Sant’Egidio: i nuovi poveri sono i giovani e le famiglie numerose

I dati alla presentazione del “Dove”, la cosiddetta “guida Michelin dei poveri”. Indigenti in aumento tra gli anziani, i ragazzi e i nuclei familiari con molti figli di Massimo Camussi

Lo studio della Sapienza: povertà trasversale nella Capitale di Pao. Sim.
Monumenti illuminati contro la pena capitale

La signora M. abita con il marito pensionato. Malata di tumore, percepisce una pensione di 250 euro al mese. Il marito ne incassa 550, dopo la cessione del quinto effettuata per far fronte ai debiti. Pagano 450 euro di affitto ma rischiano di rimanere presto senza una casa: il loro appartamento, di proprietà di un ente, è stata venduto a un privato grazie alle recenti cartolarizzazioni. Non hanno ancora ricevuto lo sfratto esecutivo, ma gli hanno già staccato il telefono, e non trovano i soldi per le bollette del gas…

Questa ed altre storie di vita di vita difficile sono state raccontate ieri a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, dalla Comunità di Sant’Egidio. Che ha presentato la ventesima edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”. Nato nel 1990 e da allora ripubblicato puntualmente ogni anno, il volume contiene tutti i riferimenti utili per i senza fissa dimora che vivono in città, o per chi semplicemente non sa più come far fronte ai bisogni essenziali: 28 mense, 33 dormitori, 24 ambulatori specializzati, 106 centri di ascolto. Ma anche centri di avviamento al lavoro, sportelli informativi per i migranti e per i rifugiati politici. 205 pagine e 750 indirizzi in tutto, 22 in più rispetto all’edizione dell’anno scorso. Sedicimila sono le copie stampate, che verranno distribuite gratuitamente nelle parrocchie, nei centri della Comunità di Sant’Egidio e direttamente in strada, insieme al cibo e alle coperte portate dai volontari delle tante associazioni che offrono il loro servizio sul nostro territorio. E il “Dove” non è ormai un’esperienza limitata alla realtà romana: la “guida Michelin dei poveri”, come viene spesso definita, viene pubblicata quest’anno anche a Milano, Napoli, Genova, Barcellona e Buenos Aires. «Senza questo elenco di indirizzi – spiega Mario Marazziti, portavoce di Sant’Egidio – la vita di molte persone sarebbe molto più dura, a volte impossibile».

La presentazione del vademecum è stata un’occasione per fare il punto sulla povertà a Roma, e non solo. L’Italia ospita un milione di poveri assoluti, ovvero uomini, donne e bambini che hanno difficoltà a sfamarsi. Esistono poi i “poveri relativi”, persone che consumano meno della metà della media nazionale: sono 8 milioni e sono in costante aumento, a causa della crisi economica. Il cosiddetto “nuovo povero”, messo ai margini dalla perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni, ha nella maggior parte dei casi il volto di un anziano solo, che non riesce a far fronte alle spese sanitarie. Ma a rischio indigenza sono anche i giovani: il 22% dei ragazzi italiani non studia, né cerca un’occupazione. In tutta Europa li chiamano Neet, Not Employed Educated or Trained. Hanno perso la fiducia a causa di esperienze di lavoro negative, e ora vivono senza prospettive.

Poi ci sono gli stranieri: il centro Genti di Pace della Comunità di Sant’Egidio, a Trastevere, ha assistito solo nei primi sette mesi di quest’anno 1.750 migranti, nuovi arrivati in città. Dopo l’esplosione dell’Est Europa nel recente passato, oggi i numeri parlano di Africa: tra febbraio e luglio di quest’anno, il 28% delle persone assistite dal Centro è di nazionalità nigeriana, e il 18% eritrea. A seguire Bangladesh e Romania. Senza dimenticare i casi di disagio sociale estremo, nei campi rom e nelle carceri, dove finiscono soprattutto i poveri. «Per arginare la criminalità e garantire la sicurezza – commenta il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, presente all’incontro – non serve agitare lo spettro dell’allarme immigrazione. È necessario puntare sull’inclusione sociale: l’inclusione non è solo beneficenza o solidarietà, ma deve essere un punto strategico della nostra politica». Ma anche molti migranti regolari residenti da anni a Roma, che pagano le tasse e possiedono un conto in banca, vivono in condizioni sempre più difficili.

Il dato forse più preoccupante è quello delle famiglie numerose. «Questo è un grave paradosso della nostra società – denuncia Marazziti –. I figli, che dovrebbero essere un valore essenziale per un Paese come il nostro che soffre di scarsa natalità, rischiano di diventare una maledizione per tante coppie di giovani genitori, che vedono moltiplicarsi le spese senza la necessaria assistenza dello Stato». A Roma e provincia cinquantamila nuclei familiari vivono condizioni di disagio. Il loro indebitamento, nell’ultimo anno, è cresciuto del 41,5%. «Un tempo si facevano debiti e si cadeva nell’usura per spese straordinarie – conclude il portavoce di Sant’Egidio –. Oggi si chiedono diecimila euro per far fronte alle bollette e alla vita di tutti i giorni. È urgente una seria e concreta politica per le famiglie».

27 novembre 2009

Potrebbe piacerti anche