Soter: ridurre gli sprechi in campo militare

In un incontro presso la parrocchia di San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti, un’analisi alla luce del rapporto 2011 “Sbilanciamoci!”. Paolicelli: «La Difesa non subisce tagli nonostante la crisi economica» di Jacopo D’Andrea

«Con 130 milioni di euro risparmiati sul costo di un F35 (un caccia bombardiere di fabbricazione statunitense, ndr) si potrebbero acquistare cinque canadair antincendio che servirebbero un’area di 200mila abitanti». Parola del giornalista e presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti Massimo Paolicelli, intervenuto ieri alla conferenza dal titolo “Il caro armato: spese, affari e sprechi delle Forze Armate Italiane” organizzata dal gruppo Soter (Solidarietà per il Terzo Mondo) nella Sala don Amedeo della parrocchia San Filippo Neri alla Pineta Sacchetti. Un incontro incentrato su alcune scelte finanziarie del nostro ministero della Difesa, animato da tanti interventi del pubblico presente oltre che dalla illustrazione puntuale di alcuni dati emersi dall’ultimo rapporto “Sbilanciamoci!”, rete di associazioni che da anni porta avanti campagne di sensibilizzazione sugli sprechi di denaro pubblico.

Paolicelli ha sottolineato: «L’Italia per la “Difesa” spende quasi 24,4 miliardi di euro, e non è poco; se anche sottraessimo i fondi destinati all’Arma dei carabinieri saremmo sempre intorno ai 20 miliardi con un incremento del 6% rispetto all’anno scorso». Dal rapporto 2011 “Sbilanciamoci!”, infatti, emerge che «la Difesa non subisce tagli nonostante la crisi economica. Come invece accade in Grecia e Gran Bretagna», ricorda Paolicelli. Anche «gli Stati Uniti – ricorda il presidente di Associazione Obiettori Nonviolenti – taglieranno le spese militari: 100 miliardi di dollari dal 2012 e un quarto dovrebbero giungere dagli armamenti». Tra l’altro, prosegue, l’Italia spenderebbe molto alla voce esercito per avere, però, «un’efficienza scarsa», perché «abbiamo fallito l’allineamento numerico dei vari gradi previsto nel modello a 190.000 unità deciso con il congelamento della leva obbligatoria ed il passaggio a Forze Armate totalmente professionali».

«Si sta andando verso una forzata riduzione del personale – rincara il giornalista –. Questa riduzione, però, anziché intaccare le fasce in soprannumero, come quella dei marescialli, riduce principalmente quella dei militari di truppa, in particolare quelli a ferma prefissata». Con il risultato, a detta di Paolicelli, «di una forte anomalia del modello esistente», ovvero «un numero di graduati superiore ai militari di truppa, con la conseguenza di avere più comandanti che comandati».

Ma il fronte degli sprechi interessa anche l’acquisto dei caccia bombardieri F35. Veri «strumenti di morte», secondo Pasquale De Sole, presidente del Gruppo Soter, dal costo di 131 milioni di dollari ad aereo. Pare che il nostro Paese ne voglia acquistare almeno un centinaio, anche se non è stato ancora firmato alcun contratto. Ma attenzione, avvertono i relatori: il compito della cittadinanza «controllare costantemente chi la amministra». Infatti, conclude Paolicelli, «solo così qualcosa possiamo fare: ovvero facendogli sentire il fiato sul collo».

26 novembre 2010

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