{"id":23766,"date":"2009-03-16T00:00:00","date_gmt":"2009-03-15T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/la-scuola-si-fa-con-gli-insegnanti\/"},"modified":"2009-03-16T00:00:00","modified_gmt":"2009-03-15T23:00:00","slug":"la-scuola-si-fa-con-gli-insegnanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/la-scuola-si-fa-con-gli-insegnanti\/","title":{"rendered":"La scuola si fa con gli insegnanti"},"content":{"rendered":"<p>La Fondazione Giovanni Agnelli, istituto che ha lo scopo di \u00abapprofondire e diffondere la conoscenza delle condizioni da cui dipende il progresso dell\u2019Italia in campo economico, scientifico, sociale e culturale\u00bb (Statuto) ha recentemente pubblicato un importante <strong>\u201cRapporto sulla scuola in Italia\u201d<\/strong> (Laterza, Roma-Bari 2009). John Elkann, vicepresidente della Fondazione, spiega nella prefazione il motivo di questo interesse per la scuola: \u00abSi ritiene che [l\u2019Italia&#8221;> abbia un serio problema di rinnovamento delle proprie \u00e9lites. Da dove cominciare a cambiare le cose, se non da una migliore qualit\u00e0 della scuola?\u00bb (p. IX).<\/p>\n<p>Circa 25 anni fa un analogo rapporto \u2013 significativamente intitolato \u201cA Nation at Risk\u201d \u2013 lanci\u00f2 un grido di allarme negli Usa. La ricerca si chiedeva se le carenze del sistema educativo americano non stessero mettendo a rischio il futuro dell\u2019intero Paese. Ne nacque uno sforzo collettivo per indagare lo stato della scuola in America, e si produssero una serie di cambiamenti opportuni ed efficaci. Oggi ci si chiede qui da noi: la scuola italiana \u00e8 tanto inadeguata da mettere a rischio il futuro del nostro Paese? Senza rivelare nel dettagli ci\u00f2 che il lettore potr\u00e0 trovare leggendo il corposo e documentato volume (la ricerca ha coinvolto ben 30 ricercatori), si pu\u00f2 riassumere il pericolo intravisto dagli studiosi in due dati principali: l\u2019attuale scuola italiana acuisce il divario fra il Nord e il Sud e non riesce a valorizzare il merito, paralizzando cos\u00ec la mobilit\u00e0 sociale e rendendo assai difficile l\u2019emergere dei migliori.<\/p>\n<p>Il Rapporto si presenta come il primo di una serie annuale, e ci\u00f2 manifesta che la ricerca \u00e8 il frutto di una scelta tutt\u2019altro che estemporanea \u2013 come si potrebbe esser tentati di pensare, dato lo spazio occupato dalla scuola sui mass media di questi mesi \u2013 ma al contrario ben ponderata e orientata al medio periodo; scelta da approvare senza riserve, perch\u00e9 il futuro di tutti si fonda sulla formazione delle nuove generazioni. Non meno interessante \u00e8 il fatto che delle circa 250 pagine di testo, quelle centrali e pi\u00f9 numerose siano tutte dedicate agli insegnanti.<\/p>\n<p>Anche questa sembra infatti una scelta decisamente opportuna, perch\u00e9 la qualit\u00e0 della scuola dipende in larga misura dalla qualit\u00e0 dei suoi insegnanti. \u00abGli esercizi di ingegneria istituzionale, organizzativa e didattica \u2013 dichiara Andrea Gavosto, direttore della Fondazione e curatore della ricerca \u2013 non sono inutili per la nostra scuola, cos\u00ec come non lo \u00e8 la riflessione sui saperi scolastici e sui contenuti dei curricoli; senza buoni insegnanti, per\u00f2, i primi restano inerti e la seconda sterile\u00bb. In altre parole, per migliorare la scuola, bisogna lavorare in primo luogo sugli insegnanti. Senza cedimenti al gergo delle aziende, davvero gli insegnanti sono la prima e fondamentale \u00abrisorsa umana\u00bb della scuola. E bisogna dunque evitare lo \u201cspreco\u201d anche di queste risorse.<\/p>\n<p>Da un lato \u00e8 importante <strong>risollevare il prestigio sociale della professione<\/strong>, cos\u00ec pesantemente appannato, in modo che una nuova generazione di giovani motivati e ben preparati possa desiderare di intraprendere questa professione. L\u2019insegnamento \u2013 elementare o superiore che sia \u2013 non dovrebbe mai essere visto come un mediocre ripiego per laureati che non riescono ad emergere in altri settori professionali, bens\u00ec come opzione primaria, nobile e allettante. Parallelamente, occorre <strong>incentivare \u2013 nei modi giusti \u2013 coloro che gi\u00e0 operano nella scuola<\/strong>, affinch\u00e9 il loro servizio sia all\u2019altezza del compito e del nostro tempo. Temi delicati, ma imprescindibili. Si comprende perch\u00e9 ogni tentativo di riforma della scuola che cerchi di scavalcare il corpo docente invece che di far leva su di esso, \u00e8 destinato, se non al naufragio, quanto meno ad avere vita difficile.<\/p>\n<p>La <strong>Lettera \u201cEducare con speranza\u201d<\/strong> del cardinale Vicario Agostino Vallini, pubblicata poco prima che il Rapporto venisse reso pubblico, compie una scelta analoga a quella della ricerca e dimostra una piena consapevolezza del ruolo strategico degli insegnanti, perch\u00e9 si indirizza direttamente e principalmente a loro. La societ\u00e0 italiana percepisce l\u2019acuto bisogno di una scuola differente e migliore; la Chiesa non rimane insensibile alla questione, come gi\u00e0 la Lettera sul compito urgente dell\u2019educazione del Papa (gennaio 2008) aveva dimostrato, invitando i cristiani di Roma a rimboccarsi le maniche. La Lettera \u201cEducare con speranza\u201d indica il primo passo concreto da fare in questa direzione: <strong>valorizzare gli insegnanti, affinch\u00e9 diano il meglio di s\u00e9<\/strong> nel loro lavoro. Per la Chiesa di Roma prestare attenzione alla scuola vuol significare in primo luogo dedicare tempo e cura pastorale agli insegnanti. La Chiesa vuole ringraziarli per il loro compito, pieno di soddisfazioni, ma irto di difficolt\u00e0. Vuole far sentire loro il calore di un \u201cgrazie\u201d sincero, quel grazie che forse solo i bambini sanno ancora dir loro con un sorriso.<\/p>\n<p>Per il prossimo futuro si annunciano pesanti tagli di risorse finanziare per la scuola, e primi a farne le spese saranno proprio i docenti. Certamente alcuni insegnanti pigri, frustrati, demotivati e meritevoli di sanzioni nella scuola ci sono. Ma per fortuna, alla Chiesa non spetta il severo compito del giudice o del censore, bens\u00ec quello della madre e della maestra: la sua missione \u00e8 promuovere il bene che c\u2019\u00e8, rimotivare gli insegnanti stanchi, restituire fiducia a quelli tentati di tirare i remi in barca e ricordare a tutti che il loro compito \u00e8 straordinariamente delicato e prezioso. Se \u00abeducare con speranza\u00bb \u00e8 l\u2019obiettivo, <strong>seminare la speranza nel cuore degli insegnanti \u00e8 lo strumento<\/strong>. <\/p>\n<p>Certo, le condizioni di lavoro degli insegnanti sono oggettivamente difficili (solo un esempio: dal Rapporto emerge che mentre il guadagno medio dei laureati italiani aumenta in cinque anni di circa il 29%, quello degli insegnanti cresce solo dell\u20198,4%); ma prima ancora di tutelare gli interessi materiali degli insegnanti, l\u2019impegno pi\u00f9 urgente (e forse anche quello pi\u00f9 realistico) mi sembra quello di restituire alla professione docente quella dignit\u00e0 che oggi sembra quasi dissolta. Perch\u00e9 la scuola \u00e8 fatta, in primo luogo, dai suoi insegnanti: tutto il resto \u2013 strutture, libri, sussidi didattici\u2026 \u2013 viene dopo.<\/p>\n<p>\u00abSenza l\u2019intima convinzione che ogni singolo essere umano \u00e8 in se stesso un valore inestimabile, in quanto persona, e che \u00e8 possibile sperare in un futuro migliore, cercando di costruirlo, nessuno investirebbe la propria vita nell\u2019impegno educativo\u00bb, scrive ancora il cardinale Vallini. La Chiesa di Roma cerca di sostenere questa duplice convinzione, affinch\u00e9 ogni insegnante \u2013 che sia cattolico, diversamente credente o anche non credente, poco importa \u2013 possa dare il meglio di s\u00e9 nel suo lavoro. E questo \u00e8 certamente il primo passo verso una scuola migliore.<\/p>\n<p>16 marzo 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"autore\">di Filippo Morlacchi<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[347],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La scuola si fa con gli insegnanti - Archivio Storico RS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/la-scuola-si-fa-con-gli-insegnanti\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La scuola si fa con gli insegnanti - 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