Attacco in Congo, lo «sgomento e dolore» di Unicef, Wfp e Cri

Iacomini (Unicef Italia): l’ambasciatore Attanasio, «uomo di rara disponibilità e umanità». Rocca (Cri): «Barbaro attacco. Ci stringiamo a familiari, amici, colleghi»

«Desidero esprimere tutto il mio dolore e quello della mia organizzazione, l’Unicef, per la scomparsa dell’ambasciatore Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista al loro seguito». A parlare è il portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini, dopo l’attacco che ieri, 22 febbraio, ha colpito il convoglio internazionale di cui faceva parte il rappresentante italiano, insieme al carabiniere che lo scortava, nei pressi di Goma. «Un uomo di rara disponibilità e umanità che dimostrò proprio 3 anni fa, seguendo personalmente il non facile iter di uscita dal Congo di alcuni giovani e bambini e bambine del Paese per venire in Italia a raccontare le loro storie nella nostra trasmissione “Prodigi. La Musica è vita”». Così Iacomini ricorda Attanasio, evidenziando che «il Congo è uno dei Paesi più pericolosi e instabili al mondo con 5,2 milioni di persone sfollate, più che in ogni altro Paese eccetto la Siria. Il 50% è sfollato negli ultimi 12 mesi – prosegue -. Nelle province di Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu e Tanganyika, le più colpite dalle violenze e dove si è verificato l’attentato, oltre 8 milioni di persone si trovano in condizioni di insicurezza alimentare acuta. Un quadro devastante».

Cordoglio e vicinanza alla famiglia delle vittime, nelle parole di Iacomini così come nella nota diffusa dal World food programme (Wfp), l’Agenzia delle Nazioni Unite che ha sede a Roma, a cui apparteneva l’autista ucciso insieme ad Attanasio e Iacovacci, che era in servizio presso la rappresentanza diplomatica di Kinshasa. «Altri passeggeri che viaggiavano con la delegazione sono stati feriti nel corso dell’attacco», si ricorda nella nota, riferendo che «la delegazione era partita da Goma ed era in viaggio diretta in visita a un programma di alimentazione scolastica del Wfp a Rutshuru, quando l’attacco ha avuto luogo». L’Agenzia delle Nazioni Unite, viene assicurato, «lavorerà con le autorità nazionali per determinare i dettagli dell’attacco, che è avvenuto su una strada che era stata precedentemente dichiarata sicura per viaggi senza scorte di sicurezza. Il Wfp è in stretto contatto con le autorità italiane attraverso i suoi uffici della sede di Roma e nella Repubblica Democratica del Congo».

«Sgomento e dolore» anche nella nota diffusa dal presidente della Croce rossa italiana (Cri) Francesco Rocca. «L’ambasciatore e il militare viaggiavano a bordo proprio di un convoglio del Wfp – ricorda  -. Noi operatori umanitari sappiamo bene i rischi che corriamo quando lavoriamo in aree difficili. Mi lascia tuttavia attonito questo barbaro attacco. Ci stringiamo attorno alle famiglie, agli amici e ai colleghi delle vittime».

23 febbraio 2021