San Tommaso Apostolo si prepara alla visita del Papa

Grande attesa all’Infernetto. Il parroco don Antonio: «Una settimana di preparazione». La Messa nella chiesa inaugurata l’anno scorso, gli incontri con bambini, malati e disabili di Giulia Rocchi

«Ci prepariamo a incontrare il nostro vescovo con la preghiera, perché questo dono che riceviamo possa farci mutare nella fede e nella vita cristiana. E ci prepariamo con una intensa settimana di incontri tematici». Don Antonio D’Errico, alla guida di San Tommaso Apostolo all’Infernetto dal 2002, racconta così queste giornate che precedono la visita di Papa Francesco alla comunità, domenica 16 febbraio. Un regalo importante, che arriva nel cinquantesimo anniversario di erezione della parrocchia. Come di consueto, il Santo Padre arriverà nel pomeriggio, alle 16; incontrerà i bambini del catechismo della comunione e i ragazzi che riceveranno il sacramento della confermazione: «Stanno preparando dei doni da offrirgli, ma non posso dire molto…», anticipa il parroco. Quindi il Pontefice si intratterrà con alcuni disabili e malati della parrocchia: «Nel nostro territorio abbiamo anche dei centenari e ben undici case di riposo – fa sapere il parroco – e pure tanti nonni che si trasferiscono qui, fuori città, insieme con i figli e i nipoti, nelle villette bifamiliari, per respirare un po’ di aria buona».

Nei locali della parrocchia si tengono le attività di «Happy time», associazione formata da famiglie di ragazzi con diversi tipi di disabilità: anche con loro parlerà Papa Francesco, domenica prossima. Poi saluterà alcuni dei piccoli battezzati nell’anno con i loro genitori; quindi il Consiglio pastorale e poi avrà ancora il tempo per confessare cinque persone. Alle 18 celebrerà l’Eucaristia, «fulcro della visita», come la definisce il parroco. Durante l’offertorio, «daremo al Santo Padre un aiuto concreto per i poveri, che vedrà lui poi come utilizzare». Poi aggiunge: «Non so ancora esattamente come si concluderà il pomeriggio, se il Papa avrà tempo per incontrare ancora qualcuno, o semplicemente saluterà i fedeli in piazza. Speriamo che il tempo sia buono». L’aula liturgica può ospitare, infatti, al massimo 400 persone e la gran parte degli abitanti – più di ventimila – potrà seguire la Messa tramite il maxischermo montato sul piazzale davanti alla chiesa. E si guarda con apprensione al cielo, a quelle nuvole cariche di pioggia che portano sempre allagamenti nella zona. «Qui si continua a costruire e le infrastrutture non reggono, i canali di scolo non sono sufficienti – lamenta il parroco -. Il problema è cronico, anche perché quando piove va via la corrente e le pompe non possono funzionare».

Per fortuna la nuova chiesa, inaugurata il 13 aprile dell’anno scorso, è stata costruita a un livello rialzato rispetto al terreno. Diverso il caso del vecchio edificio sacro, parzialmente sotto il livello stradale, oggi utilizzato come sede della San Tommaso onlus: «Distribuiamo vestiario, suppellettili per la casa e prodotti per l’infanzia a chi ne ha bisogno – spiega il sacerdote -. In cambio chiediamo, a chi può, un’offerta simbolica in denaro, con la quale sosteniamo missioni all’estero». In parrocchia c’è anche il centro di ascolto Caritas che offre sostegno e distribuisce pacchi viveri; realtà come il Cammino neocatecumenale, i Gruppi di preghiera di Padre Pio, i carismatici, il gruppo mariano. Da non dimenticare le attività del «gruppo Pi-Greco – sottolinea ancora il parroco – che si concentra su movimenti religiosi alternativi e sette e interviene nelle famiglie colpite da questo fenomeno». Adesso, tutti insieme, si preparano a vivere queste giornate intense che precedono la visita di Papa Francesco. «Domani, giovedì 13 febbraio – dice don D’Errico -, la liturgia delle 18 sarà guidata dall’arcivescovo Rino Fisichella, che mediterà sulla Evangelii gaudium; mentre venerdì presiederà il vescovo di settore monsignor Paolo Schiavon». Intanto i catechisti lavorano con i ragazzi per raccontare «chi è il Papa e perché ha scelto il nome di Francesco», spiegano Livia Coltellacci, responsabile dei gruppi che si preparano alla prima comunione, e Roberto Baiosto, referente per quelli della cresima. «Avere qui il Santo Padre – riflette Coltellacci – è una grazia formidabile». Le fa eco Pierangelo Margiotta, il viceparroco: «Sono stato ordinato da Papa Francesco un anno fa. In quell’occasione ci accolse a San Pietro, in casa sua. Adesso tocca a me dargli il benvenuto».

12 febbraio 2014

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