Una stagione itinerante per la Filarmonica

Quattro sedi per il cartellone curato da Cesare Mazzonis, da Bach a Brahms passando per Gershwin. Il finale a maggio, all’Olimpico, con il grande repertorio americano, da Bernstein a Glass di Mariaelena Finessi

Si susseguono nella Capitale le inaugurazioni delle nuove stagioni concertistiche da camera e sinfoniche. L’ultima, in calendario, è quella della Filarmonica Romana, istituzione tra le più eclettiche della città e la cui programmazione è curata – a partire da quest’anno – dal neo direttore artistico Cesare Mazzonis, che prende il posto di Sandro Cappelletto. Concepita per essere accolta in diverse location, la stagione 2013-2014 si articolerà fra Teatro Argentina, Accademia di Francia, Sala Casella e Teatro Olimpico, da cui parte ufficialmente il 31 ottobre con Angela Hewitt e l’Ensemble da camera dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. La musicista canadese, che a Bach ha dedicato gran parte della sua straordinaria carriera artistica, vestirà la doppia veste di direttore e pianista per un programma interamente dedicato alle musiche del Kantor di Lipsia.

Il primo appuntamento all’Argentina,invece, è per giovedì 21 novembre con Alessandro Carbonare, primo clarinetto dell’Orchestra di Santa Cecilia e solista di fama internazionale. Dialogherà con le percussioni dell’ensemble Tetraktis in un concerto che raccoglie le musiche dell’Ottocento, la tradizione d’Oriente e le musiche dei popoli dell’Est. Quanto alla Sala Casella, si rinnova la collaborazione con Nuova Consonanza per il concerto, il primo dicembre, dedicato alla Scuola romana e a Goffredo Petrassi, di cui quest’anno ricorre il decennale della scomparsa. Immancabile il concerto di Natale, giovedì 19 dicembre al Teatro Olimpico, con il Coro della Filarmonica Romana diretto da più di cinquant’anni da monsignor Pablo Colino. Il 16 gennaio l’appuntamento, al Teatro Olimpico, è invece con l’ironia, il virtuosismo e l’energia gitana dell’ungherese Roby Lakatos, il «violinista del diavolo».

Nel Giorno della Memoria (30 gennaio), il Teatro Argentina presenta «Per non dimenticare», con Remo Girone che leggerà alcune poesie di Paul Celan e di Primo Levi, alternandosi al canto del baritono Vito Priante, interprete di Brahms, e al violoncellista Giovanni Scaglione impegnato nella Suite n. 2 di Bach e in due preludi della compositrice russa Sofija Gubajdulina. E poi, tra i tanti altri concerti, due vere curiosità, che guardano al passato: «Music for a While» (Teatro Argentina, 20 febbraio) con il gruppo L’Arpeggiata, guidato da Christina Pluhar e il cui spirito è quello di far collaborare artisti dalle esperienze musicali diverse e, in prima rappresentazione assoluta, «Le Roman de Fauvel» di Philippe de Vitry (27 febbraio, Teatro Olimpico), di cui la parte musicale è affidata alla formazione di musica medievale La Reverdie, mentre il testo è recitato da Paolo Rossi, in veste anche di regista. Scritto tra il 1310 e il 1316 da Gervais du Bus, «Le Roman de Fauvel» è una denuncia dell’abuso di potere e della corruzione a corte. Gran finale di stagione con le Sorelle Labèque, il 29 maggio ancora al Teatro Olimpico, con il grande repertorio americano, da Gerswhin a Bernstein, passando per Philip Glass.

«Alterniamo il tragico e il faceto – Mazzonis spiega così l’originalità della 193sima stagione della Filarmonica -, il giocoso e quel che suole definirsi “serio”». L’intento è di distinguersi con programmi diversi da quelli delle altre istituzioni ma avere anche nomi importanti che attirino il pubblico d’ogni età. «Una programmazione – precisa in ultimo Paolo Baratta, presidente dell’istituzione romana fondata nel 1821 da un gruppo di nobili dilettanti – fortemente radicata nel territorio e allo stesso tempo di respiro internazionale».

25 ottobre 2013

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