{"id":28071,"date":"2012-09-12T00:00:00","date_gmt":"2012-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/il-papa-da-cristiani-non-si-puo-essere-pessimisti\/"},"modified":"2012-09-12T00:00:00","modified_gmt":"2012-09-11T22:00:00","slug":"il-papa-da-cristiani-non-si-puo-essere-pessimisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/il-papa-da-cristiani-non-si-puo-essere-pessimisti\/","title":{"rendered":"Il Papa: da cristiani non si pu\u00f2 essere pessimisti"},"content":{"rendered":"<p>Cari fratelli e sorelle,<\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec scorso ho parlato sulla preghiera<\/strong> nella prima parte dell&#8217;Apocalisse, oggi passiamo alla seconda parte del libro, e mentre nella prima parte, la preghiera \u00e8 orientata verso l\u2019interno della vita ecclesiale, l&#8217;attenzione nella seconda \u00e8 rivolta al mondo intero; la Chiesa, infatti, cammina nella storia, ne \u00e8 parte secondo il progetto di Dio. L\u2019assemblea che, ascoltando il messaggio di Giovanni presentato dal lettore, ha riscoperto il proprio compito di collaborare allo sviluppo del Regno di Dio come \u00absacerdoti di Dio e di Cristo\u00bb (Ap 20,6; cfr 1,5; 5,10), e si apre sul mondo degli uomini. E qui emergono due modi di vivere in rapporto dialettico tra loro: il primo lo potremmo definire il \u00absistema di Cristo\u00bb, a cui l\u2019assemblea \u00e8 felice di appartenere, e il secondo il \u00absistema terrestre anti-Regno e anti-alleanza messo in atto dall\u2019influsso del Maligno\u00bb, il quale, ingannando gli uomini, vuole realizzare un mondo opposto a quello voluto da Cristo e da Dio (cfr Pontificia Commissione Biblica, Bibbia e Morale. Radici bibliche dell\u2019agire cristiano, 70). L\u2019assemblea deve allora saper leggere in profondit\u00e0 la storia che sta vivendo, imparando a discernere con la fede gli avvenimenti per collaborare, con la sua azione, allo sviluppo del Regno di Dio. E questa opera di lettura e di discernimento, come pure di azione, \u00e8 legata alla preghiera.<\/p>\n<p><strong>Anzitutto, dopo l\u2019appello insistente di Cristo<\/strong> che, nella prima parte dell\u2019Apocalisse, ben sette volte ha detto: \u00abChi ha orecchi, ascolti ci\u00f2 che lo Spirito dice alla Chiesa\u00bb (cfr Ap 2,7.11.17.29; 3,6.13.22), l\u2019assemblea viene invitata a salire in Cielo per guardare la realt\u00e0 con gli occhi di Dio; e qui ritroviamo tre simboli, punti di riferimento da cui partire per leggere la storia: il trono di Dio, l\u2019Agnello e il libro (cfr Ap 4,1 \u2013 5,14).<\/p>\n<p><strong>Primo simbolo \u00e8 il trono<\/strong>, sul quale sta seduto un personaggio che Giovanni non descrive, perch\u00e9 supera qualsiasi rappresentazione umana; pu\u00f2 solo accennare al senso di bellezza e gioia che prova trovandosi davanti a Lui. Questo personaggio misterioso \u00e8 Dio, Dio onnipotente che non \u00e8 rimasto chiuso nel suo Cielo, ma si \u00e8 fatto vicino all\u2019uomo, entrando in alleanza con lui; Dio che fa sentire nella storia, in modo misterioso ma reale, la sua voce simboleggiata dai lampi e dai tuoni. Vi sono vari elementi che appaiono attorno al trono di Dio, come i ventiquattro anziani e i quattro esseri viventi, che rendono lode incessantemente all\u2019unico Signore della storia.<\/p>\n<p><strong>Primo simbolo, quindi, il trono. Secondo simbolo \u00e8 il libro<\/strong>, che contiene il piano di Dio sugli avvenimenti e sugli uomini; \u00e8 chiuso ermeticamente da sette sigilli e nessuno \u00e8 in grado di leggerlo. Di fronte a questa incapacit\u00e0 dell\u2019uomo di scrutare il progetto di Dio, Giovanni sente una profonda tristezza che lo porta al pianto. Ma c\u2019\u00e8 un rimedio allo smarrimento dell\u2019uomo di fronte al mistero della storia: qualcuno \u00e8 in grado di aprire il libro e di illuminarlo.<\/p>\n<p><strong>E qui appare il terzo simbolo: Cristo<\/strong>, l\u2019Agnello immolato nel Sacrificio della Croce, ma che \u00e8 in piedi, segno della sua Risurrezione. Ed \u00e8 proprio l\u2019Agnello, il Cristo morto e risorto, che progressivamente apre i sigilli e svela il piano di Dio, il senso profondo della storia.<\/p>\n<p><strong>Che cosa dicono questi simboli?<\/strong> Essi ci ricordano qual \u00e8 la strada per saper leggere i fatti della storia e della nostra stessa vita. Alzando lo sguardo al Cielo di Dio, nel rapporto costante con Cristo, aprendo a Lui il nostro cuore e la nostra mente nella preghiera personale e comunitaria, noi impariamo a vedere le cose in modo nuovo e a coglierne il senso pi\u00f9 vero. La preghiera \u00e8 come una finestra aperta che ci permette di tenere lo sguardo rivolto verso Dio, non solo per ricordarci la meta verso cui siamo diretti, ma anche per lasciare che la volont\u00e0 di Dio illumini il nostro cammino terreno e ci aiuti a viverlo con intensit\u00e0 e impegno.<\/p>\n<p><strong>In che modo il Signore guida<\/strong> la comunit\u00e0 cristiana ad una lettura pi\u00f9 profonda della storia? Anzitutto invitandola a considerare con realismo il presente che stiamo vivendo. L\u2019Agnello apre allora i primi quattro sigilli del libro e la Chiesa vede il mondo in cui \u00e8 inserita, un mondo in cui vi sono vari elementi negativi. Vi sono i mali che l\u2019uomo compie, come la violenza, che nasce dal desiderio di possedere, di prevalere gli uni sugli altri, tanto da giungere ad uccidersi (secondo sigillo); oppure l\u2019ingiustizia, perch\u00e9 gli uomini non rispettano le leggi che si sono date (terzo sigillo). A questi si aggiungono i mali che l\u2019uomo deve subire, come la morte, la fame, la malattia (quarto sigillo). Davanti a queste realt\u00e0, spesso drammatiche, la comunit\u00e0 ecclesiale \u00e8 invitata a non perdere mai la speranza, a credere fermamente che l\u2019apparente onnipotenza del Maligno si scontra con la vera onnipotenza che \u00e8 quella di Dio. E il primo sigillo che scioglie l\u2019Agnello contiene proprio questo messaggio. Narra Giovanni: \u00abE vidi: ecco, un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; gli fu data una corona ed egli usc\u00ec vittorioso per vincere ancora\u00bb (Ap 6,2). Nella storia dell\u2019uomo \u00e8 entrata la forza di Dio, che non solo \u00e8 in grado di bilanciare il male, ma addirittura di vincerlo; il colore bianco richiama la Risurrezione: Dio si \u00e8 fatto cos\u00ec vicino da scendere nell\u2019oscurit\u00e0 della morte per illuminarla con lo splendore della sua vita divina; ha preso su di s\u00e9 il male del mondo per purificarlo col fuoco del suo amore.<\/p>\n<p><strong>Come crescere in questa lettura<\/strong> cristiana della realt\u00e0? L\u2019Apocalisse ci dice che la preghiera alimenta in ciascuno di noi e nelle nostre comunit\u00e0 questa visione di luce e di profonda speranza: ci invita a non lasciarci vincere dal male, ma a vincere il male con il bene, a guardare al Cristo Crocifisso e Risorto che ci associa alla sua vittoria. La Chiesa vive nella storia, non si chiude in se stessa, ma affronta con coraggio il suo cammino in mezzo a difficolt\u00e0 e sofferenze, affermando con forza che il male in definitiva non vince il bene, il buio non offusca lo splendore di Dio. Questo \u00e8 un punto importante per noi; come cristiani non possiamo mai essere pessimisti; sappiamo bene che nel cammino della nostra vita incontriamo spesso violenza, menzogna, odio, persecuzione, ma questo non ci scoraggia. Soprattutto la preghiera ci educa a vedere i segni di Dio, la sua presenza e azione, anzi ad essere noi stessi luci di bene, che diffondono speranza e indicano che la vittoria \u00e8 di Dio.<\/p>\n<p><strong>Questa prospettiva porta ad elevare<\/strong> a Dio e all\u2019Agnello il ringraziamento e la lode: i ventiquattro anziani e i quattro esseri viventi cantano insieme il \u00abcantico nuovo\u00bb che celebra l\u2019opera di Cristo Agnello, il quale render\u00e0 \u00abnuove tutte le cose\u00bb (Ap 21,5). Ma questo rinnovamento \u00e8 anzitutto un dono da chiedere. E qui troviamo un altro elemento che deve caratterizzare la preghiera: invocare dal Signore con insistenza che il suo Regno venga, che l\u2019uomo abbia il cuore docile alla signoria di Dio, che sia la sua volont\u00e0 ad orientare la nostra vita e quella del mondo. Nella visione dell\u2019Apocalisse questa preghiera di domanda \u00e8 rappresentata da un particolareimportante: \u00abi ventiquattro anziani\u00bb e \u00abi quattro esseri viventi\u00bb tengono in mano, insieme alla cetra che accompagna il loro canto, \u00abdelle coppe d\u2019oro piene di incenso\u00bb (5,8a) che, come viene spiegato, \u00absono le preghiere dei santi\u00bb (5,8b), di coloro, cio\u00e8, che hanno gi\u00e0 raggiunto Dio, ma anche di tutti noi che ci troviamo in cammino. E vediamo che davanti al trono di Dio, un angelo tiene in mano un turibolo d\u2019oro in cui mette continuamente i grani di incenso, cio\u00e8 nostre preghiere, il cui soave odore viene offerto insieme alle preghiere che salgono al cospetto di Dio (cfr Ap 8,1-4). E\u2019 un simbolismo che ci dice come tutte le nostre preghiere &#8211; con tutti i limiti, la fatica, la povert\u00e0, l\u2019aridit\u00e0, le imperfezioni che possono avere &#8211; vengono quasi purificate e raggiungono il cuore di Dio. Dobbiamo essere certi, cio\u00e8, che non esistono preghiere superflue, inutili; nessuna va perduta. Ed esse trovano risposta, anche se a volte misteriosa, perch\u00e9 Dio \u00e8 Amore e Misericordia infinita. L\u2019angelo \u2013 scrive Giovanni &#8211; \u00abprese l\u2019incensiere, lo riemp\u00ec del fuoco preso dall\u2019altare e lo gett\u00f2 sulla terra: ne seguirono tuoni, rumori, fulmini e scosse di terremoto\u00bb (Ap 8,5). Questa immagine significa che Dio non \u00e8 insensibile alle nostre suppliche, interviene e fa sentire la sua potenza e la sua voce sulla terra, fa tremare e sconvolge il sistema del Maligno. Spesso, di fronte al male si ha la sensazione di non poter fare nulla, ma \u00e8 proprio la nostra preghiera la risposta prima e pi\u00f9 efficace che possiamo dare e che rende pi\u00f9 forte il nostro quotidiano impegno nel diffondere il bene. La potenza di Dio rende feconda la nostra debolezza (cfr Rm 8,26-27).<\/p>\n<p><strong>Vorrei concludere con qualche cenno<\/strong> al dialogo finale (cfr Ap 22,6-21). Ges\u00f9 ripete varie volte: \u00abEcco, io vengo presto\u00bb (Ap 22,7.12). Questa affermazione non indica solo la prospettiva futura alla fine dei tempi, ma anche quella presente: Ges\u00f9 viene, pone la sua dimora in chi crede in Lui e lo accoglie. L\u2019assemblea, allora, guidata dallo Spirito Santo, ripete a Ges\u00f9 l\u2019invito pressante a rendersi sempre pi\u00f9 vicino: \u00abVieni\u00bb (Ap 22,17a). E\u2019 come la \u00absposa\u00bb (22,17) che aspira ardentemente alla pienezza della nuzialit\u00e0. Per la terza volta ricorre l\u2019invocazione: \u00abAmen. Vieni, Signore Ges\u00f9\u00bb (22,20b); e il lettore conclude con un\u2019espressione che manifesta il senso di questa presenza: \u00abLa grazia del Signore Ges\u00f9 sia con tutti (22,21).<\/p>\n<p><strong>L\u2019Apocalisse, pur nella complessit\u00e0 dei simboli<\/strong>, ci coinvolge in una preghiera molto ricca, per cui anche noi ascoltiamo, lodiamo, ringraziamo, contempliamo il Signore, gli chiediamo perdono. La sua struttura di grande preghiera liturgica comunitaria \u00e8 anche un forte richiamo a riscoprire la carica straordinaria e trasformante che ha l\u2019Eucaristia; in particolare vorrei invitare con forza ad essere fedeli alla Santa Messa domenicale nel Giorno del Signore, la Domenica, vero centro della settimana! La ricchezza della preghiera nell\u2019Apocalisse ci fa pensare a un diamante, che ha una serie affascinante di sfaccettature, ma la cui preziosit\u00e0 risiede nella purezza dell\u2019unico nucleo centrale. Le suggestive forme di preghiera che incontriamo nell\u2019Apocalisse fanno brillare allora la preziosit\u00e0 unica e indicibile di Ges\u00f9 Cristo. Grazie.<\/p>\n<p>12 settembre 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" class=\"immagine_sx\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.romasette.it\/uploads\/img5003c6a3624b6.jpg\"\/>Nell&#8217;udienza generale il Santo Padre, alla vigilia del viaggio apostolico in Libano, ha continuato la catechesi sulla preghiera: \u00abAlzando lo sguardo al cielo, impariamo a vedere le cose in modo diverso\u00bb<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[351],"tags":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il Papa: da cristiani non si pu\u00f2 essere pessimisti - Archivio Storico RS<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.romasette.it\/archivio\/il-papa-da-cristiani-non-si-puo-essere-pessimisti\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Il Papa: da cristiani non si pu\u00f2 essere pessimisti - 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