{"id":26114,"date":"2011-03-28T00:00:00","date_gmt":"2011-03-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/leredita-mariana-di-papa-wojtyla\/"},"modified":"2011-03-28T00:00:00","modified_gmt":"2011-03-27T22:00:00","slug":"leredita-mariana-di-papa-wojtyla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/leredita-mariana-di-papa-wojtyla\/","title":{"rendered":"L&#8217;eredit\u00e0 mariana di Papa Wojtyla"},"content":{"rendered":"<p>Gli anni 1965-1975 sono stati gli anni dell\u2019inverno mariano: sembrava che improvvisamente tanti (troppi!) facessero a gara nell\u2019emarginare la Madonna per ridare (cos\u00ec si diceva) la centralit\u00e0 a Ges\u00f9 Cristo. Il discorso era semplicemente pretestuoso, perch\u00e9 il Figlio e la Madre non sono alternativi ma correlativi. E Giovanni Paolo II ha ridato a Maria il suo posto nella Chiesa accanto a Ges\u00f9! \u00c8 partendo da Ges\u00f9, infatti, che si scopre Maria; \u00e8 partendo da Ges\u00f9, che si avverte la presenza della Madre e la sua ineliminabile missione: che non \u00e8 quella di sostituirsi al Figlio bens\u00ec quella di portarci a Lui! In Giovanni Paolo II c\u2019\u00e8 stata una caratteristica, una tonalit\u00e0, una sensibilit\u00e0 tutta particolare in rapporto alla presenza e alla missione della Madonna.<\/p>\n<p>Il suo stemma episcopale e pontificale era una vera carta d\u2019identit\u00e0: la \u00abM\u00bb, che si stagliava sullo sfondo azzurro, veniva commentata dal grido del figlio verso la Madre: \u00abTotus tuus\u00bb. Com\u2019\u00e8 bello tutto questo: bello umanamente e bello cristianamente! Scrutando i passi e i gesti, meditando i discorsi e i documenti di Giovanni Paolo II si avverte che l\u2019affetto per Maria era una sorgente d\u2019ispirazione che caratterizzava il suo cammino nella sequela di Ges\u00f9. Il 4 giugno 1979, come primo Papa-pellegrino a Jasna G\u00f2ra, Egli affid\u00f2 la Chiesa a Maria, pronunciando parole commosse e toccanti: \u00abQuanti problemi avrei dovuto, o Madre, presentarti in questo incontro, elencandoli ad uno ad uno. Li affido tutti a Te, perch\u00e9 Tu li conosci meglio di noi e di tutti prendi cura. Lo faccio nel luogo della grande consacrazione, dal quale si abbraccia non soltanto la Polonia, ma tutta la Chiesa nelle diramazioni dei paesi e dei continenti: tutta la Chiesa nel Tuo Cuore materno. La Chiesa intera, di cui sono il primo servitore, Ti offro e affido qui con immensa fiducia, o Madre\u00bb.<\/p>\n<p>Nel Suo itinerario instancabile attraverso i vari continenti, il Papa ha sempre tenuto lo sguardo fisso su Maria: da Lei ha imparato e annunciato la bellezza della fedelt\u00e0 al Signore e al Suo Vangelo; da Lei ha ascoltato e trasmesso la speranza del Magnificat; da Lei ha appreso l\u2019orientamento cristologico di tutta l\u2019attivit\u00e0 pastorale, perch\u00e9 Maria continuamente ci ripete: \u00abQualunque cosa Ges\u00f9 vi dir\u00e0, fatela!\u00bb (Gv 2, 5). A questo punto diventa chiaro e commovente il gesto del Papa che, dopo il drammatico attentato del 13 maggio 1981, va a Fatima a ringraziare la Madre, consegnandoLe la pallottola mortale, che per\u00f2 non \u00e8 riuscita ad uccidere; il continuo pellegrinaggio del Papa verso i Santuari mariani, dove \u00absi \u00e8 come contagiati dalla fede di Maria\u00bb (Lettera per il VII centenario lauretano); il gesto del Papa, che stringe tra le mani la corona del Rosario per sentirsi aggrappato alla solidit\u00e0 e alla tenerezza della Madre; la fedelt\u00e0 alla recita dell\u2019 \u00abAngelus\u00bb che il Papa ha portato sulle piazze, sui monti e nei crocicchi del mondo intero.<\/p>\n<p>Il 13 maggio del 2000 mi trovavo a Fatima: custodisco ancora nel cuore l\u2019emozione del momento in cui il Santo Padre Giovanni Paolo II beatific\u00f2 i due pastorelli di Fatima, Giacinta e Francesco, alla presenza della terza pastorella, Lucia, e alla presenza di una folla sterminata di pellegrini provenienti (molti a piedi!) da tutto il Portogallo e dagli angoli pi\u00f9 remoti della terra (ricordo di aver salutato una famiglia proveniente dalla Terra del Fuoco!). Come mi appariva meravigliosamente vero il Magnificat di Maria! Come mi appariva palpabile e verificabile il canto di lode, che passa di generazione in generazione! Nella immensa spianata della \u00abCova di Iria\u00bb, un mare di volti illuminati dal sole formava un cuore solo che si muoveva come una sola onda baciata dal Soffio Divino dello Spirito: era il popolo dei \u00abpiccoli\u00bb, al quale apparteneva Maria e del quale Ella aveva parlato nel Magnificat; era il popolo degli \u00abumili\u00bb, della gente che aveva dormito all\u2019aperto perch\u00e9 non poteva permettersi il lusso di pagare una camera d\u2019albergo. Ma in quel momento quel popolo degli \u00abumili\u00bb sentiva chiaramente di essere il \u00abcompimento\u00bb delle parole pronunciate da Maria nel suo \u00abMagnificat\u00bb. E l\u2019emozione divenne sorpresa quando, terminata la cerimonia di beatificazione dei due Pastorelli, prese la parola il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato di Sua Santit\u00e0, e, a nome del Papa, annunci\u00f2 che il pellegrinaggio aveva anche \u00abil valore di un rinnovato gesto di gratitudine verso la Madonna per la protezione a Lui accordata durante questi anni di pontificato. Una protezione che sembra toccare anche la cosiddetta terza parte del &#8220;segreto&#8221; di Fatima\u00bb. \u00abLa visione di Fatima &#8211; aggiunse il cardinale Sodano &#8211; riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei contro la Chiesa e i cristiani e descrive l\u2019immane sofferenza dei testimoni della fede dell\u2019ultimo secolo del secondo millennio. \u00c8 una interminabile Via Crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo\u00bb. \u00abDopo l\u2019attentato del 13 maggio 1981, a Sua Santit\u00e0 &#8211; disse ancora il cardinale Sodano &#8211; apparve chiaro che era stata &#8220;una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola&#8221;, permettendo al &#8220;Papa agonizzante&#8221; di fermarsi &#8220;sulla soglia della morte&#8221; (Giovanni Paolo II, Meditazione con i Vescovi italiani dal Policlinico Gemelli, in: Insegnamenti, vol. XVII\/1, 1994, p. 1061).<\/p>\n<p>In occasione di un passaggio da Roma dell\u2019allora vescovo di Leiria-Fatima, il Papa decise di consegnargli la pallottola, che era rimasta nella jeep dopo l\u2019attentato, perch\u00e9 fosse custodita nel Santuario. Per iniziativa del Vescovo essa fu poi incastonata nella corona della statua della Madonna di Fatima. I successivi avvenimenti del 1989 hanno portato, sia in Unione Sovietica che in numerosi Paesi dell\u2019Est, alla caduta del regime comunista, che propugnava l\u2019ateismo. Anche per questo il Sommo Pontefice ringrazia dal profondo del cuore la Vergine Santissima\u00bb. \u00abPer consentire ai fedeli di meglio recepire il messaggio della Vergine di Fatima, il Papa &#8211; concluse il Cardinale &#8211; ha affidato alla Congregazione per la Dottrina della Fede il compito di rendere pubblica la terza parte del \u2019segreto\u2019, dopo averne preparato un opportuno commento\u00bb. Era finalmente giunto il momento di conoscere la \u00abterza parte del segreto di Fatima!\u00bb. E infatti il testo di suor Lucia di Fatima, che descrive una visione del 13 luglio 1917, \u00e8 stato pubblicato poche settimane dopo l\u2019annuncio del cardinale Sodano. Il significato del terzo segreto di Fatima fu chiaro a partire dal 13 maggio 1981, giorno dell\u2019attentato in Piazza San Pietro. E, soprattutto, a partire dal 25 marzo 1984. Infatti, rispondendo all\u2019invito consegnato dalla Madonna ai tre pastorelli di Fatima il 13 luglio 1917, Giovanni Paolo II consacr\u00f2 la Russia al Cuore Immacolato di Maria nel giorno della festa dell\u2019Annunciazione, cio\u00e8 il 25 marzo 1984: il fatto, ad occhi superficiali, poteva sembrare un semplice gesto di devozione. Invece&#8230; un anno dopo, in Russia va al potere Michail Gorbaciov ed inizia il pacifico processo di autodemolizione dell\u2019impero del comunismo ateo: qualcosa di incredibile, di impensabile, di imprevedibile! E l\u20198 dicembre 1991, festa dell\u2019Immacolata Concezione di Maria, in una riunione dei leader delle pi\u00f9 importanti repubbliche dell\u2019Urss viene deciso lo smantellamento dell\u2019Unione Sovietica: il fatto stup\u00ec il mondo intero e lasci\u00f2 tutti con il fiato sospeso. Come era stato possibile? Lo stesso Michail Gorbaciov, ricordando quell\u20198 dicembre memorabile, ha confidato: \u00abAncora oggi non riesco a capire quello che pass\u00f2 per la testa dei deputati russi, ucraini e bielorussi in quell\u20198 dicembre 1991\u00bb (\u00abCorriere della Sera\u00bb, 30 dicembre 2001). Ma se osserviamo attentamente la data, scorgiamo attraverso questo ricamo di eventi una mano delicata e decisa: la mano materna di Maria!<\/p>\n<p>Ma le sorprese non sono finite. Il 25 dicembre 1991, festa della Nascita di Ges\u00f9 dalla Vergine Maria, viene ammainata la bandiera rossa dal Cremlino e termina ufficialmente l\u2019esperimento comunista, che ha insanguinato l\u2019Europa (e oltre!) per settanta anni. Questi fatti non hanno bisogno di alcun commento: bisogna soltanto restare in silenzio e ringraziare Maria con l\u2019affetto filiale, che abbiamo visto negli occhi e abbiamo sentito nella voce di Giovanni Paolo II. Vorrei aggiungere una osservazione. I \u00abfatti\u00bb di Fatima non furono la ragione della devozione mariana di Giovanni Paolo II: sarebbe un terribile travisamento pensare questo, poich\u00e9 \u00e8 vero il contrario. La devozione mariana di Giovanni Paolo II, infatti, \u00e8 la ragione e la spiegazione dei \u00abfatti\u00bb di Fatima: e non viceversa. Cio\u00e8: poich\u00e9 il Papa amava Maria e a Lei aveva detto \u00abTotus tuus\u00bb, Maria gli ha fatto sentire, attraverso la vicenda di Fatima, tutta la verit\u00e0 e la tenerezza della sua maternit\u00e0. La ragione della devozione mariana di Giovanni Paolo II, pertanto, era anteriore a Fatima (al legame, cio\u00e8, tra l\u2019attentato e la parola consegnata dalla Madonna ai pastorelli) e indipendente da Fatima. La devozione mariana del Papa era totalmente fondata sul Vangelo, sulla Parola di Dio. Nella Lettera apostolica \u201cTertio millennio adveniente\u201d Egli scrisse: \u00abLa risposta di Maria all\u2019angelico messaggio \u00e8 univoca: &#8220;Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto&#8221; (Lc 1, 38). Mai tanto dipese, come allora, dal consenso dell\u2019umana creatura\u00bb (T.M.A. 2). Anche in questo (nell\u2019indicarci la ragione vera e non facoltativa della devozione Mariana), Giovanni Paolo II \u00e8 stato un uomo fedele, un servo autentico e coraggioso della verit\u00e0, cos\u00ec come i Vangeli ce l\u2019hanno consegnata. Per questo motivo oggi la nostra gratitudine \u00e8 ancora pi\u00f9 forte e pi\u00f9 convinta. E ogni volta che stringiamo la corona del Santo Rosario e recitiamo l\u2019Ave Maria, esca dal nostro cuore un\u2019esclamazione spontanea: \u00abTotus tuus, Maria!\u00bb. \u00c8 l\u2019eredit\u00e0 mariana, che ci ha lasciato Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>* arciprete della basilica di San Pietro e vicario del Papa per la Citt\u00e0 del Vaticano<\/p>\n<p>28 marzo 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contributo del cardinale Comastri: Giovanni Paolo II ha ridato il suo posto a Maria nella Chiesa accanto a Ges\u00f9. 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