San Gregorio Magno in festa per Papa Francesco

Il pontefice ha visitato la parrocchia alla Magliana accolto dal cardinale Agostino Vallini e dal vescovo del settore Ovest, Selvadagi. Il parroco: «Da noi affetto e preghiera per il Papa» di Laura Badaracchi

Aveva suonato nei giorni scorsi a tutti i citofoni dei palazzi in Piazza Certaldo, chiedendo gentilmente a chi le rispondeva di non stendere i panni nel pomeriggio di domenica 6 aprile, ma di esporre ai balconi lenzuola, tovaglie, palloncini «per fare festa in occasione della visita del Santo Padre». Maria Teresa Pietrangeli è di casa nella parrocchia di San Gregorio Magno alla Magliana. Sua figlia, ex educatrice dell’Azione cattolica ragazzi, a sua volta ha avuto due figli che frequentano gli scout dell’Agesci. «Ha visto fuori?», dice orgogliosa Maria Teresa. Perché ad accogliere Papa Francesco c’erano centinaia di palloncini gialli e bianchi, drappi, striscioni, persone che applaudivano alle finestre delle abitazioni che circondano la chiesa. Poco prima delle 16 Bergoglio è sceso nel piazzale antistante e ha salutato calorosamente il cardinale vicario Agostino Vallini e il vescovo ausiliare del settore Ovest Paolo Selvadagi, che lo attendevano insieme al parroco don Renzo Chiesa, alla guida della comunità dal settembre 2007 che ha preparato per il Pontefice due doni originali: «Una icona della Salus populi romani, realizzata da una parrocchiana, e una borsa nera, così avrà il ricambio quando avrà consumato l’altra», quella che abbiamo imparato a conoscere sulle scalette dell’aereo che da Roma lo ha portato a Rio de Janeiro nel luglio scorso. Consegnata prima della benedizione finale della Messa, la borsa conteneva tanti messaggi dei parrocchiani.

Al suo arrivo, il vescovo di Roma ha chiesto ai fedeli che lo attendevano di «andare avanti verso la Pasqua, che ci riempirà della pace e della gioia di Cristo risorto», esortandoli come suo solito a pregare per lui «perché ne ho tanto bisogno». Poi il saluto a 300 ragazzi delle scuole e del catechismo, nel campo sportivo parrocchiale su cui campeggiavano striscioni coloratissimi: «Papa Francesco, 1 di noi» su una bandiera bianca e gialla, «Benvenuto fra noi» e – sulla facciata della chiesa – una frase particolarmente significativa: «La misericordia può far fiorire anche la terra più arida», insieme al ricordo del cinquantesimo di fondazione della parrocchia. «Abbiamo aperto il Giubileo il 6 aprile dello scorso anno con il cardinale vicario Vallini, e a un anno esatto riceviamo la visita del Papa», ha fatto notare don Renzo. Festa grande anche per i giovani disabili dell’associazione “La lanterna dei desideri” e per le ospiti della Casa della carità, inaugurata nel 1988, in cui vivono anche due Carmelitane minori della carità. «Fra noi parrocchiani c’è chi cucina, chi lava, chi porta i carrelli della spesa: non facciamo mai mancare la nostra solidarietà e presenza fra loro», dice una volontaria.

Nell’omelia Papa Francesco è tornato sul percorso di risurrezione che necessita una conversione profonda: «Abbiamo nel nostro cuore tombe e peccati, siamo molto attaccati a questi sepolcri dentro di noi e siamo tutti peccatori». Se «la nostra anima comincia a emanare cattivo odore», il cammino quaresimale insegna proprio questo: «Che noi peccatori non rimaniamo attaccati ai peccati e abbiamo la forza di sentire quello che Gesù ha detto a Lazzaro: “Vieni fuori”». Quindi l’invito a individuare «dov’è la mia necrosi, dov’è la parte morta della mia anima, dov’è la mia tomba», affinché «la nostra anima sia guarita, risorta con la forza di Gesù. Sentiamo la voce di Gesù con la potenza di Dio che ci dice: “Vieni fuori, io ti voglio per me, esci da quella tomba”». Hanno partecipato alla prima parte della celebrazione eucaristica anche alcuni catecumeni che si stanno preparando a ricevere il battesimo. E il Pontefice ha ricordato come proprio durante la quinta domenica di Quaresima, secondo la tradizione cristiana, veniva consegnato il Vangelo ai catecumeni. Così ha ripetuto il gesto dell’Angelus, regalando il Vangelo tascabile per «leggerne sempre un pezzettino: ci farà tanto bene, un po’ tutti i giorni».

Nel ringraziamento al vescovo di Roma per la sua visita pastorale, il parroco ha voluto esprimere il pensiero corale della sua comunità: «Non è solo lei a sostenerci, ma anche noi siamo importanti per lei. E spero, anzi ne sono certo: a Magliana ha trovato questo sostegno, affetto, preghiera per continuare il suo difficile e splendido cammino di padre. Il nostro quartiere ha bisogno di cristiani che sappiano uscire dal proprio recinto. Tanti ne hanno bisogno e anche noi ne abbiamo bisogno». Un calore manifestato dall’applauso al termine del rito e dal bagno di folla che attendeva Francesco all’uscita della chiesa. «Mi piace tanto quello che fate, fate tante cose buone», ha commentato il Santo Padre, prima di risalire sull’auto che lo avrebbe riportato in Vaticano. L’ultimo saluto, al finestrino, verso uno dei volontari che gli diceva, “alla romana”: «Santità, sei un grande!».

7 aprile 2014

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