Usura, l’impegno della “Salus populi romani”

Lettera del cardinale Vallini ai parroci perché sia resa nota l’attività della Fondazione, che fa capo alla Caritas diocesana, impegnata da 14 anni a contrastare il fenomeno e ad aiutare le persone colpite a venirne fuori
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Nel 2008 c’è stato un incremento del 30 per cento di famiglie con due redditi che si rivolgono al numero verde della Provincia di Roma per chiedere aiuto perché indebitate o vittime di usurai. Nella Capitale sono poi stati sequestrati titoli bancari insoluti per 2,5 milioni di euro. E nello stesso anno il fenomeno è cresciuto nel Lazio del 9%.

Sono alcuni dei dati allarmanti dell’usura, che da 14 anni vede impegnata la Fondazione “Salus populi romani” nata su iniziativa della diocesi di Roma per contrastare il fenomeno e aiutare le persone colpite a venirne fuori. Nei giorni scorsi il cardinale vicario Agostino Vallini ha incontrato il Consiglio direttivo, chiedendo di presentare alle parrocchie la sua preziosa attività.

Nel 2008 sono stati effettuati 251 ascolti e sono state accolte 40 richieste di finanziamento per un importo globale di 513.400 euro, garantendole con fondi pubblici, fondi ecclesiali e regionali. La Fondazione aiuta le persone sovra indebitate o che, comunque, si trovano in gravi difficoltà economiche, ad accedere al credito legale, dando garanzia per loro.

In una lettera ai parroci di Roma, il cardinale scrive che «anche nella nostra città di Roma è presente “il fenomeno devastante dell’usura e dell’estorsione, che costituisce un’umiliante schiavitù”, come ha recentemente ricordato il Santo Padre. Dal 1995 opera, su iniziativa della Diocesi, la Fondazione “Salus populi romani” finalizzata al sostegno delle persone e delle famiglie vittime o a rischio di usura. Dall’inizio della sua attività questa Fondazione, che fa capo alla Caritas diocesana di Roma, ha concesso garanzie per i prestiti personali per un importo superiore a 5 milioni di euro».

«Recentemente – continua il cardinale – ho incontrato il Consiglio Direttivo, incoraggiandolo a rendere note presso le parrocchie di Roma l’esistenza e le attività della Fondazione “Salus populi romani”, che tanto si prodiga per aiutare coloro che si trovano in situazioni difficili e talvolta drammatiche. Le sarò molto grato se vorrà portare a conoscenza dei Suoi parrocchiani la Fondazione attraverso la documentazione che Le viene inviata». I parroci possono ritirarla unitamente alla lettera in Vicariato, nelle caselle di posta delle parrocchie.

«Confido vivamente nella sua collaborazione – conclude il cardinale – per sostenere questa importante iniziativa, che esprime quella testimonianza concreta della carità sulla quale l’intera diocesi rifletterà nel corso del prossimo anno pastorale».

23 luglio 2009

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