{"id":24063,"date":"2009-05-22T00:00:00","date_gmt":"2009-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/discriminazioni-e-molestie-nei-rapporti-interpersonali\/"},"modified":"2009-05-22T00:00:00","modified_gmt":"2009-05-21T22:00:00","slug":"discriminazioni-e-molestie-nei-rapporti-interpersonali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/discriminazioni-e-molestie-nei-rapporti-interpersonali\/","title":{"rendered":"Discriminazioni e molestie nei rapporti interpersonali"},"content":{"rendered":"<p><strong>Discriminare<\/strong> significa indurre malessere in un&#8217;altra persona, negare la sua personalit\u00e0 e alterarla con pregiudizi generici o specifici che spesso offendono la sua dignit\u00e0. <strong>Stereotipie<\/strong> e <strong>pregiudizi<\/strong> sono duri a morire e ne nascono sempre nuovi coinvolgendo singole persone o un&#8217;intera collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel corso del processo di sviluppo e dell&#8217;acquisizione dell&#8217;identit\u00e0 personale, ciascuno di noi &#8211; maschio o femmina &#8211; affronta la sua \u00abnascita psicologica\u00bb in un groviglio di sensazioni ed emozioni, di non distinzione tra s\u00e9 e il mondo. Solo attraverso un complicato percorso mentale e relazionale si arriva ad articolare identificazioni e disidentificazioni, a stabilire i confini tra s\u00e9 e non s\u00e9, a distinguere tra padre e madre, maschile e femminile.<\/p>\n<p>Attraverso la <strong>socializzazione<\/strong> costruiamo la nostra identit\u00e0 e costruiamo il nostro modo di vivere i rapporti con gli altri. \u00c8 la positivit\u00e0 o meno delle nostre esperienze che favorisce una maggiore o minore soglia di tolleranza alla novit\u00e0 e a ci\u00f2 che \u00e8 diverso da noi; questo permetter\u00e0 nel tempo di accettare o meno un&#8217;altra persona dentro di noi.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitare che un essere umano, pur non provando nessuna attrazione fisica e mentale verso un altro essere umano, interagendo con luilei , possa sentire un &#8220;impulso&#8221; emotivo che glile faccia comunque desiderare di instaurare una relazione.<\/p>\n<p>Talvolta questo pu\u00f2 nascondere anche il desiderio di <strong>&#8220;esercitare un condizionamento sull&#8217;altro&#8221;<\/strong> a causa di oscuri bisogni personali. Il presupposto di ogni comportamento negativo \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 di riconoscere l\u2019altro come persona intera, separata e distinta da s\u00e9.<\/p>\n<p>Come in ogni <strong>manipolazione<\/strong>, la prima tappa consiste nel far credere all&#8217;interlocutore che \u00e8 libero, anche se si tratta di un&#8217;azione ingannevole, che priva della libert\u00e0 chi la subisce. Non si tratta, in questo caso, di discutere da pari a pari, ma di assoggettare, mentre si preclude all&#8217;interlocutore di prendere coscienza del processo, impedendogli di discutere o di opporre resistenza. Si toglie alla vittima la capacit\u00e0 di difesa, la si priva di qualunque senso critico, eliminando cos\u00ec ogni possibilit\u00e0 di ribellione.<\/p>\n<p>Il fenomeno del <strong>mobbing<\/strong> di cui oggi si parla tanto ( talvolta anche a sproposito ) \u00e8 proprio un processo in cui si mira ad annullare l&#8217;altro non riconoscendogli alcuna dignit\u00e0 di giudizio o di azione. \u00c8 una sorta di &#8220;fagocitazione&#8221; della identit\u00e0 altrui per presunti timori di aggressione alla propria identit\u00e0 instabile.<\/p>\n<p>La <strong>donna<\/strong> \u00e8 ancora oggi oggetto di molestia e di discriminazione soprattutto per le competenze che non le vengono riconosciute o per presunte inadeguatezze. Il rapporto molesto si mette in atto in due fasi: una di seduzione perversa, l&#8217;altra di violenza palese.<\/p>\n<p>La prima fase tramite un <strong>processo seduttivo<\/strong>. \u00c8 una fase preparatoria, nel corso della quale la vittima viene destabilizzata e perde a poco a poco la fiducia in se stessa. Prima di tutto bisogna sedurla, poi influenzarla per imporle, da ultimo, il proprio ascendente, privandola cos\u00ec di ogni frammento di libert\u00e0. La seduzione consiste nell&#8217;attrarre irresistibilmente. \u00c8 una seduzione narcisistica: si cerca d\u00ec esercitare fascino senza lasciarsi coinvolgere.<\/p>\n<p>Se dovessimo tracciare un ipotetico <strong>identikit del persecutore<\/strong>, possiamo fare alcune ipotesi che partono sempre dalla bassa &#8220;autostima mascherata&#8221; di questi personaggi. Ununa uomodonna che non si ama e che ha paura di non essere amatoa, utilizzer\u00e0 strumenti di seduzione, ostentando forza, ricchezza o potere che in realt\u00e0 non ha, in questo modo attirer\u00e0 a se solo il tipo di donneuomini dalle quali in realt\u00e0 fugge, perch\u00e9 incapaci di apprezzarloa per la sua vera natura. Le donneuomini che sono attratte solo dalle cose che luilei ostenta, hanno pi\u00f9 problemi di autostima di luilei.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di meno attraente per una donnauomo costruttiva, di un uomodonna che recita delle parti. L&#8217;uomodonna distruttivoa verr\u00e0 tradito o lasciato e si convincer\u00e0 che le donneuomini sono tutte infedeli e inaffidabili, in realt\u00e0 solo quelle che luilei ha saputo meritarsi, lo sono state con luilei.<\/p>\n<p>Per sfuggire al senso del vuoto, i <strong>narcisisti<\/strong> diventano affabili e simpatici, seducono, insomma, sicuri di contare sugli affetti altrui e sulla recettivit\u00e0 di tutti nei confronti della bellezza e del fascino, ma soprattutto della disinvoltura e dell&#8217;autostima esibite a tutto campo. I narcisisti temono ogni confronto e vogliono che tra s\u00e9 e loro ci sia sempre un divario incolmabile, al fine di perpetuare l&#8217;ammirazione. Si pongono verso il pubblico certi di avere un privilegio aristocratico che li fa appartenere a un club per pochi eletti, lasciando il \u00abvolgo\u00bb nello spazio plaudente dell&#8217;anonimato.<\/p>\n<p>Quella dei narcisisti \u00e8 quindi un&#8217;\u00abinvidia nera\u00bb, un atteggiamento distaccato e ipercritico che li fa essere sprezzanti e cattivi con coloro che li \u00abadorano\u00bb, per la consapevolezza di esserne in qualche modo dipendenti, di essere in bal\u00eca del loro consenso, venendo a mancare il quale il proprio S\u00e9-grandioso sarebbe costretto a ridimensionarsi, con schricchiolii e crolli probabili quanto temuti.<\/p>\n<p>Nella strategia perversa non bisogna distruggere l&#8217;altro all&#8217;inizio, ma sottometterlo a poco a poco e tenerlo a disposizione. L&#8217;importante \u00e8 <strong>conservare il potere ed esercitare il controllo<\/strong>. Le manovre sono dapprima insignificanti, ma diventano sempre pi\u00fa violente se il partner si oppone.<\/p>\n<p>Le vittime descrivono, tutte, difficolt\u00e0 a concentrarsi su un&#8217;attivit\u00e0 quando il loro persecutore \u00e8 nelle vicinanze. Questi d\u00e0 all&#8217;osservatore l&#8217;impressione di essere del tutto innocente. Si instaura un grande scompenso tra il suo agio apparente e il malessere e la sofferenza delle vittime, che si lamentano, a questo stadio, di sentirsi soffocate, di non poter fare niente da sole. Descrivono la sensazione di non avere spazio per pensare.<\/p>\n<p>Uno degli effetti pi\u00f9 evidenti nel comportamento di chi ha schemi mentali rigidi, \u00e8 la sua perenne insoddisfazione; gli schemi mentali determinano il giudizio quasi ossessivo di ogni cosa e lo sviluppo di aspettative. Ogni volta che si creano aspettative in funzione dei propri schemi mentali, si corre il facile rischio che queste vengano disattese, soprattutto se le aspettative riguardano il comportamento che altre persone dovrebbero avere scaricando su di loro il peso e la responsabilit\u00e0 della propria insoddisfazione<\/p>\n<p><strong>I soggetti distruttivi generano disordine e infelicit\u00e0<\/strong> e utilizzano tutta la loro energia per cercare continuamente nuove coperture per le loro paure non risolte. A volte diventano talmente esperti e bravi nel coprire le loro profonde voragini che appaiono come persone perfette, bravissime, buone, amabili e generose.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile riconoscerle, spesso sono attori bravissimi, capaci di recitare parti difficilissime. L&#8217;unica cosa certa \u00e8 che le loro azioni, anche se apparentemente giuste, determinano sempre una effettiva riduzione dell&#8217;ordine nel sistema in cui agiscono. Attaccare identit\u00e0 altrui \u00e9 l&#8217;illusione di essere padroni di ogni situazione e di poter incidere sul destino di un altro. Proprio quella forza che sanno di non avere e che li rende prigionieri di un castello di sabbia.<\/p>\n<p>Per fare un\u2019opportuna differenziazione, i soggetti <strong>costruttivi<\/strong> &#8211; nella loro solitudine pi\u00f9 intima &#8211;  sono comunque felici. Tendono a dare il meglio di se stessi in ogni cosa che fanno, anche la pi\u00f9 banale, collaborando attivamente ad ogni fenomeno costruttivo.<\/p>\n<p>Uno dei segreti di chi \u00e8 felice, oltre a quello di avere schemi mentali elastici, \u00e8 di <strong>non avere mai aspettative la cui soddisfazione dipende da ci\u00f2 che altri possono o debbono fare<\/strong>. Non avere aspettative non significa essere rassegnati, bens\u00ec essere liberi dalle paure che possono impedire che le aspettative stesse vengano soddisfatte.<\/p>\n<p>Soltanto famiglie dove siano chiari i ruoli e siano presenti processi comunicativi costruttivi, possono creare persone capaci di vivere serenamente la propria affettivit\u00e0 e di costruire una identit\u00e0 stabile e armoniosa. E proprio negli intrecci familiari che purtroppo si mettono in moto i meccanismi patogeni che creano &#8220;vittime e persecutori&#8221; in un gioco senza fine.<\/p>\n<p>22 maggio 2009<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><span class=\"autore\">di Angelo Peluso<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[353],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Discriminazioni e molestie nei rapporti interpersonali - Archivio Storico RS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/discriminazioni-e-molestie-nei-rapporti-interpersonali\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Discriminazioni e molestie nei rapporti interpersonali - 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