Scuola dell’infanzia, il convegno Fism

Come cambia l’educazione ai più piccoli, tra famiglia e nuove tecnologie. «Sostenere i bambini integrando quello che la società propone con qualità umane come la capacità di stare nelle relazioni» di Claudio Tanturri

Si è chiuso ieri (domenica 6 settembre), all’Istituto Gesù Maria, il XXXIV convegno di studio organizzato dalla Federazione italiana scuole materne (Fism) della provincia di Roma. “La scuola dell’infanzia: uno scenario in costruzione”, il tema della tre giorni organizzata con il dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Roma Tre e con il dipartimento di Scienze pedagogiche, psicologiche e didattiche dell’Università di Lecce. «In questo importante appuntamento d’inizio d’anno – ha spiegato Antonio Trani, presidente della Fism Roma e segretario nazionale aggiunto – si è cercato di mettere in luce alcuni aspetti della grande sfida dell’educare e, sottolineando l’enorme responsabilità degli addetti ai lavori, abbiamo offerto loro un’opportunità di riflessione e di approfondimento delle dinamiche che caratterizzano oggi la vita del bambino, in un contesto in continua evoluzione».

I cambiamenti del mondo dei più piccoli, dei miti e dei simboli di riferimento, ma anche le esigenze delle famiglie odierne e i nuovi modelli di relazione, sono stati infatti il fulcro dei contributi offerti ai partecipanti. Venerdì ha aperto i lavori Susanna Cesarini, sociologa e analista transazionale delle organizzazioni, con un intervento intitolato “Lavori in corso: i nuovi protagonisti dello scenario attuale”. Uno scenario in cui, come ha spiegato Cesarini, «l’essere umano resta lo stesso, ma il suo habitat subisce continue trasformazioni. Non viviamo più in famiglia ma in una rete allargata di relazioni, spesso mediate dalla tecnologia, e in cui oramai evidente è una tendenza al “solipsismo”, al farcela da soli, al subire passivamente anche le difficoltà. I bambini non sono estranei a tutto ciò, anzi ne sono una sorta di avanguardia, dato che non conoscono altri modi di vivere». «È per questo – ha quindi aggiunto – che essere educatore dell’infanzia oggi vuol dire sostenere i bambini integrando quello che la nostra società propone con qualità umane come la capacità di stare nelle relazioni e nell’intimità degli affetti, o di dare il giusto valore al tempo superando la passività».

Nel pomeriggio l’attenzione dei convegnisti si è spostata su “La famiglia in costruzione: nuovi modelli di relazione e nuovi bisogni”. A parlarne la psicologa Silvia Zuccaro, che ha preceduto Nadia Murgioni, pedagogista, intervenuta su “Educatori di bambini: dalle radici alla costruzione di percorsi per essere e fare educazione”. La giornata di ieri, invece, è stata avviata da Nicola Paparella, professore ordinario all’Università di Lecce, con una riflessione su “Cosa raccontare ai bambini”. A seguire Riccardo Magnolo ed Elisa Palomba, collaboratori del medesimo ateneo, hanno proposto rispettivamente un approfondimento su “I miti e i simboli in alcune produzioni multimediali” e su “Storie, favole e fiabe”. A chiudere la mattinata di nuovo Magnolo, con “Miti e simboli nella pubblicità”. Nel pomeriggio, poi, ancora interventi di Paparella, “La fascia sulla fronte”, Palomba, “I nuovi cartoni animati”, e Magnolo, “I nuovi film”. Infine l’aggiornamento sulla normativa del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e al “Piano formativo per l’anno scolastico 2009-2010”.

7 settembre 2009

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