Scout d’Europa, in tendopoli accanto ai bambini

La testimonianza di Oscar Alcamo, il capo scout di Tor Bella Monaca, responsabile del campo di Villa Sant’Angelo. In Abruzzo per ridare dignità alle vittime del sisma di Emanuela Micucci

Solisti Aquilani, concerto per le aree colpite dal sisma

È un giovedì sera particolare per i terremotati di Villa Sant’Angelo. Gli scouts d’Europa offrono la pizza cotta in un forno portato da Pescara nel campo “Volo dell’Aquila” allestito accanto alla tendopoli. «Abbiamo organizzato con la gente questo appuntamento settimanale. Domani (ieri, ndr) offriremo gli arrosticini, quindi il pesce» racconta il responsabile del campo Oscar Alcamo, trentottenne capo scout del gruppo Roma 3 di Tor Bella Monaca rientrato mercoledì dall’Abruzzo.

Esperto di paghe e tributi, ha preso 3 settimane di ferie, lasciato a casa moglie e tre figli per andare ad aiutare la popolazione abruzzese vittima del sisma. «Sono partito – spiega – con un altro capo scout del mio gruppo il primo giovedì dopo il terremoto, per verificare le esigenze nelle tendopoli della zona intorno all’epicentro e capire quale poteva essere il nostro servizio». Nasce subito l’idea di occuparsi dell’assistenza dei bambini e degli anziani. «Perché la vita per queste persone è alienante – sottolinea Oscar –. Quando poi, come negli ultimi giorni, piove tutto si aggrava. La Protezione Civile e i volontari non riescono sempre a fronteggiare questo aspetto».

Detto, fatto. Grazie alla segretaria dell’Associazione guide e scout d’Europa (Fse), il giorno successivo al campo base di Villa Sant’Angelo sono operativi 60 scout. Oggi prestano servizio anche a Fossa, San Demetrio ne’ Vestini e San Pio della Camere. Giovani di Roma e del Lazio, ma anche di Trento, Belluno, Foggia, Salerno, Marche. A maggio arriverà un gruppo dalla Sicilia. Tutta l’associazione è mobilitata. Tanto da garantire una presenza di 40 scout a settimana per 4 mesi.

«Con uno spirito di servizio commovente – prosegue – e una solidarietà che non entra in competizione. Tutto è nato dall’idea di due giovani di un gruppo di Tor Bella Monaca, senza ruoli di primo piano all’interno dell’associazione, senza il coordinamento dalla Protezione civile. È opera di un progetto provvidenziale del Signore».

La giornata tipo, in tendopoli, inizia alle 8:30 con la Messa e prosegue fino alle 12:30 con il servizio. Quindi si distribuiscono i pasti della Protezione civile. Nel pomeriggio ci sono le attività con i bambini; infatti, molti la mattina vanno a scuola. A Villa Sant’Angelo e a Fossa l’elementare è stata riattivata in tenda nei giorni successivi al sisma grazie alla dedizione degli insegnati. «Nell’ultima settimana – afferma Oscar – abbiamo collaborato con il ministero dell’Istruzione per segnalare i problemi della mancata ripresa delle lezioni in alcune tendopoli». Si soffre per la carenza di banchi o tende, e perl’assenza di docenti colpiti a loro volta dal sisma. Ma la scuola ha una funzione sociale importante perché contribuisce a ricreare la normalità della vita quotidiana. È l’urgenza maggiore nelle tendopoli e l’obiettivo degli scouts d’Europa.

Il problema principale segnalato dagli psicologi, invece, è la depressione. In tenda manca la privacy, il tempo trascorre lentamente. Molti hanno subito gravi lutti. «Un bimbo di 3 anni mangiava sempre da solo – ricorda Alcamo – perchè la madre, depressa per alcune morti in famiglia, non se ne occupava. Immaginate le difficoltà di un anziano a usare il bagno chimico». È importante che non si chiudano nel silenzio ma raccontino cosa gli è accaduto e siano ascoltati. Per riprendere in mano la loro vita. «Coordinati dalla Protezione civile – conclude – devono creare nelle tendopoli delle piccole società più organizzate, gestite e partecipate da loro stessi in modo autonomo. Per ritrovare la dignità di persone». L’attenzione educativa nell’animazione e nelle attività con i bambini è fondamentale per ristabilire le regole della convivenza. Dagli orari da rispettare al ricevere regali solo in occasioni particolari, fino al ringraziare i volontari e al donare i giochi agli altri.

Gli scuot d’Europa sono diventati, così, il punto di riferimento per qualsiasi necessità. A Pettino opera un piccolo gruppo nel centro di smistamento del vestiario della Caritas. I gruppi abruzzesi si occupano dell’assistenza e dell’accoglienza degli sfollati nelle strutture alberghiere lungo la costa. A Montesilvano, dove sono ospitate circa 2.000 persone negli alberghi e quasi mille in case private, è nato un centro di raccolta dove si preparano i pacchi per i 6 hotel assegnati alla Fse, sono stati allestiti due appartamenti per ospitare alcune famiglie e nelle strutture turistiche si cura l’animazione.

24 aprile 2009

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