Termini, al binario 1 una targa ricorda Modesta Valenti

Il ricordo dell’anziana senza dimora, nel luogo dove morì, dopo essere stata rifiutata da due ambulanze. Il vescovo Zuppi: «Un simbolo, per aiutarci a riconoscere i tanti “Modesta Valenti” della città» di Elisa Storace

Il 31 gennaio 1983 moriva, sul binario 1 della Stazione Termini, Modesta Valenti, un’anziana senza fissa dimora. Aveva 71 anni e viveva nei pressi della stazione, dove la notte si rifugiava per dormire. Moriva sola, sebbene al centro di Roma, non prima che ben due ambulanze le rifiutassero i soccorsi perché era sporca, e piena di pidocchi. Da allora la sua storia è diventata simbolica, quasi un emblema della povertà e dell’indifferenza verso gli ultimi. Tanto simbolica che, per offrire una dimora anagrafica a chi non ne possiede una vera, nel 2002 il Comune le ha intitolato l’indirizzo fittizio cui vengono domiciliati i senzatetto della Capitale.

A 31 anni di distanza, lunedì 10 marzo la città di Roma ha dedicato a Modesta una targa, proprio sul luogo dove si spense, al binario 1 della stazione Termini, dove da qualche anno sorge l’Help Center per il disagio e la marginalità delle Ferrovie dello Stato. «Quella a Modesta Valenti – ha detto durante la cerimonia Mauro Moretti, amministratore delegato di FS – può essere vista come una targa all’“homeless ignoto”, proprio come quella al milite ignoto. Una targa fortemente voluta dalla Comunità di Sant’Egidio che noi ospitiamo volentieri, perché, e lo speriamo davvero, possa suscitare in tutti coloro che passeranno un sentimento di solidarietà verso i più bisognosi, verso coloro che vivono il paradosso di essere sempre in mezzo alla gente ma sempre soli».

Monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare per il settore Centro, ha ricordato il ruolo avuto dalla Comunità di Sant’Egidio verso i senza fissa dimora in questi ultimi trent’anni, sottolineando ancora l’importanza simbolica della targa per la città e la diocesi di Roma: «In questi 31 anni la Comunità, impegnandosi per chi non ha casa insieme con la Caritas e tutte le altre realtà di volontariato della diocesi che offrono aiuto a chi vive in strada, ha conservato viva la memoria di Modesta Valenti. La targa che oggi abbiamo scoperto – ha quindi aggiunto – è un simbolo che raccoglie la sua storia, per aiutarci a riconoscere i tanti “Modesta Valenti” che vivono per le strade della nostra città, per riconoscerli e, quindi, per non dimenticare di amarli».

Un appello alla sollecitudine verso i più deboli lanciato anche dal sindaco Ignazio Marino: «In questo periodo – ha ammesso Marino – la nostra città ha tante difficoltà, anche economiche, ma l’economia è importante solo se le persone non ne sono al servizio. Roma – ha concluso – deve ritrovare un’anima, perciò dobbiamo ribellarci alla “globalizzazione dell’indifferenza” e noi siamo qua per dire no, per dire che noi stiamo dall’altra parte, che Roma è dall’altra parte».

Le conclusioni di Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, hanno quindi offerto il senso ideale iscritto nella targa: «Modesta – ha ricordato Impagliazzo – era un’anziana senza dimora, considerata uno scarto, che nessuno accolse. Con questa targa, che recita “Roma la ricorda perché nessuno muoia più abbandonato”, Modesta passa da una condizione di scarto a una di elezione nella memoria della città, portando con sé quella di tutti i senza fissa dimora che sono morti in questi anni, che non saranno più senza nome».

11 marzo 2014

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