{"id":25314,"date":"2010-06-16T00:00:00","date_gmt":"2010-06-15T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/le-virtu-sono-radicate-nella-natura-umana\/"},"modified":"2010-06-16T00:00:00","modified_gmt":"2010-06-15T22:00:00","slug":"le-virtu-sono-radicate-nella-natura-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/le-virtu-sono-radicate-nella-natura-umana\/","title":{"rendered":"\u00abLe virt\u00f9 sono radicate nella natura umana\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle,<br \/>\noggi vorrei continuare la presentazione di san Tommaso d\u2019Aquino, un teologo di tale valore che lo studio del suo pensiero \u00e8 stato esplicitamente raccomandato dal Concilio Vaticano II in due documenti, il decreto Optatam totius, sulla formazione al sacerdozio, e la dichiarazione Gravissimum educationis, che tratta dell\u2019educazione cristiana. Del resto, gi\u00e0 nel 1880 il Papa Leone XIII, suo grande estimatore e promotore di studi tomistici, volle dichiarare san Tommaso Patrono delle Scuole e delle Universit\u00e0 Cattoliche.<\/p>\n<p>Il motivo principale di questo apprezzamento risiede non solo nel contenuto del suo insegnamento, ma anche nel metodo da lui adottato, soprattutto la sua nuova sintesi e distinzione tra filosofia e teologia. I Padri della Chiesa si trovavano confrontati con diverse filosofie di tipo platonico, nelle quali si presentava una visione completa del mondo e della vita, includendo la questione di Dio e della religione. Nel confronto con queste filosofie, loro stessi avevano elaborato una visione completa della realt\u00e0, partendo dalla fede e usando elementi del platonismo, per rispondere alle questioni essenziali degli uomini. Questa visione, basata sulla rivelazione biblica ed elaborata con un platonismo corretto alla luce della fede, essi la chiamavano la &#8220;filosofia nostra&#8221;. La parola &#8220;filosofia&#8221; non era quindi espressione di un sistema puramente razionale e, come tale, distinto dalla fede, ma indicava una visione complessiva della realt\u00e0, costruita nella luce della fede, ma fatta propria e pensata dalla ragione; una visione che, certo, andava oltre le capacit\u00e0 proprie della ragione, ma che, come tale, era anche soddisfacente per essa.<\/p>\n<p>Per san Tommaso l&#8217;incontro con la filosofia pre-cristiana di Aristotele (morto circa nel 322 a.C.) apriva una prospettiva nuova. La filosofia aristotelica era, ovviamente, una filosofia elaborata senza conoscenza dell\u2019Antico e del Nuovo Testamento, una spiegazione del mondo senza rivelazione, per la sola ragione. E questa razionalit\u00e0 conseguente era convincente. Cos\u00ec la vecchia forma della &#8220;filosofia nostra&#8221; dei Padri non funzionava pi\u00f9. La relazione tra filosofia e teologia, tra fede e ragione, era da ripensare. Esisteva una &#8220;filosofia&#8221; completa e convincente in se stessa, una razionalit\u00e0 precedente la fede, e poi la &#8220;teologia&#8221;, un pensare con la fede e nella fede. La questione pressante era questa: il mondo della razionalit\u00e0, la filosofia pensata senza Cristo, e il mondo della fede sono compatibili? Oppure si escludono? Non mancavano elementi che affermavano l&#8217;incompatibilit\u00e0 tra i due mondi, ma san Tommaso era fermamente convinto della loro compatibilit\u00e0 &#8211; anzi che la filosofia elaborata senza conoscenza di Cristo quasi aspettava la luce di Ges\u00f9 per essere completa.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 stata la grande &#8220;sorpresa&#8221; di san Tommaso, che ha determinato il suo cammino di pensatore. Mostrare questa indipendenza di filosofia e teologia e, nello stesso tempo, la loro reciproca relazionalit\u00e0 \u00e8 stata la missione storica del grande maestro. E cos\u00ec si capisce che, nel XIX secolo, quando si dichiarava fortemente l&#8217;incompatibilit\u00e0 tra ragione moderna e fede, Papa Leone XIII indic\u00f2 san Tommaso come guida nel dialogo tra l&#8217;una e l&#8217;altra. Nel suo lavoro teologico, san Tommaso suppone e concretizza questa relazionalit\u00e0. La fede consolida, integra e illumina il patrimonio di verit\u00e0 che la ragione umana acquisisce. La fiducia che san Tommaso accorda a questi due strumenti della conoscenza \u2013 la fede e la ragione \u2013 pu\u00f2 essere ricondotta alla convinzione che entrambe provengono dall\u2019unica sorgente di ogni verit\u00e0, il Logos divino, che opera sia nell\u2019ambito della creazione, sia in quello della redenzione.<\/p>\n<p>Insieme con l&#8217;accordo tra ragione e fede, si deve riconoscere, d&#8217;altra parte, che esse si avvalgono di procedimenti conoscitivi differenti. La ragione accoglie una verit\u00e0 in forza della sua evidenza intrinseca, mediata o immediata; la fede, invece, accetta una verit\u00e0 in base all\u2019autorit\u00e0 della Parola di Dio che si rivela. Scrive san Tommaso al principio della sua Summa Theologiae: &#8220;Duplice \u00e8 l\u2019ordine delle scienze; alcune procedono da principi conosciuti mediante il lume naturale della ragione, come la matematica, la geometria e simili; altre procedono da principi conosciuti mediante una scienza superiore: come la prospettiva procede da principi conosciuti mediante la geometria e la musica da principi conosciuti mediante la matematica. E in questo modo la sacra dottrina (cio\u00e8 la teologia) \u00e8 scienza perch\u00e9 procede dai principi conosciuti attraverso il lume di una scienza superiore, cio\u00e8 la scienza di Dio e dei santi&#8221; (I, q. 1, a. 2).<\/p>\n<p>Questa distinzione assicura l\u2019autonomia tanto delle scienze umane, quanto delle scienze teologiche. Essa per\u00f2 non equivale a separazione, ma implica piuttosto una reciproca e vantaggiosa collaborazione. La fede, infatti, protegge la ragione da ogni tentazione di sfiducia nelle proprie capacit\u00e0, la stimola ad aprirsi a orizzonti sempre pi\u00f9 vasti, tiene viva in essa la ricerca dei fondamenti e, quando la ragione stessa si applica alla sfera soprannaturale del rapporto tra Dio e uomo, arricchisce il suo lavoro. Secondo san Tommaso, per esempio, la ragione umana pu\u00f2 senz\u2019altro giungere all\u2019affermazione dell\u2019esistenza di un unico Dio, ma solo la fede, che accoglie la Rivelazione divina, \u00e8 in grado di attingere al mistero dell\u2019Amore di Dio Uno e Trino.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, non \u00e8 soltanto la fede che aiuta la ragione. Anche la ragione, con i suoi mezzi, pu\u00f2 fare qualcosa di importante per la fede, rendendole un triplice servizio che san Tommaso riassume nel proemio del suo commento al De Trinitate di Boezio: &#8220;Dimostrare i fondamenti della fede; spiegare mediante similitudini le verit\u00e0 della fede; respingere le obiezioni che si sollevano contro la fede&#8221; (q. 2, a. 2). Tutta la storia della teologia \u00e8, in fondo, l\u2019esercizio di questo impegno dell\u2019intelligenza, che mostra l\u2019intelligibilit\u00e0 della fede, la sua articolazione e armonia interna, la sua ragionevolezza e la sua capacit\u00e0 di promuovere il bene dell\u2019uomo. La correttezza dei ragionamenti teologici e il loro reale significato conoscitivo si basano sul valore del linguaggio teologico, che \u00e8, secondo san Tommaso, principalmente un linguaggio analogico. La distanza tra Dio, il Creatore, e l&#8217;essere delle sue creature \u00e8 infinita; la dissimilitudine \u00e8 sempre pi\u00f9 grande che la similitudine (cfr DS 806). Ciononostante, in tutta la differenza tra Creatore e creatura, esiste un&#8217;analogia tra l&#8217;essere creato e l&#8217;essere del Creatore, che ci permette di parlare con parole umane su Dio.<\/p>\n<p>San Tommaso ha fondato la dottrina dell\u2019analogia, oltre che su argomentazioni squisitamente filosofiche, anche sul fatto che con la Rivelazione Dio stesso ci ha parlato e ci ha, dunque, autorizzato a parlare di Lui. Ritengo importante richiamare questa dottrina. Essa, infatti, ci aiuta a superare alcune obiezioni dell\u2019ateismo contemporaneo, il quale nega che il linguaggio religioso sia fornito di un significato oggettivo, e sostiene invece che abbia solo un valore soggettivo o semplicemente emotivo. Questa obiezione risulta dal fatto che il pensiero positivistico \u00e8 convinto che l&#8217;uomo non conosce l&#8217;essere, ma solo le funzioni sperimentabili della realt\u00e0. Con san Tommaso e con la grande tradizione filosofica noi siamo convinti, che, in realt\u00e0, l&#8217;uomo non conosce solo le funzioni, oggetto delle scienze naturali, ma conosce qualcosa dell&#8217;essere stesso &#8211; per esempio conosce la persona, il Tu dell&#8217;altro, e non solo l&#8217;aspetto fisico e biologico del suo essere.<\/p>\n<p>Alla luce di questo insegnamento di san Tommaso, la teologia afferma che, per quanto limitato, il linguaggio religioso \u00e8 dotato di senso &#8211; perch\u00e9 tocchiamo l\u2019essere -, come una freccia che si dirige verso la realt\u00e0 che significa. Questo accordo fondamentale tra ragione umana e fede cristiana \u00e8 ravvisato in un altro principio basilare del pensiero dell\u2019Aquinate: la Grazia divina non annulla, ma suppone e perfeziona la natura umana. Quest\u2019ultima, infatti, anche dopo il peccato, non \u00e8 completamente corrotta, ma ferita e indebolita. La Grazia, elargita da Dio e comunicata attraverso il Mistero del Verbo incarnato, \u00e8 un dono assolutamente gratuito con cui la natura viene guarita, potenziata e aiutata a perseguire il desiderio innato nel cuore di ogni uomo e di ogni donna: la felicit\u00e0. Tutte le facolt\u00e0 dell\u2019essere umano vengono purificate, trasformate ed elevate dalla Grazia divina.<\/p>\n<p>Un\u2019importante applicazione di questa relazione tra la natura e la Grazia si ravvisa nella teologia morale di san Tommaso d\u2019Aquino, che risulta di grande attualit\u00e0. Al centro del suo insegnamento in questo campo, egli pone la legge nuova, che \u00e8 la legge dello Spirito Santo. Con uno sguardo profondamente evangelico, insiste sul fatto che questa legge \u00e8 la Grazia dello Spirito Santo data a tutti coloro che credono in Cristo. A tale Grazia si unisce l\u2019insegnamento scritto e orale delle verit\u00e0 dottrinali e morali, trasmesso dalla Chiesa. San Tommaso, sottolineando il ruolo fondamentale, nella vita morale, dell\u2019azione dello Spirito Santo, della Grazia, da cui scaturiscono le virt\u00f9 teologali e morali, fa comprendere che ogni cristiano pu\u00f2 raggiungere le alte prospettive del &#8220;Sermone della Montagna&#8221; se vive un rapporto autentico di fede in Cristo, se si apre all\u2019azione del suo Santo Spirito. Per\u00f2 \u2013 aggiunge l\u2019Aquinate \u2013 &#8220;anche se la grazia \u00e8 pi\u00f9 efficace della natura, tuttavia la natura \u00e8 pi\u00f9 essenziale per l\u2019uomo&#8221; (Summa Theologiae, Ia, q. 29, a. 3), per cui, nella prospettiva morale cristiana, c\u2019\u00e8 un posto per la ragione, la quale \u00e8 capace di discernere la legge morale naturale. La ragione pu\u00f2 riconoscerla considerando ci\u00f2 che \u00e8 bene fare e ci\u00f2 che \u00e8 bene evitare per il conseguimento di quella felicit\u00e0 che sta a cuore a ciascuno, e che impone anche una responsabilit\u00e0 verso gli altri, e, dunque, la ricerca del bene comune. In altre parole, le virt\u00f9 dell\u2019uomo, teologali e morali, sono radicate nella natura umana. La Grazia divina accompagna, sostiene e spinge l\u2019impegno etico ma, di per s\u00e9, secondo san Tommaso, tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cio\u00e8 emanate dalle autorit\u00e0 civili e politiche per regolare la convivenza umana.<\/p>\n<p>Quando la legge naturale e la responsabilit\u00e0 che essa implica sono negate, si apre drammaticamente la via al relativismo etico sul piano individuale e al totalitarismo dello Stato sul piano politico. La difesa dei diritti universali dell\u2019uomo e l\u2019affermazione del valore assoluto della dignit\u00e0 della persona postulano un fondamento. Non \u00e8 proprio la legge naturale questo fondamento, con i valori non negoziabili che essa indica? Il Venerabile Giovanni Paolo II scriveva nella sua Enciclica Evangelium vitae parole che rimangono di grande attualit\u00e0: &#8220;Urge dunque, per l&#8217;avvenire della societ\u00e0 e lo sviluppo di una sana democrazia, riscoprire l&#8217;esistenza di valori umani e morali essenziali e nativi, che scaturiscono dalla verit\u00e0 stessa dell&#8217;essere umano, ed esprimono e tutelano la dignit\u00e0 della persona: valori, pertanto, che nessun individuo, nessuna maggioranza e nessuno Stato potranno mai creare, modificare o distruggere, ma dovranno solo riconoscere, rispettare e promuovere&#8221; (n. 71).<\/p>\n<p>In conclusione, Tommaso ci propone un concetto della ragione umana largo e fiducioso: largo perch\u00e9 non \u00e8 limitato agli spazi della cosiddetta ragione empirico-scientifica, ma aperto a tutto l\u2019essere e quindi anche alle questioni fondamentali e irrinunciabili del vivere umano; e fiducioso perch\u00e9 la ragione umana, soprattutto se accoglie le ispirazioni della fede cristiana, \u00e8 promotrice di una civilt\u00e0 che riconosce la dignit\u00e0 della persona, l&#8217;intangibilit\u00e0 dei suoi diritti e la cogenza dei suoi doveri. Non sorprende che la dottrina circa la dignit\u00e0 della persona, fondamentale per il riconoscimento dell\u2019inviolabilit\u00e0 dei diritti dell\u2019uomo, sia maturata in ambienti di pensiero che hanno raccolto l\u2019eredit\u00e0 di san Tommaso d\u2019Aquino, il quale aveva un concetto altissimo della creatura umana. La defin\u00ec, con il suo linguaggio rigorosamente filosofico, come &#8220;ci\u00f2 che di pi\u00f9 perfetto si trova in tutta la natura, cio\u00e8 un soggetto sussistente in una natura razionale&#8221; (Summa Theologiae, Ia, q. 29, a. 3).<\/p>\n<p>La profondit\u00e0 del pensiero di san Tommaso d\u2019Aquino sgorga \u2013 non dimentichiamolo mai \u2013 dalla sua fede viva e dalla sua piet\u00e0 fervorosa, che esprimeva in preghiere ispirate, come questa in cui chiede a Dio: &#8220;Concedimi, ti prego, una volont\u00e0 che ti cerchi, una sapienza che ti trovi, una vita che ti piaccia, una perseveranza che ti attenda con fiducia e una fiducia che alla fine giunga a possederti&#8221;.<\/p>\n<p>[i&#8221;>Copyright Libreria Editrice Vaticana[\/i&#8221;><\/p>\n<p>16 giugno 2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell&#8217;udienza del mercoled\u00ec, Papa Benedetto XVI riprende la presentazione di San Tommaso d&#8217;Aquino, \u00abun teologo di tale valore che lo studio del suo pensiero \u00e8 stato esplicitamente raccomandato dal Concilio Vaticano II\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[351],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - 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