non mancano gli spazi aggregativi, come il parco, la palestra e la neonata sala ricreativa. Tra le attività culturali spicca la biblioteca Gioacchino Ventura con oltre 22mila volumi, nata nel 1999 con l’apporto di testi da parte dell’ordine teatino.

Per venire incontro alle esigenze del territorio, in cui 240 sono i residenti di altre comunità religiose, San Gaetano ospita stabilmente due comunità, quella filippina e quella ortodossa rumena. Ognuna ha un propria Messa in lingua la domenica: la prima alle 9, la seconda alle 9.30.

27 ottobre 2009

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