Seminario Maggiore in festa per Giovanni XXIII

È il primo ex alunno santo. Tante iniziative in vista della canonizzazione. Da Papa disse ai seminaristi: «Pregate per il Concilio. Voi sarete i primi ad applicarlo, possiate goderne i frutti» di Laura Badaracchi

Tra i suoi ex alunni, il Pontificio Seminario Romano Maggiore annovera cinque Papi. Ma, fra loro, Giovanni XXIII è stato il primo a essere proclamato beato. «Sarà anche il primo ex alunno a venire canonizzato», precisa don Concetto Occhipinti, rettore del Seminario che custodisce gelosamente la memoria del passaggio di Angelo Giuseppe Roncalli: nella Sala rossa un busto lo commemora e nella Sala della pinacoteca, in cui sono appese alle pareti tele che ritraggono ex alunni illustri, i due futuri santi hanno lasciato tracce significative del loro passaggio. «Sul lato destro abbiamo esposto una mozzetta e un piviale del beato Giovanni XXIII, mentre sulla sinistra ci sono il piviale e la mitria che Giovanni Paolo II portava durante la celebrazione di apertura del Giubileo. E una mostra fotografica – che verrà ulteriormente implementata nel febbraio del prossimo anno – documenta il 450° anniversario della fondazione del Seminario».

In uno degli scatti, compare il «Papa buono» con un gruppo di alunni di ieri e di oggi, grazie a un fotomontaggio pensato dai seminaristi odierni in vista della canonizzazione. Strettissimo il rapporto fra Roncalli e il luogo della sua formazione al presbiterato, rileva don Occhipinti: «Quando Angelo Giuseppe arrivò, la sede del Seminario Romano era a piazza Sant’Apollinare, vicino a piazza Navona. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto del 1904 a Santa Maria in Montesanto, in piazza del Popolo, e partì per Roccantica, residenza estiva del Seminario, dove fu accolto con grande affetto da tutta la comunità. Il 12 agosto celebrò lì la seconda Messa». Inoltre don Angelo fu «uno dei primi benefattori della rivista “Sursurm corda”, nata nel 1917 come invito alla speranza rivolto ai seminaristi-soldati partiti per la guerra».

Particolarmente imponente l’epistolario con i rettori, custodito nell’archivio: dal 1901 al 1959, quindi da quando era sacerdote fino all’anno successivo alla sua elezione al soglio petrino, «questo nostro illustre ex alunno mantenne un rapporto epistolare intenso con il Seminario. Qualcosa di insito nella sua personalità e nella sua vita sacerdotale, una modalità di vivere la gratitudine nei confronti dei formatori». Un altro filo ininterrotto di questo legame affettivo? La devozione alla Madonna della Fiducia, patrona del Romano, «fonte di grazie già dal 1837, quando la comunità fu salvata dalla peste. Un’immagine molto venerata dal beato, che la volle sempre sulla sua scrivania, fino a quella nel Palazzo Apostolico», riferisce il rettore.

Molto sentito il discorso pronunciato dal Pontefice il 12 settembre 1960 durante la visita alla villa di Roccantica. In cappella «invitò i seminaristi a pregare quotidianamente per il Concilio: “Noi attendiamo dunque da voi una partecipazione spirituale serena e vibrante alla preparazione del grande avvenimento che vorremmo seguito da tutti i Seminari del mondo”. E aggiunse: “Pregate dunque, diletti figli, pregate ogni giorno per il Concilio. Voi sarete i primi a sperimentarne la atmosfera unica e meravigliosa – lo ripetiamo – i primi ad applicarlo, forse all’alba del vostro sacerdozio. Possiate voi goderne anche i frutti”». Oggi, a Roccantica, «una lapide ricorda quella visita, mentre il piviale in seta che si trova nella Sala della pinacoteca del Seminario fu portato personalmente da monsignor Loris Capovilla su richiesta del Papa, che gli chiese di stenderlo sull’altare per una settimana, durante la preghiera incessante per il Vaticano II».

In preparazione al 27 aprile, nella serata del 27 febbraio è stato eseguito nella Cappella della Fiducia dal Coro della diocesi l’oratorio musicale «Venne un uomo mandato da Dio. Il suo nome era Giovanni», diretto e composto da monsignor Marco Frisina: un omaggio al vescovo di Roma che visitò per cinque volte il Seminario da Papa. Gli 85 alunni attuali, insieme a 15 giovani dell’anno propedeutico e a 60 seminaristi di Bergamo, serviranno all’altare durante la solenne canonizzazione: «Un dono – annuncia don Concetto – a cui ci prepareremo lunedì e martedì con un pellegrinaggio a piedi da Bergamo a Sotto il Monte».

14 aprile 2014

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