Tertio Millennio Film Fest

Al Sala Trevi la manifestazione organizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con il patrocinio del Vaticano di Massimo Giraldi

Torna anche per il 2010 il Tertio Millennio Film Fest. L’appuntamento è a Roma, al cinema Sala Trevi dal 7 al 12 dicembre prossimi. Siamo alla edizione numero XIV di questo che è il primo festival realizzato con il patrocinio del Vaticano ed é organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo presieduta da monsignor Dario Edoardo Vigano e dalla Rivista del Cinematografo, sempre da lui diretta.

Alla presentazione del programma è intervenuto il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, da sempre vicino al Festival, il quale ha voluto confermare come il cinema «conserva un linguaggio capace di novità e incisività: solo per fare qualche nome, Bresson, Dreyer, Tarkowskji sono la testimonianza di come la tradizione religiosa sia alimento della creatività».

Dopo il cardinale, hanno rivolto un augurio al festival monsignor Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, che ha voluto ricordare alcuni titoli importanti per la sua generazione quali “Easy Rider”, “Arancia Meccanica”, e per quelle successive come “Trainspotting”, mentre «oggi i miei nipoti prediligono “Twilight” e “Harry Potter”, attratti dal soprannaturale, e dal trascendente, un modo per entrare in dialogo con loro». Sul rapporto tra il cinema e il pubblico si è intrattenuto anche l’indiano monsignor Theodore Mascarenhas, del Consiglio della Cultura, portando una interessante testimonianza sui film che produce la mecca chiamata Bollywood. Luciano Sovena, amministratore di Cinecittà Luce, e Marcello Foti, direttore generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, hanno inteso dare sostanza e convinzione alla loro presenza “istituzionale” al fianco del Festival e, più in generale, all’attività della Fondazione Ente dello Spettacolo.

Monsignor Vigano è quindi entrato nel dettaglio del programma di quest’anno. «Il Festival – ha ricordato – è per tradizione momento di riflessione sulla condizione dell’uomo nel mondo moderno, usando l’orizzonte cinematografico come mezzo per ragionare e sviscerare i problemi di oggi, ma anche come luogo di incontro di persone e mentalità diverse. Il titolo della edizione di quest’anno è “Frontiere generazionali”, che racchiude pienamente il senso di domande oggi imprescindibili. In un mondo governato dalle leggi del profitto, i valori familiari sembrano naufragare e per i giovani è sempre più difficile riuscire a trovare un posto nella società (…). È dovere del cinema, mezzo legato profondamente alla contemporaneità, rapportarsi a questo tema attuale di giovani, lavoro, disagio e recupero delle tradizioni».

Questo tema di fondo, che va al cuore del nostro vivere quotidiano, sarà declinato attraverso una serie di proposte diluite nei sei giorni della manifestazione. L’inaugurazione, il 7 dicembre, è affidata a una proposta molto stimolante: la proiezione di un ciclo di 6 documentari-interviste inediti, raccolti sotto il titolo “Intonazi”, realizzati da Aleksandr Sokurov. Qui il cineasta russo dialoga con alcuni personaggi chiave della politica e dell’intellighenzia russe. Nello stesso giorno un incontro con Ornella Muti e suo figlio Andrea Facchinetti dal titolo “Genitori e Figli”, affidato anche a spezzoni di film, ricordi, dialogo con il pubblico. Tra le anteprime, da segnalare “A letter to Elia” di Kent Jones e Martin Scorsese, omaggio al regista Elia Kazan, autori di titoli come “Fronte del porto” e “La valle dell’Eden”. Quindi ci saranno “La morte rouge” dello spagnolo Victor Erice, e “Biutiful” del messicano Alejandro Gonzalez Inarritu, protagonista Javier Bardem, premiato come miglior attore a Cannes; “Un homme qui crie” dell’africano Mahamat-Saleh Haroun, premio Robert Bresson 2010; e, a chiusura, il 12 dicembre, “Silent Souls” del russo Aleksei Fedorchenko, premio Fipresci alla scorsa edizione della Mostra di Venezia.

Di non minore importanza sono i documentari, l’altra faccia di un cinema che getta sguardi sulle nostre vite. Si segnalano “Tajabone” di Salvatore Mereu, uno spaccato della periferia di Cagliari, e “The Woodmans” di C. Scott Willis, proveniente dalla sezione Extra del festival di Roma.

In tema di tradizione infine il 10 dicembre appuntamento con gli RdC Awards con, tra gli altri, il Premio Navicella a “Noi credevamo” di Mario Martone. Alle due sessioni sul tema “Padri e Figli, scontri di civiltà tra passato e presente: verso quale futuro?”, è affidato infine il compito di fornire indicazioni, spunti di riflessioni, interazioni con contributi di tutti i presenti.

29 novembre 2010

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