Un esercito di medici a difesa degli anziani

Per prevenire i rischi da ondate di calore, il piano operativo della Regione Lazio: un programma di sorveglianza attiva sugli over-65 considerati maggiormente vulnerabili di G. R.

Un programma di sorveglianza attiva da parte dei medici generici sulla popolazione anziana durante tutto il periodo estivo. È quanto prevede il “Piano operativo regionale di intervento per la prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore”, messo a punto dalla Regione Lazio. Il monitoraggio è in programma fino al 15 settembre e riguarda gli ultrasessantacinquenni considerati «ad elevato rischio per gli effetti delle temperature», individuati dal Dipartimento epidemiologico della Asl RmE: 28.848 persone a Roma e 17.826 anziani nel resto del territorio.

Garanti della salute degli anziani saranno, quindi, oltre 700 medici di famiglia. Per ciascuno è disponibile sul sito www.poslazio.it la lista di tutti gli assistiti di età uguale o maggiore a 65 anni segnalati dal Dipartimento. I “camici bianchi” potranno includere nel programma di sorveglianza anche persone con livello di suscettibilità inferiore che, secondo la loro valutazione e in accordo con i criteri specificati nelle linee guida regionali, si presentano maggiormente esposti a risentire del caldo elevato. I medici controlleranno lo stato di salute degli anziani tramite telefonate periodiche e visite domiciliari, soprattutto nei giorni di temperature record (livello 3).

«Abbiamo in campo un sistema avanzato perché la Regione Lazio è stata la prima in Italia a sviluppare le metodologie per l’identificazione delle persone suscettibili agli effetti delle ondate di calore e ad applicarle per la città di Roma», rivendica il vice presidente della Regione Lazio Esterino Montino. L’anagrafe delle persone a rischio è stato testata «per la prima volta nel 2001 – spiega Montino – mentre è entrato a pieno regime ormai da circa 4 anni. I dati dimostrano che funziona bene: a Roma e nel Lazio nel 2007 e nel 2008 il sistema ha prodotto infatti un forte effetto di riduzione dei danni da ondate di calore, e dal monitoraggio effettuato è stato possibile evidenziare che gli anziani sorvegliati non hanno avuto alcun effetto negativo dalle ondate di calore». Il sistema piace agli ultrasessantacinquenni, ma anche ai dottori: per il 2009 l’adesione dei medici di famiglia è aumentata del 30-50%.

Fondamentale, comunque, è il contributo di tutte le Asl, della Protezione civile, di Comuni e associazioni di volontariato. «La sperimentazione avviata nel Lazio dal 2001 – spiega Carlo Perucci, direttore del Dipartimento epidemiologico della Asl Roma E – ha contribuito all’attivazione dal 2004 del progetto”Sistema nazionale di sorveglianza, previsione ed allarme per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione” che è coordinato dal nostro Dipartimento quale Centro di competenza nazionale. Nell’ambito di tale progetto sono stati definiti sistemi-città specifici che, utilizzando le previsioni meteorologiche per ogni località, sono in grado di prevedere fino a 72 ore di anticipo il verificarsi di condizioni ambientali a rischio per la salute e l’impatto sulla mortalità ad esse associato. Per il Comune di Roma e per gli altri grandi comuni del Lazio sono stati messi a punto protocolli per la definizione dell’anagrafe degli anziani a maggior rischio per gli effetti del caldo (anagrafe dei suscettibili), a partire dai sistemi informativi correnti sulla base delle evidenze epidemiologiche che hanno identificato i fattori di rischio associati ad una maggiore mortalità durante le ondate di calore».

15 luglio 2009

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