{"id":27167,"date":"2012-02-01T00:00:00","date_gmt":"2012-01-31T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/il-papa-dobbiamo-affidarci-di-piu-alla-provvidenza\/"},"modified":"2012-02-01T00:00:00","modified_gmt":"2012-01-31T23:00:00","slug":"il-papa-dobbiamo-affidarci-di-piu-alla-provvidenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/il-papa-dobbiamo-affidarci-di-piu-alla-provvidenza\/","title":{"rendered":"Il Papa: dobbiamo affidarci di pi\u00f9 alla Provvidenza"},"content":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p><strong>oggi vorrei parlare della preghiera di Ges\u00f9<\/strong> al Getsemani, al Giardino degli Ulivi. Lo scenario della narrazione evangelica di questa preghiera \u00e8 particolarmente significativo. Ges\u00f9 si avvia al Monte degli Ulivi, dopo l&#8217;Ultima Cena, mentre sta pregando insieme con i suoi discepoli. Narra l\u2019Evangelista Marco: \u00abDopo aver cantato l\u2019inno, uscirono verso il monte degli Ulivi\u00bb (14,26). Si allude probabilmente al canto di alcuni Salmi dell&#8217;hall\u00e8l con i quali si ringrazia Dio per la liberazione del popolo dalla schiavit\u00f9 e si chiede il suo aiuto per le difficolt\u00e0 e le minacce sempre nuove del presente. Il percorso fino al Getsemani \u00e8 costellato di espressioni di Ges\u00f9 che fanno sentire incombente il suo destino di morte e annunciano l&#8217;imminente dispersione dei discepoli. <\/p>\n<p><strong>Giunti al podere sul Monte degli Ulivi, anche<\/strong> quella notte Ges\u00f9 si prepara alla preghiera personale. Ma questa volta avviene qualcosa di nuovo: sembra non voglia restare solo. Molte volte Ges\u00f9 si ritirava in disparte dalla folla e dagli stessi discepoli, sostando \u00abin luoghi deserti\u00bb (cfr Mc 1,35) o salendo \u00absul monte\u00bb, dice san Marco (cfr Mc 6,46). Al Getsemani, invece, egli invita Pietro, Giacomo e Giovanni a stargli pi\u00f9 vicino. Sono i discepoli che ha chiamato ad essere con Lui sul monte della Trasfigurazione (cfr Mc 9,2-13). Questa vicinanza dei tre durante la preghiera al Getsemani \u00e8 significativa. Anche in quella notte Ges\u00f9 pregher\u00e0 il Padre \u00abda solo\u00bb, perch\u00e9 il suo rapporto con Lui \u00e8 del tutto unico e singolare: \u00e8 il rapporto del Figlio Unigenito. Si direbbe, anzi, che soprattutto in quella notte nessuno possa veramente avvicinarsi al Figlio, che si presenta al Padre nella sua identit\u00e0 assolutamente unica, esclusiva. Ges\u00f9 per\u00f2, pur giungendo \u00abda solo\u00bb nel punto in cui si fermer\u00e0 a pregare, vuole che almeno tre discepoli rimangano non lontani, in una relazione pi\u00f9 stretta con Lui. Si tratta di una vicinanza spaziale, una richiesta di solidariet\u00e0 nel momento in cui sente approssimarsi la morte, ma \u00e8 soprattutto una vicinanza nella preghiera, per esprimere, in qualche modo, la sintonia con Lui, nel momento in cui si appresta a compiere fino in fondo la volont\u00e0 del Padre, ed \u00e8 un invito ad ogni discepolo a seguirlo nel cammino della Croce. L\u2019Evangelista Marco narra: \u00abPrese con s\u00e9 Pietro, Giacomo e Giovanni e cominci\u00f2 a sentire paura e angoscia. Disse loro: &#8220;La mia anima \u00e8 triste fino alla morte. Restate qui e vegliate&#8221;\u00bb (14,33-34).<\/p>\n<p><strong>Nella parola che rivolge ai tre, Ges\u00f9, ancora una<\/strong> volta, si esprime con il linguaggio dei Salmi: \u00abLa mia anima \u00e8 triste\u00bb, una espressione del Salmo 43 (cfr Sal 43,5). La dura determinazione \u00abfino alla morte\u00bb, poi, richiama una situazione vissuta da molti degli inviati di Dio nell\u2019Antico Testamento ed espressa nella loro preghiera. Non di rado, infatti, seguire la missione loro affidata significa trovare ostilit\u00e0, rifiuto, persecuzione. Mos\u00e8 sente in modo drammatico la prova che subisce mentre guida il popolo nel deserto, e dice a Dio: \u00abNon posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; \u00e8 troppo pesante per me. Se mi devi trattare cos\u00ec, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi\u00bb (Nm 11,14-15). Anche per il profeta Elia non \u00e8 facile portare avanti il servizio a Dio e al suo popolo. Nel Primo Libro dei Re si narra: \u00abEgli s\u2019inoltr\u00f2 nel deserto una giornata di cammino e and\u00f2 a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: &#8220;Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perch\u00e9 io non sono migliore dei miei padri&#8221;\u00bb (19,4).<\/p>\n<p><strong>Le parole di Ges\u00f9 ai tre discepoli che vuole<\/strong> vicini durante la preghiera al Getsemani, rivelano come Egli provi paura e angoscia in quell&#8217;\u00abOra\u00bb, sperimenti l\u2019ultima profonda solitudine proprio mentre il disegno di Dio si sta attuando. E in tale paura e angoscia di Ges\u00f9 \u00e8 ricapitolato tutto l&#8217;orrore dell&#8217;uomo davanti alla propria morte, la certezza della sua inesorabilit\u00e0 e la percezione del peso del male che lambisce la nostra vita.<\/p>\n<p><strong>Dopo l\u2019invito a restare e a vegliare in preghiera<\/strong> rivolto ai tre, Ges\u00f9 \u00abda solo\u00bb si rivolge al Padre. L\u2019Evangelista Marco narra che Egli \u00abandato un po\u2019 innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell\u2019ora\u00bb (14,35). Ges\u00f9 cade faccia a terra: \u00e8 una posizione della preghiera che esprime l\u2019obbedienza alla volont\u00e0 del Padre, l\u2019abbandonarsi con piena fiducia a Lui. E\u2019 un gesto che si ripete all\u2019inizio della Celebrazione della Passione, il Venerd\u00ec Santo, come pure nella professione monastica e nelle Ordinazioni diaconale, presbiterale ed episcopale, per esprimere, nella preghiera, anche corporalmente, l\u2019affidarsi completo a Dio, il confidare in Lui. Poi Ges\u00f9 chiede al Padre che, se fosse possibile, passasse via da lui quest\u2019ora. Non \u00e8 solo la paura e l\u2019angoscia dell\u2019uomo davanti alla morte, ma \u00e8 lo sconvolgimento del Figlio di Dio che vede la terribile massa del male che dovr\u00e0 prendere su di S\u00e9 per superarlo, per privarlo di potere.<\/p>\n<p><strong>Cari amici, anche noi, nella preghiera dobbiamo essere<\/strong> capaci di portare davanti a Dio le nostre fatiche, la sofferenza di certe situazioni, di certe giornate, l\u2019impegno quotidiano di seguirlo, di essere cristiani, e anche il peso del male che vediamo in noi e attorno a noi, perch\u00e9 Egli ci dia speranza, ci faccia sentire la sua vicinanza, ci doni un po\u2019 di luce nel cammino della vita.<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9 continua la sua preghiera: \u00abAbb\u00e0! Padre! Tutto<\/strong> \u00e8 possibile a te: allontana da me questo calice! Per\u00f2 non ci\u00f2 che voglio io, ma ci\u00f2 che vuoi tu\u00bb (Mc 14,36). In questa invocazione ci sono tre passaggi rivelatori. All&#8217;inizio abbiamo il raddoppiamento del termine con cui Ges\u00f9 si rivolge a Dio: \u00abAbb\u00e0! Padre!\u00bb (Mc 14,36a). Sappiamo bene che la parola aramaica Abb\u00e0 \u00e8 quella che veniva usata dal bambino per rivolgersi al pap\u00e0 ed esprime quindi il rapporto di Ges\u00f9 con Dio Padre, un rapporto di tenerezza, di affetto, di fiducia, di abbandono. Nella parte centrale dell&#8217;invocazione c\u2019\u00e8 il secondo elemento: la consapevolezza dell&#8217;onnipotenza del Padre \u2013 \u00abtutto \u00e8 possibile a te\u00bb -, che introduce una richiesta in cui, ancora una volta, appare il dramma della volont\u00e0 umana di Ges\u00f9 davanti alla morte e al male: \u00aballontana da me questo calice!\u00bb. Ma c\u2019\u00e8 la terza espressione della preghiera di Ges\u00f9 ed \u00e8 quella decisiva, in cui la volont\u00e0 umana aderisce pienamente alla volont\u00e0 divina. Ges\u00f9, infatti, conclude dicendo con forza: \u00abPer\u00f2 non ci\u00f2 che voglio io, ma ci\u00f2 che vuoi tu\u00bb (Mc 14,36c). Nell&#8217;unit\u00e0 della persona divina del Figlio la volont\u00e0 umana trova la sua piena realizzazione nell\u2019abbandono totale dell\u2019Io al Tu del Padre, chiamato Abb\u00e0. San Massimo il Confessore afferma che dal momento della creazione dell\u2019uomo e della donna, la volont\u00e0 umana \u00e8 orientata a quella divina ed \u00e8 proprio nel &#8220;s\u00ec&#8221; a Dio che la volont\u00e0 umana \u00e8 pienamente libera e trova la sua realizzazione. Purtroppo, a causa del peccato, questo &#8220;s\u00ec&#8221; a Dio si \u00e8 trasformato in opposizione: Adamo ed Eva hanno pensato che il &#8220;no&#8221; a Dio fosse il vertice della libert\u00e0, l\u2019essere pienamente se stessi. Ges\u00f9 al Monte degli Ulivi riporta la volont\u00e0 umana al &#8220;s\u00ec&#8221; pieno a Dio; in Lui la volont\u00e0 naturale \u00e8 pienamente integrata nell\u2019orientamento che le d\u00e0 la Persona Divina. Ges\u00f9 vive la sua esistenza secondo il centro della sua Persona: il suo essere Figlio di Dio. La sua volont\u00e0 umana \u00e8 attirata dentro l\u2019Io del Figlio, che si abbandona totalmente al Padre. Cos\u00ec Ges\u00f9 ci dice che solo nel conformare la propria volont\u00e0 a quella divina, l\u2019essere umano arriva alla sua vera altezza, diventa &#8220;divino&#8221;; solo uscendo da s\u00e9, solo nel &#8220;s\u00ec&#8221; a Dio, si realizza il desiderio di Adamo, di noi tutti, quello di essere completamente liberi. E\u2019 ci\u00f2 che Ges\u00f9 compie al Getsemani: trasferendo la volont\u00e0 umana nella volont\u00e0 divina nasce il vero uomo, e noi siamo redenti.<\/p>\n<p><strong>Il Compendio del Catechismo della Chiesa<\/strong> Cattolica insegna sinteticamente: \u00abLa preghiera di Ges\u00f9 durante la sua agonia nell&#8217;Orto del Getsemani e le sue ultime parole sulla Croce rivelano la profondit\u00e0 della sua preghiera filiale: Ges\u00f9 porta a compimento il disegno d&#8217;amore del Padre e prende su di s\u00e9 tutte le angosce dell&#8217;umanit\u00e0, tutte le domande e le intercessioni della storia della salvezza. Egli le presenta al Padre che le accoglie e le esaudisce, al di l\u00e0 di ogni speranza, risuscitandolo dai morti\u00bb (n. 543). Davvero \u00abin nessun&#8217;altra parte della Sacra Scrittura guardiamo cos\u00ec profondamente dentro il mistero interiore di Ges\u00f9 come nella preghiera sul Monte degli Ulivi\u00bb (Ges\u00f9 di Nazaret II, 177).<\/p>\n<p><strong>Cari fratelli e sorelle, ogni giorno nella<\/strong> preghiera del Padre nostro noi chiediamo al Signore: \u00absia fatta la tua volont\u00e0, come in cielo cos\u00ec in terra\u00bb (Mt 6,10). Riconosciamo, cio\u00e8, che c&#8217;\u00e8 una volont\u00e0 di Dio con noi e per noi, una volont\u00e0 di Dio sulla nostra vita, che deve diventare ogni giorno di pi\u00f9 il riferimento del nostro volere e del nostro essere; riconosciamo poi che \u00e8 nel &#8220;cielo&#8221; dove si fa la volont\u00e0 di Dio e che la &#8220;terra&#8221; diventa &#8220;cielo&#8221;, luogo della presenza dell\u2019amore, della bont\u00e0, della verit\u00e0, della bellezza divina, solo se in essa viene fatta la volont\u00e0 di Dio. Nella preghiera di Ges\u00f9 al Padre, in quella notte terribile e stupenda del Getsemani, la &#8220;terra&#8221; \u00e8 diventata &#8220;cielo&#8221;; la &#8220;terra&#8221; della sua volont\u00e0 umana, scossa dalla paura e dall\u2019angoscia, \u00e8 stata assunta dalla sua volont\u00e0 divina, cos\u00ec che la volont\u00e0 di Dio si \u00e8 compiuta sulla terra. E questo \u00e8 importante anche nella nostra preghiera: dobbiamo imparare ad affidarci di pi\u00f9 alla Provvidenza divina, chiedere a Dio la forza di uscire da noi stessi per rinnovargli il nostro &#8220;s\u00ec&#8221;, per ripetergli \u00absia fatta la tua volont\u00e0\u00bb, per conformare la nostra volont\u00e0 alla sua. E\u2019 una preghiera che dobbiamo fare quotidianamente, perch\u00e9 non sempre \u00e8 facile affidarci alla volont\u00e0 di Dio, ripetere il &#8220;s\u00ec&#8221; di Ges\u00f9, il &#8220;s\u00ec&#8221; di Maria. I racconti evangelici del Getsemani mostrano dolorosamente che i tre discepoli, scelti da Ges\u00f9 per essergli vicino, non furono capaci di vegliare con Lui, di condividere la sua preghiera, la sua adesione al Padre e furono sopraffatti dal sonno. Cari amici, domandiamo al Signore di essere capaci di vegliare con Lui in preghiera, di seguire la volont\u00e0 di Dio ogni giorno anche se parla di Croce, di vivere un\u2019intimit\u00e0 sempre pi\u00f9 grande con il Signore, per portare in questa \u00abterra\u00bb un po\u2019 del \u00abcielo\u00bb di Dio. Grazie.<\/p>\n<p>1 febbraio 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"immagine_sx\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.romasette.it\/uploads\/img4bcefbafcbecf.jpg\"\/>Nell&#8217;udienza generale che si \u00e8 svolta in Vaticano dedicata alla preghiera di Ges\u00f9 nel Getsemani Benedetto XVI ha evidenziato che la \u00abvolont\u00e0 di Dio deve diventare ogni giorno di pi\u00f9 il riferimento del nostro volere\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[351],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Papa: dobbiamo affidarci di pi\u00f9 alla Provvidenza - Archivio Storico RS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/il-papa-dobbiamo-affidarci-di-piu-alla-provvidenza\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Papa: dobbiamo affidarci di pi\u00f9 alla Provvidenza - 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