Solidarietà e cultura a San Josemaria Escrivà

Tante le attività pastorali proposte al Laurentino dalla parrocchia guidata da don Roberto De Paolis, sacerdote dell’Opus Dei di Daniele Piccini

«Ho incontrato tante persone diverse: c’è chi vuole fare polemica, chi chiede consigli, chi cerca assistenza per anziani malati. È un impegno faticoso ma molto interessante». Il parroco don Roberto De Paolis è alle prese con le ultime benedizioni pasquali delle case del quartiere Laurentino (ottomila abitanti a sud della Capitale) dove, in uno slargo intitolato proprio al santo dell’Opus Dei, sorge da dodici anni la parrocchia di San Josemaria Escrivà.

«Ascoltare le persone, prendersi spiritualmente cura di loro – precisa don De Paolis, sacerdote romano sessantaduenne, parroco dal 2006 – è la filosofia dell’Opera», cui la parrocchia è affidata dalla sua nascita, dal 1992, quando monsignor Alvaro del Portillo presentò il progetto della chiesa alla diocesi di Roma. Il 15 maggio 1994 il cardinale vicario Camillo Ruini benedisse la prima pietra; il 10 marzo 1996 Papa Giovanni Paolo II celebrò la Messa solenne di dedicazione. «Il modo con cui avviciniamo i fedeli – spiega il parroco – è quello caratteristico dello spirito dell’Opus Dei: attraverso la direzione spirituale e le confessioni cerchiamo di entrare nel cuore delle persone. Per questo nella nostra chiesa c’è sempre un confessore disponibile».

Il silenzio e il raccoglimento spirituale della chiesa, favoriti da un ambiente semplice con le pareti in travertino giallo tenue e il soffitto a cassettoni, sono rotti dalle voci festanti dei tanti bambini che frequentano la parrocchia. Gli uni prendono d’assalto il campo di calcio a 5 dell’oratorio dove si svolgono corsi di scuola-calcio frequentati da 80 ragazzi dai 6 ai 14 anni, che si sfidano in tornei interni e interparrocchiali. Gli altri, i circa 200 del catechismo, saranno sicuramente alle prese con l’organizzazione della prossima iniziativa di solidarietà in favore dei coetanei dell’America Latina.

Sono gli Amici del Perú, nati 5 anni fa da un’idea di una signora peruviana della parrocchia, Ani Peruzzi, in Italia ormai da 47 anni. «Io o le mie figlie voliamo in Perú diverse volte l’anno per visitare i nostri parenti – racconta la signora Peruzzi, sposata con un italiano – e sfruttiamo queste occasioni per portare aiuti a una decina di famiglie del villaggio di Cañete, povere e con tanti figli. I bambini del catechismo offrono la propria “paghetta” per mandare loro fondi con cui comprare quaderni per la scuola, matite e tutto ciò che gli è necessario. Ormai si è consolidato un fitto scambio di lettere e di foto tra i due gruppi di bambini. Penso sia importante che i nostri ragazzi imparino che non esistono solo paesi ricchi». La solidarietà verso i più sfortunati ispira anche le azioni del Centro d’ascolto Caritas, che, in collaborazione con il Banco Alimentare e forte della generosità di una decina di volontari della parrocchia, distribuisce derrate alimentari alle famiglie più povere del quartiere e vestiario per i più piccoli.

Sono ancora i ragazzi della parrocchia – che confida negli inesauribili “serbatoi” dei gruppi di catechismo per Comunione e Cresima e del gruppo post-Cresima – a dare vita alla redazione del giornale parrocchiale “Orizzonti” che, con due uscite all’anno (a Pasqua e a Natale), informa i fedeli delle principali attività parrocchiali, dei problemi delle famiglie e della vita del quartiere. E dove non arriva il giornale, ci pensa il sito internet ben aggiornato – www.psanjosemaria.it – che conserva la memoria storica della parrocchia e ricorda i prossimi appuntamenti della comunità. Il cortile dell’oratorio si presta bene a diventare “palcoscenico” quando i 12 appassionati di teatro danno vita a piccole commedie e rappresentazioni sacre, partecipatissime dai parrocchiani (l’ultima, durante la Quaresima, dedicata alla Risurrezione di Cristo).

Lo spirito “artistico”, evidentemente diffuso, della parrocchia San Josemarìa Escrivà sta per far nascere, anticipa don De Paolis, «un coro di voci bianche di dodici bambini dai sei anni in su, ma per ora lasciamoli studiare». Del resto la parrocchia ospita anche le attività dell’Accademia romana delle arti che per sabato 19 aprile (alle 19.30) ha promosso un concerto all’interno della chiesa. Davanti agli sguardi attenti dei piccoli apprendisti cantanti il Coro polifonico del Pontificio istituto di musica sacra diretto da Walter Marzilli eseguirà “La vita di Cristo nella polifonia antica e moderna, stili a confronto”.

15 aprile 2008

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