Tredici “Eccomi” al Signore, l’11 maggio con Francesco

Alle ore 9.30 la Messa del Papa nella basilica di San Pietro. Tra gli ordinandi della diocesi, sette provengono dal Redemptoris Mater, tre dal Seminario Maggiore, uno dal Capranica di Giulia Rocchi

Lo hanno incontrato il 25 aprile, a Santa Marta, in un pomeriggio dal clima «familiare», come «un padre che dà consigli ai suoi figli». Lo rivedranno domenica 11 maggio, alle 9.30, nella Messa in San Pietro durante la quale saranno ordinati sacerdoti. Papa Francesco ha infatti voluto conoscere personalmente, prima della liturgia di ordinazione, i futuri presbiteri della diocesi: 11 giovani che hanno studiato al Collegio Redemptoris Mater, al Pontificio Seminario Maggiore e all’Almo Collegio Capranica, e che da domenica prossima diventeranno preti insieme con altri due diaconi provenienti da altre diocesi, Javed Raza Gill, del Pakistan, e Tao Paolo Nguyen Thien, del Vietnam. Ci sono molti stranieri anche tra gli undici che si sono formati nei seminari diocesani. Arriva dalla Corea, precisamente da Kim Hae, il decano degli ordinandi, Sang Heum Park, detto Damiano, classe 1972, che presta servizio nella parrocchia di Santa Maria Madre del Redentore. Originario della capitale dell’Ecuador, Quito, pure il più giovane del gruppo, Juan Pablo Fernandez Egas, nato nel 1987 e destinato a San Gregorio Barbarigo. «Sono il quarto di otto fratelli – racconta -, vengo da una famiglia che fa parte del Cammino neocatecumenale. La prima chiamata al sacerdozio l’ho sentita all’età di 12 anni, mentre ero in pellegrinaggio al santuario mariano di Palmar. Eppure ho fatto fatica ad accettare questa vocazione, durante l’adolescenza mi sono in qualche modo ribellato». Poi, durante la visita a un altro santuario dedicato alla Vergine, quello di Loreto in Esmeralda, sempre in Ecuador, «mi sono alzato in piedi e ho risposto alla chiamata vocazionale – ricorda don Juan Pablo -. Ero seduto accanto alla mia fidanzata, eppure non ho avuto dubbi».

Hanno studiato al Redemptoris Mater anche José Gregorio Alvarez Yepez, venezuelano di 34 anni, che sta svolgendo il suo servizio nella comunità dei Santi Martiri dell’Uganda; Davide Cianferoni, anche lui trentaquattrenne, di orgini toscane, destinato alla parrocchia di San Policarpo; Eduardo Andres Contreras Valladares, cileno, a San Pier Damiani; Giacomo Ferri, di Genzano, 30 anni, a San Giovanni della Croce; e Rodrigo Paiva dos Reis, brasiliano del 1986, che porterà il suo ministero a San Cipriano e dal suo Paese aspetta, per il giorno dell’ordinazione, «più di 70 persone tra parenti e amici». Sarà una grande festa pure per Paolo Stacchiotti, nato a Roma il 10 novembre del 1986 e alunno del Capranica. La sua è una vocazione cresciuta nella parrocchia di San Bruno alla Pisana: «Sono il primo parrocchiano in 45 anni a diventare sacerdote», ammette con il sorriso. «La sera faremo una grande festa lì, e la settimana successiva sarò a Santa Gemma Galgani, dove già sto prestando servizio come diacono».

Romano pure Nicola Di Ponzio, del Seminario Maggiore, nato nel 1986 e cresciuto nelle parrocchie di San Giorgio ad Acilia e di San Timoteo a Casal Palocco. «Dopo la comunione mi ero un po’ allontanato dalla fede – racconta -; mi sono riavvicinato alla vita parrocchiale durante gli anni del liceo, grazie ad alcuni compagni di classe, e ho cominciato a frequentare i gruppi giovanili a San Timoteo». Ma la chiamata del Signore è arrivata dopo un pellegrinaggio in Francia, sulle orme del Curato d’Ars e di santa Teresina di Lisieux. «Gli anni del seminario sono stati molto formativi – riflette -. Ho imparato che questo non è un posto dove ti insegnano a “diventare prete” ma dove si viene educati a quella libertà e a quella fiducia che permettono di seguire Dio». Don Nicola ha svolto il diaconato a San Giustino, mentre è alla Santissima Annunziata Marco Seminara, suo coetaneo e compagno al Maggiore. Dall’istituto formativo di piazza San Giovanni pure Paolo Scipioni, nato ad Avezzano nel 1977 e destinato a Santa Croce in Gerusalemme. «Prima facevo il cardiologo – racconta – ma già mentre studiavo all’università sentivo crescere questo desiderio. È stata fondamentale una missione in Africa e l’incontro con due sacerdoti, nella parrocchia di Sant’Ippolito».

7 maggio 2014

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