Santi Apostoli ricorda Frescobaldi

Al via la terza edizione del festival dedicato al grande compositore del ‘600, nello scenario della basilica dei Santi XII Apostoli, dove il musicista è sepolto. Si inizia mercoledì 26 con una lezione-concerto di Mariaelena Finessi

«Autentico pilastro della letteratura organistica mondiale»: è così che il Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti definisce Girolamo Frescobaldi. Parole che Fra Gennaro Becchimanzi ripropone nel lancio della terza edizione del «Frescobaldi International Festival of Music», dedicato al grande compositore del ’600. Un evento che ha per scenario la basilica dei Santi XII Apostoli, là dove il musicista è sepolto e nella cui parrocchia, a due passi da piazza Venezia, offre il proprio servizio Fra Gennaro, francescano dei frati minori conventuali. La basilica è uno scrigno di arte e di storia ma non tutti lo sanno ed è questa una delle ragioni che hanno portato alla nascita del festival: «Vedevo entrare persone – racconta il frate – che, naso all’insù, passeggiavano con noncuranza sulla tomba di Frescobaldi», cioè di colui che Bach ha amato al punto da trascriverne integralmente la raccolta di brani liturgici per organo, i Fiori musicali.

«Non è possibile, mi dicevo. Bisogna rimediare magari con una rassegna che lo ricordi». Ed eccola: si inizia mercoledì 26 con la deposizione di fiori sulla tomba di Frescobaldi e l’accensione della lampada alimentata con l’olio offerto da organisti e clavicembalisti italiani. «Sarà un vero momento liturgico, presieduto dal cardinale Giovanni Battista Re – continua Fra Gennaro -, nella convinzione che attraverso l’arte si possa lanciare il messaggio di Dio». Seguirà una lezione-concerto di Luigi Ferdinando Tagliavini sulla musica popolare nell’opera di Frescobaldi. Giovedì 27, Dom Theo Flury affronterà delle improvvisazioni organistiche. Il giorno 28, la Schola Gregoriana Seraphica e l’organista Silberto Scordari eseguiranno la «Messa della Madonna». Sabato 1 marzo si esibirà il clavicembalista Baiano ma solo dopo la commemorazione, nel tardo pomeriggio, del 450esimo anniversario della morte di Michelangelo che lo storico francescano, padre Isidoro Liberale Gatti, racconterà essere stato un parrocchiano dei Santi Apostoli.

Vivendo nella casa di Macel de’ Corvi, zona all’imbocco dei Fori Imperiali, il «Divino maestro« frequentava infatti quella chiesa, dove «Fra Felice Peretti da Montalto era giunto per predicare la Quaresima del 1552». Tra i due nacque «un’amicizia titanica, come i loro caratteri», racconta padre Liberale Gatti che, della vicenda, ha scritto un opuscolo in cui rivela tratti inediti del legame profondo tra l’artista e quel frate che nel 1585 diventerà papa Sisto V. Ultimo giorno, 2 marzo, alle 18.30, una celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gianfranco Ravasi in ricordo di Frescobaldi e Michelangelo e, infine, un concerto conclusivo.

24 febbraio 2014

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