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Vampirismo, fenomeno in costante ascesa

Il fenomeno del vampirismo è in costante ascesa come mostrato dalla popolarità di film, serial televisivi e videogiochi sul tema, ma anche da recenti fatti di cronaca. Nei giorni scorsi, infatti, si è venuto a sapere che a Venezia il gestore di un locale era riuscito a radunare attorno a sé dei ragazzi tra i 17 e i 18 anni ai quali faceva bere addirittura il suo sangue…

Storicamente i primi richiami, seppur incerti, al vampirismo si riferiscono ad un’immagine demoniaca chiamata Lilith, uno spettro assetato di sangue e portatore di morte. Lilith, demone notturno, è un personaggio della mitologia ebraica con caratteristiche simili al vampiro, inteso come un essere che beve il sangue dei viventi. In questo si differenzia dall’accezione classica del vampiro, una creatura umana che dopo la morte diventa un revenant (non morto). Creatura dell’oscurità che tormenta il sonno degli uomini, storicamente proviene dall’articolato oltretomba mesopotamico, nel quale Lilu, con la sua serva Ardat Lili, entità succuba e lussuriosa, erano considerate espressione del peccato sessuale.

Lilith è rappresentata come una creatura malvagia e negativa, orrida nell’aspetto (“feto alato”), quasi sempre impegnata a produrre dolore e sofferenza. Molto spesso le viene attribuita la morte dei neonati, di cui si ciberebbe, o è indicata come la responsabile del rapimento degli stessi infanti che terrebbe vivi nel suo ventre.

Tale figura è mediata dalla tradizione greca e latina che già le riconosce la capacità di trasformarsi in uccello notturno ed è spesso associata a quella della strega che compie un omicidio rituale sui bambini.

Secondo le fonti medievali, le cause che potevano condurre un trapassato a diventare un vampiro e quindi un “non-morto”, potevano essere ricercate nella morte violenta o per annegamento, e comunque negli omicidi ad opera di ignoti; in questi casi il revenant era destinato a vagare alla ricerca di vendetta. La presenza di alcune particolarità fisiche, come il labbro leporino, voglie sul corpo e malformazioni, erano le “prove” dell’anormalità di un soggetto e quindi inconfutabili indicatori del suo probabile vampirismo.

La credenza dei vampiri si fonderebbe sull’antica tentazione dell’uomo di evocare l’aldilà. In un certo senso, il vampiro rappresenta ancora la rivolta di Satana che rifiuta la legge ineluttabile della morte bevendo sangue umano.

Il mito del vampiro moderno è da ricercare nella cultura folkloristica della Transilvania (nota regione della Romania) in un personaggio realmente esistito nel XV secolo, Vlad Tepes, “l’impalatore”, sovrano della Valacchia. Noto per la sua crudeltà, massacrava i suoi nemici lasciandoli agonizzanti su alti pali, posti addirittura intorno al tavolo da pranzo.

Il mito del vampiro emerge anche in alcuni inquietanti fatti del recente passato. Tra il 1913 e il 1929 Peter Kürten, denominato “Vampiro di Düssedorf”, uccide 9 persone e ne beve il sangue prima di venire giustiziato. John George Haigh (1909-1949), detto il “Vampiro”, prima di salire sul patibolo dice: «Gli uomini mi hanno condannato perché avevano paura di me (…) Ma io sono al di sopra, partecipo ad una vita superiore, e tutto quello che ho fatto, tutto ciò che essi chiamano delitti, l’ho compiuto perché ero guidato da una forza soprannaturale». Nel suo delirio racconta che ha iniziato bevendo il suo sangue, come nei «tempi favolosi in cui gli esseri traevano forza dal sangue umano». Poi uccide numerose persone nutrendosi del loro sangue e sciogliendone i corpi nell’acido solforico.

Ai nostri giorni la ricorrenza di Halloween, un coacervo di messaggi, tendenze e “cultura” neo-pagana, con il suo crescente successo, “pubblicizza” il vampirismo. Nella notte di Ognissanti negli Stati Uniti – ed ora sempre più anche in Europa – nugoli di bambini si vestono da fantasmi, mostri e vampiri bussando alle case del loro quartiere e pronunciano la fatidica frase “trick or treat” (che ad una traduzione superficiale è “dolcetto o scherzetto”, ma in realtà significa “sacrificio o maledizione”).

Un altro canale di diffusione molto seguito dai ragazzi è rappresentato dai famosissimi film, i numerosi libri, fumetti e giochi di ruolo. Tra questi il noto Vampire nel quale il giocatore si deve identificare nell’inappagabile desiderio di uccidere del vampiro e nella sua ambigua natura di creatura né viva né morta. Anche un altro famoso gioco presente su internet, Second Life, dà piena legittimità alla categoria “Vampiri” inserendola tra quella delle “Persone” e degli “Animali”.

Purtroppo è una triste realtà che alcune persone, in particolare le giovani generazioni, vengano adescate ed introdotte in devastanti gruppi settari proprio per mezzo del vampirismo, che quindi, a causa dei suoi aspetti nefasti e pericolosi, non può essere preso tanto a cuor leggero.

29 novembre 2012