{"id":26203,"date":"2011-04-21T00:00:00","date_gmt":"2011-04-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/entrare-nella-volonta-di-dio-non-e-schiavitu\/"},"modified":"2011-04-21T00:00:00","modified_gmt":"2011-04-20T22:00:00","slug":"entrare-nella-volonta-di-dio-non-e-schiavitu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/entrare-nella-volonta-di-dio-non-e-schiavitu\/","title":{"rendered":"\u00abEntrare nella volont\u00e0 di Dio non \u00e8 schiavit\u00f9\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle,<br \/>\nsiamo ormai giunti al cuore della Settimana Santa, compimento del cammino quaresimale. Domani entreremo nel Triduo Pasquale, i tre giorni santi in cui la Chiesa fa memoria del mistero della passione, morte e risurrezione di Ges\u00f9. Il Figlio di Dio, dopo essersi fatto uomo in obbedienza al Padre, divenendo in tutto simile a noi eccetto il peccato (cfr Eb 4,15), ha accettato di compiere fino in fondo la sua volont\u00e0, di affrontare per amore nostro la passione e la croce, per farci partecipi della sua risurrezione, affinch\u00e9 in Lui e per Lui possiamo vivere per sempre, nella consolazione e nella pace. Vi esorto pertanto ad accogliere questo mistero di salvezza, a partecipare intensamente al Triduo pasquale, fulcro dell\u2019intero anno liturgico e momento di particolare grazia per ogni cristiano; vi invito a cercare in questi giorni il raccoglimento e la preghiera, cos\u00ec da attingere pi\u00f9 profondamente a questa sorgente di grazia. A tale proposito, in vista delle imminenti festivit\u00e0, ogni cristiano \u00e8 invitato a celebrare il sacramento della Riconciliazione, momento di speciale adesione alla morte e risurrezione di Cristo, per poter partecipare con maggiore frutto alla Santa Pasqua.<\/p>\n<p>Il Gioved\u00ec Santo \u00e8 il giorno in cui si fa memoria dell\u2019istituzione dell\u2019Eucaristia e del Sacerdozio ministeriale. In mattinata, ciascuna comunit\u00e0 diocesana, radunata nella Chiesa Cattedrale attorno al Vescovo, celebra la Messa crismale, nella quale vengono benedetti il sacro Crisma, l\u2019Olio dei catecumeni e l\u2019Olio degli infermi. A partire dal Triduo pasquale e per l\u2019intero anno liturgico, questi Oli verranno adoperati per i Sacramenti del Battesimo, della Confermazione, delle Ordinazioni sacerdotale ed episcopale e dell\u2019Unzione degli Infermi; in ci\u00f2 si evidenzia come la salvezza, trasmessa dai segni sacramentali, scaturisca proprio dal Mistero pasquale di Cristo; infatti, noi siamo redenti con la sua morte e risurrezione e, mediante i Sacramenti, attingiamo a quella medesima sorgente salvifica. Durante la Messa crismale, domani, avviene anche il rinnovo delle promesse sacerdotali. Nel mondo intero, ogni sacerdote rinnova gli impegni che si \u00e8 assunto nel giorno dell\u2019Ordinazione, per essere totalmente consacrato a Cristo nell\u2019esercizio del sacro ministero a servizio dei fratelli. Accompagniamo i nostri sacerdoti con la nostra preghiera.<\/p>\n<p>Nel pomeriggio del Gioved\u00ec Santo inizia effettivamente il Triduo pasquale, con la memoria dell\u2019Ultima Cena, nella quale Ges\u00f9 istitu\u00ec il Memoriale della sua Pasqua, dando compimento al rito pasquale ebraico. Secondo la tradizione, ogni famiglia ebrea, radunata a mensa nella festa di Pasqua, mangia l\u2019agnello arrostito, facendo memoria della liberazione degli Israeliti dalla schiavit\u00f9 d\u2019Egitto; cos\u00ec nel cenacolo, consapevole della sua morte imminente, Ges\u00f9, vero Agnello pasquale, offre s\u00e9 stesso per la nostra salvezza (cfr 1Cor 5,7). Pronunciando la benedizione sul pane e sul vino, Egli anticipa il sacrificio della croce e manifesta l\u2019intenzione di perpetuare la sua presenza in mezzo ai discepoli: sotto le specie del pane e del vino, Egli si rende presente in modo reale col suo corpo donato e col suo sangue versato. Durante l\u2019Ultima Cena, gli Apostoli vengono costituiti ministri di questo Sacramento di salvezza; ad essi Ges\u00f9 lava i piedi (cfr Gv 13,1-25), invitandoli ad amarsi gli uni gli altri come Lui li ha amati, dando la vita per loro. Ripetendo questo gesto nella Liturgia, anche noi siamo chiamati a testimoniare fattivamente l\u2019amore del nostro Redentore.<\/p>\n<p>Il Gioved\u00ec Santo, infine, si chiude con l\u2019Adorazione eucaristica, nel ricordo dell\u2019agonia del Signore nell\u2019orto del Getsemani. Lasciato il cenacolo, Egli si ritir\u00f2 a pregare, da solo, al cospetto del Padre. In quel momento di comunione profonda, i Vangeli raccontano che Ges\u00f9 speriment\u00f2 una grande angoscia, una sofferenza tale da fargli sudare sangue (cfr Mt 26,38). Nella consapevolezza della sua imminente morte in croce, Egli sente una grande angoscia e la vicinanza della morte. In questa situazione, appare anche un elemento di grande importanza per tutta la Chiesa. Ges\u00f9 dice ai suoi: rimanete qui e vigilate; e questo appello alla vigilanza concerne proprio questo momento di angoscia, di minaccia, nella quale arriver\u00e0 il traditore, ma concerne tutta la storia della Chiesa. E&#8217; un messaggio permanente per tutti i tempi, perch\u00e9 la sonnolenza dei discepoli era non solo il problema di quel momento, ma \u00e8 il problema di tutta la storia. La questione \u00e8 in che cosa consiste questa sonnolenza, in che cosa consisterebbe la vigilanza alla quale il Signore ci invita. Direi che la sonnolenza dei discepoli lungo la storia \u00e8 una certa insensibilit\u00e0 dell&#8217;anima per il potere del male, un\u2019insensibilit\u00e0 per tutto il male del mondo. Noi non vogliamo lasciarci turbare troppo da queste cose, vogliamo dimenticarle: pensiamo che forse non sar\u00e0 cos\u00ec grave, e dimentichiamo. E non \u00e8 soltanto insensibilit\u00e0 per il male, mentre dovremmo vegliare per fare il bene, per lottare per la forza del bene. \u00c8 insensibilit\u00e0 per Dio: questa \u00e8 la nostra vera sonnolenza; questa insensibilit\u00e0 per la presenza di Dio che ci rende insensibili anche per il male. Non sentiamo Dio &#8211; ci disturberebbe &#8211; e cos\u00ec non sentiamo, naturalmente, anche la forza del male e rimaniamo sulla strada della nostra comodit\u00e0. L&#8217;adorazione notturna del Gioved\u00ec Santo, l&#8217;essere vigili col Signore, dovrebbe essere proprio il momento per farci riflettere sulla sonnolenza dei discepoli, dei difensori di Ges\u00f9, degli apostoli, di noi, che non vediamo, non vogliamo vedere tutta la forza del male, e che non vogliamo entrare nella sua passione per il bene, per la presenza di Dio nel mondo, per l&#8217;amore del prossimo e di Dio.<\/p>\n<p>Poi, il Signore comincia a pregare. I tre apostoli &#8211; Pietro, Giacomo, Giovanni &#8211; dormono, ma qualche volta si svegliano e sentono il ritornello di questa preghiera del Signore: &#8220;Non la mia volont\u00e0, ma la tua sia realizzata&#8221;. Che cos&#8217;\u00e8 questa mia volont\u00e0, che cos&#8217;\u00e8 questa tua volont\u00e0, di cui parla il Signore? La mia volont\u00e0 \u00e8 &#8220;che non dovrebbe morire&#8221;, che gli sia risparmiato questo calice della sofferenza: \u00e8 la volont\u00e0 umana, della natura umana, e Cristo sente, con tutta la consapevolezza del suo essere, la vita, l&#8217;abisso della morte, il terrore del nulla, questa minaccia della sofferenza. E Lui pi\u00f9 di noi, che abbiamo questa naturale avversione contro la morte, questa paura naturale della morte, ancora pi\u00f9 di noi, sente l&#8217;abisso del male. Sente, con la morte, anche tutta la sofferenza dell&#8217;umanit\u00e0. Sente che tutto questo \u00e8 il calice che deve bere, deve far bere a se stesso, accettare il male del mondo, tutto ci\u00f2 che \u00e8 terribile, l\u2019avversione contro Dio, tutto il peccato. E possiamo capire come Ges\u00f9, con la sua anima umana, sia terrorizzato davanti a questa realt\u00e0, che percepisce in tutta la sua crudelt\u00e0: la mia volont\u00e0 sarebbe non bere il calice, ma la mia volont\u00e0 \u00e8 subordinata alla tua volont\u00e0, alla volont\u00e0 di Dio, alla volont\u00e0 del Padre, che \u00e8 anche la vera volont\u00e0 del Figlio. E cos\u00ec Ges\u00f9 trasforma, in questa preghiera, l\u2019avversione naturale, l\u2019avversione contro il calice, contro la sua missione di morire per noi; trasforma questa sua volont\u00e0 naturale in volont\u00e0 di Dio, in un &#8220;s\u00ec&#8221; alla volont\u00e0 di Dio. L&#8217;uomo di per s\u00e9 \u00e8 tentato di opporsi alla volont\u00e0 di Dio, di avere l\u2019intenzione di seguire la propria volont\u00e0, di sentirsi libero solo se \u00e8 autonomo; oppone la propria autonomia contro l\u2019eteronomia di seguire la volont\u00e0 di Dio. Questo \u00e8 tutto il dramma dell&#8217;umanit\u00e0. Ma in verit\u00e0 questa autonomia \u00e8 sbagliata e questo entrare nella volont\u00e0 di Dio non \u00e8 un\u2019opposizione a s\u00e9, non \u00e8 una schiavit\u00f9 che violenta la mia volont\u00e0, ma \u00e8 entrare nella verit\u00e0 e nell&#8217;amore, nel bene. E Ges\u00f9 tira la nostra volont\u00e0, che si oppone alla volont\u00e0 di Dio, che cerca l&#8217;autonomia, tira questa nostra volont\u00e0 in alto, verso la volont\u00e0 di Dio. Questo \u00e8 il dramma della nostra redenzione, che Ges\u00f9 tira in alto la nostra volont\u00e0, tutta la nostra avversione contro la volont\u00e0 di Dio e la nostra avversione contro la morte e il peccato, e la unisce con la volont\u00e0 del Padre: &#8220;Non la mia volont\u00e0 ma la tua&#8221;. In questa trasformazione del &#8220;no&#8221; in &#8220;s\u00ec&#8221;, in questo inserimento della volont\u00e0 creaturale nella volont\u00e0 del Padre, Egli trasforma l&#8217;umanit\u00e0 e ci redime. E ci invita a entrare in questo suo movimento: uscire dal nostro &#8220;no&#8221; ed entrare nel &#8220;s\u00ec&#8221; del Figlio. La mia volont\u00e0 c&#8217;\u00e8, ma decisiva \u00e8 la volont\u00e0 del Padre, perch\u00e9 questa \u00e8 la verit\u00e0 e l&#8217;amore.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento di questa preghiera mi sembra importante. I tre testimoni hanno conservato &#8211; come appare nella Sacra Scrittura &#8211; la parola ebraica o aramaica con la quale il Signore ha parlato al Padre, lo ha chiamato: &#8220;Abb\u00e0&#8221;, padre. Ma questa formula, &#8220;Abb\u00e0&#8221;, \u00e8 una forma familiare del termine padre, una forma che si usa solo in famiglia, che non si \u00e8 mai usata nei confronti di Dio. Qui vediamo nell&#8217;intimo di Ges\u00f9 come parla in famiglia, parla veramente come Figlio col Padre. Vediamo il mistero trinitario: il Figlio che parla col Padre e redime l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ancora un\u2019osservazione. La Lettera agli Ebrei ci ha dato una profonda interpretazione di questa preghiera del Signore, di questo dramma del Getsemani. Dice: queste lacrime di Ges\u00f9, questa preghiera, queste grida di Ges\u00f9, questa angoscia, tutto questo non \u00e8 semplicemente una concessione alla debolezza della carne, come si potrebbe dire. Proprio cos\u00ec realizza l&#8217;incarico del Sommo Sacerdote, perch\u00e9 il Sommo Sacerdote deve portare l&#8217;essere umano, con tutti i suoi problemi e le sofferenze, all&#8217;altezza di Dio. E la Lettera agli Ebrei dice: con tutte queste grida, lacrime, sofferenze, preghiere, il Signore ha portato la nostra realt\u00e0 a Dio (cfr Eb 5,7ss). E usa questa parola greca &#8220;prosferein&#8221;, che \u00e8 il termine tecnico per quanto deve fare il Sommo Sacerdote per offrire, per portare in alto le sue mani.<\/p>\n<p>Proprio in questo dramma del Getsemani, dove sembra che la forza di Dio non sia pi\u00f9 presente, Ges\u00f9 realizza la funzione del Sommo Sacerdote. E dice inoltre che in questo atto di obbedienza, cio\u00e8 di conformazione della volont\u00e0 naturale umana alla volont\u00e0 di Dio, viene perfezionato come sacerdote. E usa di nuovo la parola tecnica per ordinare sacerdote. Proprio cos\u00ec diventa realmente il Sommo Sacerdote dell&#8217;umanit\u00e0 e apre cos\u00ec il cielo e la porta alla risurrezione.<\/p>\n<p>Se riflettiamo su questo dramma del Getsemani, possiamo anche vedere il grande contrasto tra Ges\u00f9 con la sua angoscia, con la sua sofferenza, in confronto con il grande filosofo Socrate, che rimane pacifico, senza perturbazione davanti alla morte. E sembra questo l&#8217;ideale. Possiamo ammirare questo filosofo, ma la missione di Ges\u00f9 era un&#8217;altra. La sua missione non era questa totale indifferenza e libert\u00e0; la sua missione era portare in s\u00e9 tutta la nostra sofferenza, tutto il dramma umano. E perci\u00f2 proprio questa umiliazione del Getsemani \u00e8 essenziale per la missione dell&#8217;Uomo-Dio. Egli porta in s\u00e9 la nostra sofferenza, la nostra povert\u00e0, e la trasforma secondo la volont\u00e0 di Dio. E cos\u00ec apre le porte del cielo, apre il cielo: questa tenda del Santissimo, che finora l\u2019uomo ha chiuso contro Dio, \u00e8 aperta per questa sua sofferenza e obbedienza. Queste alcune osservazioni per il Gioved\u00ec Santo, per la nostra celebrazione della notte del Gioved\u00ec Santo.<\/p>\n<p>Il Venerd\u00ec Santo faremo memoria della passione e della morte del Signore; adoreremo Cristo Crocifisso, parteciperemo alle sue sofferenze con la penitenza e il digiuno. Volgendo &#8220;lo sguardo a colui che hanno trafitto&#8221; (cfr Gv 19,37), potremo attingere dal suo cuore squarciato che effonde sangue ed acqua come da una sorgente; da quel cuore da cui scaturisce l\u2019amore di Dio per ogni uomo riceviamo il suo Spirito. Accompagniamo quindi nel Venerd\u00ec Santo anche noi Ges\u00f9 che sale il Calvario, lasciamoci guidare da Lui fino alla croce, riceviamo l\u2019offerta del suo corpo immolato. Infine, nella notte del Sabato Santo, celebreremo la solenne Veglia Pasquale, nella quale ci \u00e8 annunciata la risurrezione di Cristo, la sua vittoria definitiva sulla morte che ci interpella ad essere in Lui uomini nuovi. Partecipando a questa santa Veglia, la Notte centrale di tutto l\u2019Anno Liturgico, faremo memoria del nostro Battesimo, nel quale anche noi siamo stati sepolti con Cristo, per poter con Lui risorgere e partecipare al banchetto del cielo (cfr Ap 19,7-9).<\/p>\n<p>Cari amici, abbiamo cercato di comprendere lo stato d\u2019animo con cui Ges\u00f9 ha vissuto il momento della prova estrema, per cogliere ci\u00f2 che orientava il suo agire. Il criterio che ha guidato ogni scelta di Ges\u00f9 durante tutta la sua vita \u00e8 stata la ferma volont\u00e0 di amare il Padre, di essere uno col Padre, e di essergli fedele; questa decisione di corrispondere al suo amore lo ha spinto ad abbracciare, in ogni singola circostanza, il progetto del Padre, a fare proprio il disegno di amore affidatogli di ricapitolare ogni cosa in Lui, per ricondurre a Lui ogni cosa. Nel rivivere il santo Triduo, disponiamoci ad accogliere anche noi nella nostra vita la volont\u00e0 di Dio, consapevoli che nella volont\u00e0 di Dio, anche se appare dura, in contrasto con le nostre intenzioni, si trova il nostro vero bene, la via della vita. La Vergine Madre ci guidi in questo itinerario, e ci ottenga dal suo Figlio divino la grazia di poter spendere la nostra vita per amore di Ges\u00f9, nel servizio dei fratelli. Grazie.<\/p>\n<p>[i&#8221;>Copyright Libreria Editrice Vaticana[\/i&#8221;><\/p>\n<p>20 aprile 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Santo Padre Benedetto XVI, nella tradizionale catechesi del mercoled\u00ec, si sofferma a riflettere sul Triduo Pasquale, compimento dell&#8217;itinerario quaresimale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[351],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>\u00abEntrare nella volont\u00e0 di Dio non \u00e8 schiavit\u00f9\u00bb - Archivio Storico RS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/entrare-nella-volonta-di-dio-non-e-schiavitu\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"\u00abEntrare nella volont\u00e0 di Dio non \u00e8 schiavit\u00f9\u00bb - 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