Attacco in Afghanistan contro fedeli sikh. Tra le vittime almeno un bambino

Save the Children: il Paese è uno dei peggiori al mondo in cui essere minori. «La guerra non deve toccare i più piccoli. È tempo di fermare la guerra ai bambini»

Molte le vittime dell’attacco armato ai fedeli sikh avvenuto ieri, 25 marzo, in Afghanistan. Tra i morti, almeno un bambino. «Abbiamo sentito che molti bambini e famiglie sono rimasti intrappolati nel tempio sikh per ore mentre infuriavano i combattimenti – denuncia il direttore generale di Save the Children Afghanistan Timothy Bishop -. Nessun bambino dovrebbe sperimentare questo tipo di evento traumatico e brutale. Oltre al rischio di morte o lesioni, i bambini possono riportare cicatrici emotive e psicologiche difficili da cancellare».

Dall’organizzazione internazionale arriva dunque una forte condanna verso l’attacco armato contro un gruppo indifeso di civili. «Il Segretario generale delle Nazioni Unite Guterres ha recentemente chiesto un cessate il fuoco globale per cercare di rallentare il diffondersi del flagello della pandemia di coronavirus – prosegue Bishop -. In un momento in cui il mondo dovrebbe riunirsi per combattere il Covid-19, che non fa distinzioni tra Paesi o religioni o ideologie, esortiamo tutti in Afghanistan a fermare i combattimenti ora e a fare il possibile per proteggere i bambini». L’Afghanistan, nelle parole del direttore generale di Save the Children nel Paese, è «uno dei luoghi più pericolosi al mondo in cui essere minori e negli ultimi anni si è assistito a una preoccupante tendenza all’aumento delle uccisioni e mutilazioni dei più piccoli. Questo è inaccettabile: la guerra non deve toccare i bambini – conclude -. Anche nei conflitti, scuole, ospedali e luoghi di culto non devono essere bersagli. È tempo di fermare la guerra ai bambini».

26 marzo 2020