Tre mostre di Guadagnuolo su Papa Wojtyla

L’artista espone i suoi lavori alla Libreria Leoniana, presso la parrocchia di San Salvatore in Lauro e presso il Centro di spiritualità della Divina Misericordia di Andrea Mazzuca

In occasione dell’evento della beatificazione di Giovanni Paolo II, dal 29 aprile al 22 maggio, Roma ospiterà tre mostre del maestro Francesco Guadagnuolo, considerato uno dei maggiori artisti del rinnovamento iconografico dell’arte sacra. Nato a Caltanissetta nel 1956, Guadagnuolo iniziò giovanissimo la propria attività stabilendosi nella capitale ed entrando in contatto, grazie alla conoscenza con l’arcivescovo Giovanni Fallani, presidente della Pontificia Commissione Centrale per l’Arte Sacra fino al 1985, con l’ambiente della Chiesa e del Vaticano.

Guadagnuolo ebbe modo di seguire da vicino Papa Wojtyla per tutti i ventisette anni del suo Pontificato, divenendo artefice di una nuova ritrattistica papale, realizzando sessanta tele in cui il Santo Padre è visto e interpretato come il più umile dei servitori di Dio, attraverso un linguaggio semplice e diretto.

Si inizia venerdì 29 con “Papa Wojtyla testimone d’amore nella sofferenza”: un viaggio di impressionante intensità nell’ultimo periodo di vita del Pontefice, affidato a 10 dipinti raccolti nella storica Libreria Leoniana, in via dei Corridori 28.

Lo stesso giorno dell’evento della beatificazione, il primo maggio, alle ore 18 presso la parrocchia di San Salvatore in Lauro sarà inaugurata la mostra “Giovanni Paolo II Beato”. Qui, Guadagnuolo propone una visione più attenta ai momenti di preghiera e riflessione di Wojtyla, al suo essere pellegrino e alla sua devozione alla Madonna.

Presso il Centro di spiritualità della Divina Misericordia, in via dei Penitenziari 12, nelle vicinanze della basilica di San Pietro, il pomeriggio del 22 maggio sarà aperta al pubblico, sino al 30 giugno “Il Pontificato di Giovanni Paolo II”, il cui allestimento sarà caratterizzato da dipinti che ritraggono il Santo Padre in occasioni speciali, come l’apertura della Pota Santa nel 2000 o in intimo raccoglimento a Gerusalemme, davanti al Muro del Pianto.

Adolfo Sassi, docente di Storia moderna all’Università Federico II di Napoli è un esperto dell’artista e ha partecipato all’inaugurazione della mostra “Tributo a Giovanni Paolo II”, tuttora visitabile nel Museo Knights of Columbus, nel Connecticut. «Le tele di Francesco Guadagnuolo – rileva – hanno uno spessore umanistico che ci ricollega all’eclettismo e al neoumanesimo wojtyliano; questo il grande contributo del maestro Guadagnuolo, che si ricollega al merito wojtyliano di andare oltre la fine e anzi di contestare il concetto di fine come il concetto di limite. Dobbiamo essere grati a Francesco Guadagnuolo di essersi calato come un palombaro dell’arte pittorica, nella spettacolarità della coscienza e dell’animo del grande figlio di Cracovia».

28 aprile 2011

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