Attacco a Nizza, il vescovo Marceau: «La risposta sia il perdono»

All’indomani dell’attentato nella basilica di Notre-Dame, il presule parla ai fedeli della sua diocesi: «La disumanità non più chiamare ad altre disumanità»

«Vorrei dire che la disumanità non può oggi chiamare ad altre disumanità: alla chiusura, alla violenza, all’esclusione, alla segregazione». All’indomani dell’attacco che nella mattina di ieri, 29 ottobre, ha colpito la città di Nizza, dove tre persone sono state uccise nella basilica di Notre-Dame, il vescovo André Marceau rivolge ai fedeli della sua diocesi un appello al perdono. Lo fa in un video messaggio nel quale racconta anzitutto il tempo trascorso davanti alla basilica di Notre-Dame de l’Assomption con il parroco, testimone della scena. «Le persone che ho incontrato sono, come tutti noi, sotto choc. Lo choc per un avvenimento drammatico e doloroso, un avvenimento che al di là della nostra fede cristiana, sciocca per la sua disumanità», commenta il presule. Quindi l’esortazione: «Cerchiamo di essere all’altezza della risposta. Sì, Cristo ha chiesto sulla Croce il perdono per coloro che non sapevano quello che stavano facendo. Questa parola – prosegue – mi è entrata nella testa da questa mattina. Forse quell’uomo sapeva contro chi si stesse dirigendo: contro i cristiani, in un luogo simbolico, contro la Chiesa».

Marceu si interroga però sui perché. «È vero, non abbiamo risposte – riflette -. È vero, non siamo in grado di trovare le soluzioni. Ma credo che dobbiamo fare in modo oggi che le nostre reazioni, i nostri atteggiamenti, i nostri propositi, i nostri commenti non siano in linea con quelli compiuti da quell’uomo». E ancora: «Non cadiamo nella piaga dove da qualche tempo ormai siamo sprofondati qui a Nizza. Lo sappiamo bene, in questa città presa di mira da uomini deviati da un Dio deformato. Proviamo sentimenti di pena, forse anche sentimenti di violenza, ma rimaniamo custodi di quello che è il cuore del Vangelo», è l’appello del presule, che si richiama ancora una volta alla Parola di Gesù, «forse difficile da comprendere: amate i vostri nemici. Significa volere che il cuore degli uomini e il nostro cuore, il cuore di ciascuno di noi, sia un altro – afferma -. Vi esorto quindi a tendere la mano, a non essere divisi, a non fare in modo che i nostri propositi possano esacerbare ancora di più i nostri sentimenti e spingere alla violenza».

30 ottobre 2020